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IL PROGETTO TRACE Il canto degli alberi per salvare il Pianeta

2 Min. - tempo di lettura

La foresta di Piegaro della famiglia Margaritelli diventa uno strumento musicale e ci parla il suo stato di salute

E se fossero gli alberi a dirci del loro stato di salute? E se fossero gli stessi alberi a cantare per noi?

C’è un posto in Umbria dove tutto questo accade: è la foresta di Piegaro della Famiglia Margaritelli (Listone Giordano).

Foresta che ha ospitato il progetto Trace (Tree monitoring to support climate adption and mitigation through Pefc certification) del premio Nobel Riccardo Valentini, ovvero uno studio scientifico internazionale che ha permesso di conoscere lo stato di salute delle piante.

E non solo. Grazie al lavoro del sound artist Federico Ortica, infatti, gli alberi hanno creato musica generando un’esperienza incredibile.

L’arte salverà il mondo? Forse.

O almeno lo farà con l’aiuto della scienza.

Il progetto Trace e il sound di Ortica, infatti, sono il risultato di una combinazione di fattori che vanno in questa direzione: la ricerca scientifica applicata alla salvaguardia della natura e l’intuizione di trasformare gli alberi in strumenti musicali da far suonare.

In mezzo, ovviamente, la lungimiranza della famiglia Margaritelli che, dopo una prima performance a Piegaro, ha replicato questa esperienza nello showroom Legnomar.

Perché Il progetto Trace?

Ce lo dicono gli avvenimenti di cronaca. La strage di alberi causata dal maltempo delle scorse settimane è un grido di allarme: il patrimonio boschivo italiano va difeso per salvaguardare la biodiversità e tutelarci contro il dissesto idrogeologico.

Anche per questo il progetto assume un valore enorme per il futuro della nostra Terra.

In pratica, grazie a dei sensori applicati alle piante (il sistema “Tree Talker”, basato sull’Internet of Things), gli alberi hanno fornito in tempo reale informazioni sui parametri eco-fisiologici (dai flussi d’acqua alla crescita, dalla qualità del fogliame alla quantità di carbonio stoccata, e poi informazioni sulla salute e la mortalità per fattori umani e climatici).

Poi, grazie a Federico Ortica, gli stessi alberi hanno iniziato anche a suonare.

L’iniziativa fa parte di “Natural Genius”, un progetto della famiglia Margaritelli nato per creare una connessione tra la prospettiva ecosostenibile e la potenzialità compositiva della foresta.

La performance artistica di Federico Ortica, “ResonaTrees”, è frutto di un lavoro di ricerca durato sei mesi dove gli alberi della foresta di Piegaro sono diventati lo strumento di diffusione con cui produrre una forma di comunicazione bioacustica.

Come funziona.

Gli alberi sono dei ricettori sensibili, delle grandi antenne che captano eventuali variazioni dell’ambiente circostante come, ad esempio, percentuale di umidità, acqua, temperatura, stagione dell’anno; tutti fattori che influiscono sul suono.

L’artista è riuscito a catturare il suono della pianta attraverso dei trasduttori applicati sul tronco e sui rami.

La foresta, per Federico Ortica, diventa il luogo dove le risonanze degli alberi, visti come generatori di onde acustiche, creano fasce sonore nello spazio e illusioni acustiche.

Una volta registrato, il materiale sonoro primario è stato lavorato elettronicamente e integrato con suoni sintetici.

Infine sono state realizzate delle installazioni audio e video che si basano sulla creazione di ambienti sonori che utilizzano materiali come acciaio e legno per la diffusione del suono, creando dei legami fra la risonanza dell’oggetto e il paesaggio naturale che lo circonda.

Materiale esperenziale che è anche diventato protagonista di una campagna che Listone Giordano ha portato avanti in centinaia di sale cinematografiche italiane per sottolineare il connubio tra creatività e sostenibilità.

 

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Redazione di the mag

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