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Il rosa è il mio colore preferito

Andrea Luccioli mentre sorride
1 min.

C’è una frase di Wallace Stevens che mi frulla in testa in questi giorni.

Suona come una bussola e dice che siamo «In quell’istante dell’anno quando, tac, l’autunno s’abbatte sull’estate mezza nuda».

Il punto è che non solo l’estate, ma anche noi eravamo un po’ nudi quando è arrivato questo autunno.

E, aggiungo, il problema non è tanto che non ci siano più le mezze stagioni, ma quanto noi siamo pronti (o meno) ad affrontare il cambiamento.

Lo dico in un giorno di ottobre, il primo per la precisione, in cui si parla tanto di cambiamenti (climatici, politici, umorali) e senza voler attaccare pistolotti su Greta, governi gialloverdi che diventano giallorossi e compagnia bella, sto cercando una soluzione per gestire tutto questo.

E voglio cercare di farlo senza tirare in ballo la parola più odiata di questi ultimi tempi: resilienza.

Per favore, ‘sta roba che bisogna essere resilienti lasciatela a quelli che leggono i libretti new age à la page.

A noi piace soffrire e combattere: così vogliamo affrontare le cose.

Ecco, allora combattiamo.

Scendiamo in campo e prendiamoci la consapevolezza di questo tempo malandato fatto di gente che urla e poco ascolta.

The Mag ha deciso di farlo a modo suo con un numero molto rosa.

A cominciare dalla copertina che è arrivata così, in un istante, come l’autunno di Wallace.

Ed è arrivata probabilmente perché in questo numero raccontiamo molte storie di donne.

Come quella dell’avvocato Emanuela Splendorini che ha aperto un blog “La borsa delle donne” dove parla di finanza comportamentale e del rapporto, complicatissimo, che hanno le donne con i soldi.

Oppure le storie delle donne che hanno combattuto il tumore al seno e qualche giorno fa hanno sfilato come modelle in piazza ad Arezzo per Ermanno Scervino.

E poi ci sono le donne in musica del Riverock, il festival di Assisi che ha portato sul palco un tris meraviglioso formato da Joan As Police Woman, Cristina Donà e Ginevra Di Marco.

Poi c’è molto altro.

Un incontro con un personaggio eccentrico e unico: Luigi Serafini, ovvero l’autore del “Codex Seraphinianus”, una specie di enciclopedia immaginaria disegnata quasi 40 anni fa e di cui Serafini ha parlato a Città della Pieve in occasione de “Il Nostro Tempo”, rassegna incentrata sullo scorrere delle lancette.

E poi vi sveliamo in anteprima alcune delle opere dell’attesa mostra milanese di quel genio di Wes Anderson, il regista dei Tenenbaums per intenderci.

E poi una bellissima intervista al grandissimo della fotografia Vasco Ascolini e molto altro ancora.

Tanti buoni motivi per cui il nostro autunno è molto rosa!

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