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IL PAN DEL DIAVOLO – IL NOSTRO ISTINTO SONORO

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1 min.

Incontro Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo, il duo palermitano meglio conosciuto come Il Pan del Diavolo, in un giorno di aprile sorprendentemente gelido, poco prima del loro concerto nel parco della Villa Montesca organizzato dall’Associazione culturale Jam.

di Lorenza Mangioni – foto Giorgia Fanelli

C’è molto, in effetti, di questi due giovani ragazzi che resta sospeso, fra le loro risposte brevi (a volte sfuggenti) e la continua idea di movimento, di spostamento verso nuove mete e traguardi. Il tema del viaggio si ripete più volte “durante questi 5 anni sempre in giro a suonare, il viaggio” dicono “entra a far parte del quotidiano, c’è una curva nel mondo delle percezioni, un cambiamento”.

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Raccontano del loro passaggio in America dove l’album è stato mixato e dove hanno suonato dal vivo, parlando di esperienza “bestiale…” un luogo in cui tutto appare diverso, dove tutto è nuovo, non solo gli strumenti musicali e le collaborazioni, ma anche gli orizzonti e le possibilità. In questo terzo album si percepisce una diversa maturità nei testi che appaiono più intimi e nelle atmosfere desertiche e di frontiera che accompagnano le 10 tracce; l’aver registrato in presa diretta mi dicono sia“ la migliore esperienza da fare se un gruppo ha una certa chimica, attribuisce un valore aggiunto alle canzoni” che, soprattutto dal vivo, non sono mai uguali.

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Il Pan del Diavolo durante il concerto a Villa Montesca

 

Come in una jam session continua dicono di “cambiare e trasformare i pezzi ogni volta che suoniamo su un palco” in una continua sperimentazione. Fra una sigaretta e una birra bevuta dalla bottiglia domando se hanno un pezzo che li definisce al meglio o a cui sono particolarmente legati, mi risponde sorridendo Alessandro “ci appartengono e disobbediscono un po’ tutte le canzoni”.

Li rivedo dopo qualche ora che in maniche di camicia imbracciano le chitarre mentre il pubblico intorno a loro sprofonda nei cappotti e nell’aria ancora più rigida, suonano i primi pezzi senza mai prender fiato, narrando il loro mondo, la loro passione “Da quando sono nato/ho sempre viaggiato/stavo cercando/il mio posto nel mondo…”.

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I ragazzi e le ragazze dell’associazione Jam con Il Pan del Diavolo e il loro staff

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