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Il Festival che c’era e ora non c’è più (almeno per il momento)

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Il Festival che c’era e ora non c’è più (almeno per il momento)

Questa mattina Arianna Ciccone, fondatrice insieme a Chris Potter e organizzatrice del Festival Internazionale del Giornalismo, ha annunciato che l’ormai celebre manifestazione giunta alla settima edizione cesserà di esistere, almeno per il momento, almeno per l’edizione 2014.

Il centro di Perugia, quindi – purtroppo – non sarà più invaso da giornalisti noti  e meno noti, centinaia di volontari, curiosi, appassionati, lettori.

Arianna Ciccone, acuta giornalista e instancabile fucina di idee, ha spiegato, non senza commozione e dispiacere, che il motivo principale di questa ‘serrata’ risiede nella mancanza del giusto apporto economico per dar vita alla manifestazione.

“Ci sono momenti in cui capisci che ti devi fermare. Che la vera forza, il vero coraggio è dire: grazie, ma no. È quello che è successo a me e a Chris con il Festival, una parte molto importante della nostra vita.

Per capire perché dovrei raccontare tutta la storia del Festival: com’è nato, le mille difficoltà, gli errori, com’è cresciuto, com’è diventato un piccolo miracolo in un paese dove il talento, quando ottiene risultati, sembra un’anomalia da risolvere e non da premiare. Senza agganci politici o conoscenze, una napoletana e un inglese decidono di mettere su un evento internazionale sul giornalismo, in Italia. Roba da matti.

Quando ebbi l’idea eravamo in giardino, da giorni parlavamo di come era frustrante lavorare per gli enti organizzando eventi culturali. La voglia di fare una cosa in proprio era sempre più forte: sapevamo esattamente cosa fare e come farlo. «Chris, facciamolo noi: facciamo un festival internazionale del giornalismo». «Bell’idea, amore – la risposta di Chris andrebbe letta con il suo accento anglo-napoletano – ma impossibile da realizzare». E così me ne andai in giro con il mio foglietto A4 e il format di un evento sull’informazione che è esattamente il Festival che oggi tutti conoscete. Cercavamo sostegni istituzionali e finanziatori. Non è stato affatto facile. Anche il mondo del giornalismo mainstream italiano (a parte alcune eccezioni, da cui poi sono nate amicizie) era scettico nei nostri confronti: “Chi sono questi due che vogliono parlare di noi?”, era giustamente il loro punto di vista… Per nostra fortuna si era già in fase distruptive e in questo le dinamiche della Rete –  sempre sia benedetta – hanno fatto da testa di ariete.”

Continua a leggere qui.

Poco dopo, Chris Potter, ha riportato in lingua inglese numeri e dati del Festival:

The festival has been cancelled for one reason, namely money.

Total 2013 festival revenue was about €400,000; 75% from corporate sponsors and national/international organisations and institutions, 25% from local public institutions. All festival events for all attendees were free entry so ticket revenue was zero. Festival revenue has come exclusively from sponsorship since the 2007 first edition.

From 2007 to 2013 the number of festival events and speakers grew year by year (in 2013, 212 events and 479 speakers). So did the quality and depth of the festival programme. We were proud to be able to declare at the end of each festival “This has been the best festival yet.” Annual festival revenue also increased rapidly from 2007 to 2012 but then fell by about 20% from 2012 to 2013.

Il post completo sul sito del Festiva del Giornalismo.

Nel pomeriggio, il Sindaco di Perugia Wladimiro Boccali ha scritto ad Arianna Ciccone, confermandole pieno sostegno.

Boccali-Ciccone

Il destino del Festival, in ogni caso, verrà discusso lunedì prossimo,alle ore 11 presso l’Hotel Brufani di Perugia in un assemblea aperta a tutti: giornalisti, commercianti e cittadini.

Nel mentre, sovviene un’idea semplice, forse non possibile e di non facile attuazione: perché, per far sì che il Festival vada avanti, non si pensa a una bella campagna di crowdfunding?

Si scopre l’acqua calda? Se sì, allora fatela, anzi facciamola!

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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