
Ogni scoperta, ogni considerazione, ogni intuizione avviene quasi sempre per caso, quando meno te lo aspetti, dove nemmeno te lo aspetti.
di Manuela Splendorini
Ieri pomeriggio per esempio, per tornare a casa, ho fatto una strada inconsueta, piena di vicoletti solitari e all’improvviso, mentre i pensieri si susseguivano con la stessa velocità di miei passi, mi sono ritrovata ad osservare, senza nemmeno accorgermene, una curiosa ed eccentrica vetrina di un negozio di cornici e di materiali per pittori. Tra le tante cose bellissime che erano esposte, ho notato una scatola di colori a china solida con dei meravigliosi dragoni dorati disegnati sulla parte centrale di ogni colore. Erano misteriosi ed affascinanti. Ho pensato di regalarmeli, a patto che non fossero costati una fortuna, come temevo, vista, con i miei occhi, la loro bellezza. Così sono entrata e preparandomi a sentire un prezzo spaventoso, ho chiesto alla commessa, ignara di tutto il vociferare nella mia testa, quanto costassero.
Lei, accogliendo la mia domanda con un sorriso, mi ha risposto: “40 Euro Signora”. Io, seguendo la scala di valore con la quale avevo valutato quei colori nella mia testa, le ho risposto: “L’uno?” e lei: “No, la confezione”.
È il personale giudizio di valore che formuliamo nella nostra testa che ci fa decidere di usare un valore “certo” in cambio di un altro “personale ed incerto”
Ovviamente li ho acquistati e rientrando a casa con il mio prezioso bottino, ho avuto l’ennesima conferma che le cose che desideriamo o che ci piacciono non hanno un valore in senso assoluto, ma relativo al fascino, all’emozione e al sogno che quegli oggetti sono in grado di suscitare in noi. Quello è il valore che gli attribuiamo e che siamo disposte a pagare, un valore che è lontano anni luce dal loro valore economico.
Quando si parla di denaro, si parla di sempre di valore. Mentre di una banconota sappiamo di averne chiaro il valore perché è la stessa ad indicarcelo, quando acquistiamo un prodotto, qualsiasi esso sia, ognuno di noi è guidato da un giudizio di valore personale. Prima di ogni acquisto, nella nostra mente scegliamo sempre in base ad un personale giudizio di valore. Quanto vale per noi quel prodotto o quell’esperienza legata al prodotto? Si possono fare mille esempi, ma alla fine tutto si riconduce all’unica matrice personale che è il personale giudizio di valore che formuliamo nella nostra testa, che ci fa decidere di usare un valore “certo” in cambio di un altro “personale ed incerto”. Il valore è un concetto apparentemente evanescente e dai contorni sfumati e impercettibili, ma muove l’intera economia. Il valore del prodotto, creato, percepito, manifestato, posseduto e trasferito è, in economia colui che davvero “ move il Sol e le altre stelle “.