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I DIARI DEL LIDO – MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2108

il red carpet di Venezia 75
6 Min. - tempo di lettura

Il reportage esclusivo dei nostri inviati specialissimi alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica che si è tenuta a Venezia.

Luca Benni & Matteo Cesarini
Cinema Metropolis Umbertide

Noi eravamo presenti e vi racconteremo in questo speciale tutto quello che di più interessante c’è stato nei dieci giorni della kermesse.

Rassegna diretta anche quest’anno da Alberto Barbera.

Bilancio: pure per questo 2018 possiamo parlare di un successo di pubblico e di critica visto l’alto livello qualitativo dei film in concorso.

FIRST MAN

Ryan Gosling firma autografi ai fan alla 75 mostra del cinema di Venezia

Ryan Gosling

Il film di apertura di Venezia 75 tocca alla coppia autore/attore Chazelle/Gosling, gli stessi di La La Land: Il primo uomo è un biopic dove Ryan Gosling veste i panni (ehm, la tuta) di Neil Armstrong, il primo essere umano a mettere piede sulla Luna.

Ne viene fuori un ritratto molto “tecnico” (del resto Damien Chazelle è stato anche il regista di Whiplash, ambientato nel mondo dei batteristi jazz che gli e valso il premio Oscar per miglior montaggio) e allo stesso tempo personale, incentrato sulla figura umana del padre di famiglia Neil ma, per chi scrive, migliore di qualsiasi documentario sull’allunaggio perché riesce sapientemente a narrare le gesta di quegli uomini che raggiunsero angoli dello spazio fino ad allora inesplorati dentro a delle vere e proprie scatolette di metallo.

Uno dei temi di forti discussioni tra gli addetti ai lavori è stata la scelta da parte della direzione della Mostra di mettere in concorso alcuni film che poi sarebbero usciti sulla principale piattaforma di streaming, Netflix, invece che direttamente al cinema, contrariamente a quanto avviene nel vicino Festival di Cannes.

Sulla mia pelle

Sulla mia Pelle

E’ il caso del film italiano, Sulla mia pelle, regia di Alessio Cremonini, struggente pellicola d’apertura della sezione “Orizzonti“, che racconta l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, interpretato da uno straordinario Alessandro Borghi.

Il film è uscito a settembre sia su Netflix che in sala, portandosi dietro, come se ce ne fosse bisogno, visto il tema scottante del film, di ulteriori polemiche circa le politiche di distribuzione che stanno mettendo a repentaglio le sale cinematografica e soprattutto quelle indipendenti.

Tali polemiche sono continuate fino alla fine del festival visto che il vincitore del Leone d’Oro è risultato un altro film che verrà distribuito sulla medesima piattaforma di streaming a Dicembre e solo in alcune sale selezionate: Roma, è il nome di un quartiere di Città del Messico dove negli anni 70 viveva la famiglia del regista Alfonso Cuaron.

Dopo Hollywood e la vittoria del Premio Oscar con Gravity, dopo la fantascienza politica de I figli degli uomini, Cuaron si confronta con qualcosa di più intimo e viscerale.

Una storia di memoria e di ricordi di infanzia, di donne forti, di madri, di nonne: un personale tributo del regista messicano alle proprie radici.

The Ballad of Buster Scruggs

The Ballad of Buster Scruggs

Ancora una produzione Netflix nel nuovo film di Joel & Ethan Coen, The ballad of Buster Scruggs, una miniserie di 6 episodi western divertentissimi e a tratti malinconici con molto spargimento di sangue (non è una novità per i Coen) e girati in digitale (questa sì è una novità per i due fratelli registi).

The Sisters Brothers

The Sisters Brothers

Sempre il vecchio west è protagonista del primo film americano di Jacques Audiard (per la prima volta a Venezia),  già Palma d’oro per Dheepan.

Una nuova vita e Grand Prix Speciale della Giuria di Cannes per Il profeta.

The Sisters Brothers, questo il titolo, è un western in cui gli assassini Joaquim Phoenix e John C. Reilly danno la caccia al cercatore d’oro Jake Gyllenhaal in un buddy movie d’altri tempi, crudo ma romantico allo stesso tempo.

Suspiria

Suspiria

Uno dei film in concorso più attesi è stato sicuramente Suspiria di Luca Guadagnino.

Girato tra Varese e Berlino e prodotto da Amazon, è interpretato da Dakota Johnson, Chloe Grace Moretz e Tilda Swinton – vera attrice feticcio del regista italiano, alle prese anche con un doppio personaggio: non vi sveliamo altro per non spoilerare, ma la conferenza del film è stata molto divertente soprattutto grazie a questa strepitosa attrice.

Suspiria di Guadagnino è un film che non ha paura di confrontarsi con il capolavoro del maestro Dario Argento riuscendo ad andare oltre il mito con una personale realizzazione che abbraccia le tematiche horror e le plasma in modo personale e originale (ad esempio strepitose le coreografie dei balletti che molto devono al lavoro di Pina Bausch): motivo per cui Guadagnino raccoglie sempre di più consensi all’estero dopo l’exploit del suo ultimo lavoro Chiamami col tuo nome.

Non fa rimpiangere i “nostri” Goblin, la scelta di affidare le musiche a Thom Yorke, cantante dei Radiohead, alle prese con la colonna sonora del film, ma era scontato visto l’alto spessore del musicista inglese.

WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE?

WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE?

Continuiamo con un altro autore italiano dal respiro internazionale che cerca sguardi inediti sulla realtà americana e sul cinema in generale: What you gonna do when the world’s on fire?

