logo
logo

Il porto d’armi

michele-cancellieri-the-mag
0 Min. - tempo di lettura

Possedere un’arma in Italia è più semplice di quanto si immagini. Ogni cittadino maggiorenne che non abbia commesso particolari reati elencati dagli art. 11 e 43 del Regio Decreto n. 773 del 1931, può ottenere la licenza per detenere armi per difesa personale, sport, caccia o collezionismo.

Nonostante ciò, il possesso di armi a scopo di difesa personale è poco diffuso. Secondo le ultime stime sarebbero in circolazione circa quindici milioni di armi, in massima parte da caccia. Quindi anche se sembra che un italiano su quattro abbia un’arma, è più corretto dire che quasi uno su quattro è un cacciatore.

Negli Stati Uniti d’America il rapporto tra armi e cittadini è circa 1:1, ma si tratta in massima parte di armi per difesa personale. La causa originaria di questa differenza è che mentre la Costituzione Statunitense stabilisce che “il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto” (2° emendamento), la Costituzione Italiana si occupa della materia solo quando afferma che “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.” (art. 17).

In entrambi i Paesi il dibattito sulla libera vendita di armi per difesa personale è rovente, e talvolta rischia di essere condizionato dai fortissimi interessi economici in gioco. Certi numeri, però, sembrano impietosi. Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, nel 2009 gli omicidi con arma da fuoco negli USA sono stati 9.146 (1 ogni 34.347 abitanti), in Italia 246 (1 ogni 247.442 abitanti).

Post simili

Pubblicato da

Michele Cancellieri

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.