logo
logo

Il Fondino presenta: CALIBRO-SPARATI UN LIBRO!

4 Min. - tempo di lettura

Prendete Città di Castello. Aggiungete la parola ‘Libro’; che cosa ne viene fuori? Semplice,“Calibro – Sparati un libro!”, il Festival di Letture organizzato dall’associazione culturale ‘il Fondino’, attiva in Alta valle del Tevere dal 2005. Il libro come “arma” culturale e la lettura, quindi, sono alla base di questo evento, in programma dal 28 al 31 marzo nel centro di Città di Castello. The Mag non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di porre qualche domanda ai creatori di ‘Calibro’.

The Mag: Facile la prima. Quando è nata l’idea di dare vita a un Festival di Letture?

Il Fondino: «Da quando è cominciata l’esperienza de “Il Fondino” abbiamo sempre avuto un tarlo: realizzare un progetto che permettesse di far convergere gli interessi e le competenze sviluppati in diversi ambiti dai soci fondatori: letteratura, arti visive, teatro… La formula del festival c’è sembrata quella più opportuna a esprimere questa molteplicità di sguardi, indirizzandoli però verso un ambito più specifico, quello – per così dire – “letterario”. Abbiamo tuttavia cercato di trarre ispirazione da contesti e forme espressive diverse, così da rendere ‘Calibro’ un’iniziativa dinamica ed eclettica. Inoltre, ci siamo resi conto che, a Città di Castello, a una forte attenzione al campo della tipografia e del libro antico, non corrisponde un’attenzione altrettanto forte a chi i libri li scrive, e li scrive bene».

The Mag: Ma soprattutto perché dare vita a una rassegna come Calibro?

Il Fondino: «In passato abbiamo già proposto eventi multidisciplinari, caratterizzati dallo stesso approccio col quale stiamo impostando ‘Calibro’. Tuttavia, a parte alcuni casi, le iniziative si svolgevano tutte all’interno della sede dell’associazione. Ora che non abbiamo più uno spazio nostro, è stato naturale pensare a una manifestazione che interessasse diversi luoghi di Città di Castello. E che fosse anche più ambiziosa e consapevole nelle intenzioni. Insomma, abbiamo fatto di necessità virtù e abbiamo deciso di organizzare un festival che coinvolgesse il tessuto urbano e le persone che lo abitano. Da ultimo, crediamo che una città dove si legge di più è una città dove si vive meglio».

The Mag: Come si può contribuire al Festival?

Il Fondino: «Abbiamo attivato una campagna di raccolta fondi tramite la piattaforma di crowdfunding “Produzioni dal basso”. In palio 100 quote da 10 euro, per contribuire e diventare “azionisti popolari” di ‘Calibro’: sono state tutte prenotate in meno di due settimane! Siamo rimasti davvero colpiti da questo entusiasmo e ci teniamo a ringraziare tutti i donatori. Per il resto, il festival sarà finanziato tramite le risorse dell’associazione, senza alcun fondo pubblico o sponsor privato. Infine, abbiamo allestito un punto ‘cassa comune’ alla Libreria Paci ‘La Tifernate’, in cui si potrà continuare a lasciare delle donazioni spontanee».

The Mag: Un Festival si basa anche sulla qualità degli ospiti; secondo quali criteri sono stati scelti?

Il Fondino: «Abbiamo coinvolto degli autori che, a nostro avviso, rappresentano delle eccellenze nel campo della narrativa, della saggistica e della poesia in Italia, oggi. Ogni selezione presuppone una scelta critica che, in quanto tale, è soggettiva; ad ogni modo, le pubblicazioni e i curricula degli ospiti sono a disposizione di tutti. Ci teniamo anche a dire che abbiamo invitato personalità molto diverse fra loro e che renderanno il programma di ‘Calibro’ trasversale e interessante. Nei limiti del possibile, abbiamo anche cercato di concepire il programma come se stessimo immaginando il festival ideale a cui vorremmo partecipare da spettatori».

The MagPassiamo al programma. Oltre a incontri, per così dire, più comuni, ci sono iniziative originali come Occupy Poesia e il Poetry Slam: in cosa consistono?

Il Fondino: «Anche gli incontri “più comuni”, come dici, avranno delle caratteristiche che dovrebbero renderli diversi dalle tradizionali presentazioni di libri in cui un ospite parla a ruota a libera, magari affiancato da un unico moderatore. Per questo, e per cercare una più profonda condivisione con la città, abbiamo concepito due incontri come delle conversazioni collettive fra l’autore e alcune persone di Città di Castello che, per interessi e sensibilità, possono porsi in dialogo con l’ospite. Il festival, in programma da giovedì 28 a domenica 31 marzo, vedrà una giornata interamente dedicata alla poesia (sabato 30). È in questo contesto che si inseriscono Occupy Poesia e il Poetry Slam: il primo, che prende le mosse, ironicamente, dal movimento di protesta diffuso a livello globale Occupy (il primo e più famoso è Occupy Wall Street), ricreerà un accampamento dedicato alla poesia, popolato da appassionati che leggeranno al pubblico, all’interno di tende, i versi dei poeti che più li ispirano; il secondo si configura invece come una vera gara a colpi di poesie, un torneo che vedrà impegnati poeti chiamati a convincere il pubblico con le loro performance».

The MagCome vi siete divisi il lavoro di organizzazione del festival?

Il Fondino: «Pur decidendo sempre tutto insieme, abbiamo cercato di dividerci gli impegni a seconda delle nostre attitudini: chi conosce meglio gli autori ha impostato il programma, chi è più votato alla comunicazione si sta occupando dei social network e della stampa, chi è in possesso di abilità grafiche ha ideato il logo… Teniamo molto anche alla dimensione “casereccia” del festival ed è per questo che entreranno in gioco parenti e amici se si tratterà di dare ospitalità agli autori, accompagnarli in giro per la città, invitarli a pranzo o cena. Ci piace pensare che tutti possano essere organizzatori, a loro modo; e poi, mica male avere a tavola gente come Chiara Frugoni o Antonio Moresco!».

The Mag: Come pensate possa rispondere la città e cosa vi aspettate da questo Festival?

Il Fondino: «La capacità del festival di incidere sul contesto è una componente alla quale teniamo particolarmente. Non abbiamo la pretesa che durante ‘Calibro’ Città di Castello si trasformi nella Mantova del Festivaletteratura, ma puntiamo comunque a riunire appassionati, semplici curiosi e magari “lettori deboli” grazie alla trasversalità e al carattere meno ingessato degli incontri. Per esempio, il fatto che a dialogare con gli ospiti non siano “addetti ai lavori” presuppone che queste persone abbiano modo di leggere e approfondire i testi, fino alla possibilità di confrontarsi direttamente con l’autore. E crediamo che questo sia un modo d’incidere».

Per tutte le informazioni:

Associazione Culturale “Il Fondino”

Social:

Pagina ufficiale facebook “Calibro – Sparati un Libro!”

Canale ufficiale Twitter “Calibro Festival”

Post simili

Pubblicato da

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.