Cosa fare quando il mondo è in fiamme? Il documentarista marchigiano trapiantato in America, Roberto Minervini – spero che tutti abbiate visto l’ottimo Low Tide del 2013 – ritrae nell’intimo della propria quotidianità i membri di una comunità di afro-americana del sud degli Stati Uniti, di Baton Rouge, Louisiana, scossa da una serie di cruenti omicidi durante l’estate del 2017.

A STAR IS BORN

Paolo Baratta e Lady Gaga

Per le “quote glamour”, citiamo il primo film di Bradley Cooper da regista, A star is born, che lo vede anche in veste di country rocker maledetto al fianco di una strepitosa Lady Gaga, in versione acqua e sapone ma sempre dall’ugola d’oro, nel terzo remake del classico.

È nata una stella.

IL RAGAZZO PIÙ FELICE DEL MONDO

Gipi

Meglio, invece, il divertentissimo Il ragazzo più felice del mondo, opera seconda del fumettista Gipi, nella sezione del festival chiamata Sconfini dedicata a “chi sconfina, appunto, per formato, per linguaggio, per durata, per un idea di cinema fuori dai canoni” e, in questo film in particolare, alle prese con una storia tragicomica che sfonda più volte la quarta parete, con un cast tutto romano e simpaticissimo che ci ha ricordato più volte la verve e la freschezza dell’italianissima serie tv Boris.

La seconda parte del festival è caratterizzata da alcune piacevoli sorprese e qualche conferma.

VOX LUX

Vox Lux

Tra i nuovi cineasti da tenere d’occhio c’è sicuramente Brady Corbet.

Già attore giovanissimo in cult come Misterious skin di Gregg Araki e Funny Games di Michael Haneke, autore a ventisette anni della folgorante opera prima.

L’infanzia di un capo, Corbet, oggi trentenne, porta a Venezia Vox Lux interpretato dalla coppia Natalie PortmanJude Law di nuovo insieme in un film dopo quattordici anni dall’uscita di Closer.

Nella pellicola, l’attrice israeliana Premio Oscar per Il cigno nero intepreta una pop star fragile e insicura che oggi riempe gli stadi ma che deve il suo successo ad un evento traumatico vissuto da adolescente nel 1999 – una sparatoria a scuola della quale è l’unica sopravvissuta della classe.

Sebbene non sempre a fuoco e con qualche imperfezione – la pop star capricciosa vittima delle sue dipendenze appassiona poco – l’opera di Corbet è una cronaca del passaggio al ventunesimo secolo, una riflessione su quanto affrontato negli ultimi vent’anni con tutte le ansie, insicurezze e paure della società in cui viviamo.

Bellissime le canzoni di Sia interpretate dalla Portman e la colonna sonora composta da Scott Walker.

Bravissimi, manco a dirlo, i due attori.

Capri-Revolution

Capri Revolution

Mario Martone è una vecchia conoscenza al Lido.

Con Capri-Revolution il regista napoletano torna alla Mostra con un film “favoloso” come il precedente biopic su Giacomo Leopardi, ambientato sull’isola di Capri e ispirato alla comune realizzata nei primi del novecento dal pittore pacifista tedesco Karl Diefenbach.

Martone snoda la vicenda raccontata attraverso tre figure chiave del film, portatori di tre visioni del mondo diverse: il gruppo di giovani del nord Europa che si stabilisce sull’isola avendovi trovato il luogo ideale in cui sperimentare una ricerca sulla vita e sull’espressione artistica – praticando anche una forma di vegetarianismo ante litteram e nudismo in una ricerca in cui il corpo stesso si fa forma d’arte vivente -, la giovane e umile capraia Lucia che grazie al loro arrivo riuscirà ad emanciparsi e il giovane dottore appena arrivato con le sue idee che mettono la scienza e l’interventismo al primo posto.

Anche in questo caso, continua la collaborazione tra Martone e il musicista tedesco Sascha Ring (in arte Apparat) che firma le straordinarie musiche del film.

The Nightingale

Menzione particolare per The Nightingale, seconda regia dell’australiana Jennifer Kent già autrice dell’horror Babadook, non tanto per il film – comunque premiato con il Premio speciale della giuria – quanto per uno spiacevole episodio avvenuto al termine della prima proiezione.

Un giovane giornalista accreditato, infatti, avrebbe gridato in sala degli insulti sessisti rivolti alla regista al termine del film in quanto infastidito da alcune scene molto forti.

Pronta la reazione del Festival con le scuse alla Kent e il ritiro immediato dell’accredito al maleducato.

Chiudiamo infine il reportage con una punta d’orgoglio.

La consegna del Premio Lizzani ai gestori umbri

L’edizione di quest’anno verrà ricordata anche per un importante riconoscimento per il cinema in Umbria.

I gestori del cinema Postmodernissimo di Perugia, la cui cooperativa Anonima Impresa Sociale ha in gestione anche il Metropolis di Umbertide, sono stati premiati col Premio Lizzani che ogni anno viene assegnato alle sale che quotidianamente, con coraggio, valorizzano il cinema di qualità.

Premiati insieme a loro anche i gestori del Pegasus di Spoleto.

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Cinema Metropolis Umbertide

Metropolis è il cinema di Umbertide aperto nel dicembre 2009. Da allora è diventato un centro culturale e di intrattenimento sia per il Comune di Umbertide che per gli abitanti dell’Alta Valle del Tevere che tutte le settimane intervengono agli spettacoli e alle iniziative. Inoltre tutto un bacino di pubblico proveniente da fuori Regione, partecipa costantemente ai numerosi concerti, agli eventi speciali e alle rassegne cinematografiche.

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