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Heartquake

2 min.

Una questione di acca. Che nel nostro caso serve per fare rima con cuore. Provate a spostarla da earth, che in inglese significa terra, a heart, che ancora nella lingua anglosassone significa invece cuore.

Testo Andrea Luccioli Fotografia Marco Giugliarelli

Per completare il gioco di parole occorre spostate l’acca nella parola inglese earthquake, che significa terremoto, in avanti e arrivare a heartquake.

L’immagine che vi apparirà sarà decisamente un’altra giusto?

Questa è la suggestione che la Regione Umbria ha voluto creare con “Heartquake – Europe Supports Umbria”, la mostra fotografica che è stata allestita nelle scorse settimane a Bruxelles, presso la sede del Comitato delle Regioni e delle città d’Europa per raccontare come sono stati utilizzati i Fondi europei impiegati per far fronte ai terremoti che hanno colpito la nostra terra.

La mostra, che da poco è arrivata a Norcia, è l’evoluzione di quella già allestita a Foligno al Ciac (Centro italiano di arte contemporanea) intitolata “DiVenti Umbria” e di cui vi avevamo già parlato qualche numero fa.

In questa nuova esposizione viene raccontata una terra che ha subito una ferita profonda e che sta cercando di rialzarsi.

La Basilica di San Benedetto distrutta, Castelluccio colpita nel profondo, le opere d’arte lacerate, le attività economiche spazzate via, ma anche i segni della rinascita.

La resistenza di una popolazione che vuole continuare a vivere nella sua terra, che ha speranza e fiducia in un futuro che, a seguito delle scosse del 2016, sembrava impossibile da intravedere.

Nella mostra fotografica ci sono macerie, tante, ma anche persone. Anzi, soprattutto persone.

La mostra Fotografica

Gli abitanti della Valnerina, i volontari, i soccorritori e tutti quelli che, da due anni, stanno dedicando la propria vita alla ricostruzione.

Sia materiale che umana.

Se c’è una lezione che ci viene dalla drammatica esperienza di questo terremoto è che lo Stato italiano deve dotarsi di una legge quadro che detti norme per la gestione delle emergenze dovute a calamità naturali, in quanto non è possibile gestire queste fasi delicate e straordinarie con norme ordinarie”, con queste parole la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha inaugurato la mostra nursina nel corso di un’iniziativa cui hanno preso parte – tra gli altri – anche il vice presidente, Fabio Paparelli ed il sindaco della città, Nicola Alemanno.

Ben 10 milioni di euro – ha detto Marini – sono stati destinati dalla Commissione europea al cofinanziamento della ricostruzione della Basilica di San Benedetto di Norcia, simbolo delle distruzioni provocate dal terremoto, ma anche e soprattutto dell’identità della nostra terra, delle popolazioni della Valnerina, della stessa Europa”.

Le immagini della mostra nel loro insieme rappresentano dunque un messaggio di fiducia e di speranza. 

Ed anche del lavoro che dobbiamo fare per ricostruire, in un lavoro di squadra – ha concluso Marini – dove l’Europa rappresenta uno dei partner più importanti”.

Sono stati due anni di intenso lavoro, svolto da oltre mille dipendenti pubblici, insieme agli amministratori locali, provinciali e regionali, con l’ausilio di duemila volontari del sistema organizzato di Protezione civile, e di tutte le forze dell’ordine a partire dai vigili del fuoco, ai quali la presidente Marini ha voluto rinnovare il suo più sentito ringraziamento.

La presidente ha quindi riferito alcune delle cifre più significative relative alla gestione dell’emergenza e all’avvio della ricostruzione: oltre 7.400 persone assistite, di cui 5.180 con contributo di autonoma sistemazione ed il resto nelle 752 soluzioni abitative di emergenza realizzate e nei 68 moduli abitativi rurali; 45.848 sopralluoghi effettuati; 94 per cento di macerie rimosse per la parte pubblica; 80 delocalizzazioni di attività produttive, pari al 93 per cento delle richieste presentate; oltre 1000 pratiche per ricostruzione leggera presentate di cui 400 autorizzate con la conseguente apertura di altrettanti cantieri avviati, di cui 80 già terminati.

Anche per ciò che riguarda la ricostruzione pesante i cittadini hanno iniziato a presentare domande.

Questi i numeri e le “voci” istituzionali.

Per la parte viva, quella fatta di carne, dolore e sogni, non possiamo che affidarci agli scatti di Marco Giugliarelli che in Heartquakes ha raccontato una delle più grandi catastrofi che hanno colpito il Centro Italia segnando in maniera indelebile il destino di quattro regioni.

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