Impressioni cosacche con gli Architetti dell’Altotevere: San Pietroburgo e Mosca

Ci siamo stati l’anno scorso, a fine inverno. Le due capitali russe ci sono apparse senza tempo e fuori dal tempo. Quindi mettetevi comodi e venite con noi in questo bellissimo viaggio.

a cura di Architetti nell’Altotevere Libera Associazione

Il Palazzo d’Inverno, lussuosa residenza invernale della famiglia degli zar, fu progettato in stile barocco dall’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli, e completato nel 1762. Nel 1852, dopo alcuni ampliamenti, l’Ermitage divenne il primo museo pubblico della città.

PALAZZO D’INVERNO SEDE DEL MUSEO DELL’ERMITAGE
E PIAZZA DEL PALAZZO
PALAZZO DELLO STATO MAGGIORE GENERALE

Fu disegnato da un altro architetto italiano, Carlo Rossi, in stile Impero negli anni ’30 del secolo scorso. Dal 1993 L’ala orientale ospita alcune collezioni dell’Ermitage. È stato recentemente restaurato. L’ingresso piuttosto sommesso sembra inchinarsi alla mente del fruitore ancora memore dello scalone imperiale del Palazzo d’Inverno. Ma, invece di salire al cielo ricco di stucchi e oro, si viene ingioiati in un antro di cemento e vetro. Dapprima si ha la sensazione di tenebra, poi una rinascita, quasi come una fenice: il travertino e le vetrate della copertura filtrano e riflettono una luce quasi irreale che inonda lo spazio. Un vuoto racchiuso in una scatola di trasparenze che fanno perdere allo spettatore la percezione di cosa sia il dentro e cosa il fuori; un’agorà racchiusa tra facciate che sono tutte protagoniste, mai dei retroscena.

PROSPETTIVA NEVSKIJ

”Di cosa non brilla questa via-splendore della nostra capitale?” Si interroga così Nicolaj Gogol’ nel suo racconto “La prospettiva Nevskj”. In russo prospekt significa viale. È l’arteria che alimenta la vita di San Pietroburgo, una folla eterogenea sfila notte e giorno uscendo dalla moltitudine di caffè, musei e architetture che vi si sviluppano e diramano come un sistema di vene e capillari che portano ossigeno ai tessuti. E’ indiscutibilmente l’anima della città. Lunga 4,5 km, la si può percorre a piedi, e ci si trova immersi in locali chic e palazzi popolati da figure che sembrano animate e si fanno tutt’uno con il passante fino a scorgere la chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, quasi in disparte, fino alla maestosa apertura sulla piazza del palazzo d’Inverno, sede dell’Ermitage

Mosca

La città ha una pianta radiale con tre arterie concentriche: la cintura dei viali Bul’varnoe kol’co, sul tracciato degli antichi bastioni, la cintura dei giardini, Sadovoe kol’co, e una tangenziale esterna. Può sedurre e incantare così come può disorientare e confondere. Sicuramente non lascia indifferenti. Si ricostruisce e si trasforma senza sosta. Si modernizza preservando la sua ricchezza del passato.
Sfoggia come gioielli meravigliosi santuari ortodossi dalle cupole dorate, il Cremlino e la Piazza Rossa dalle cupole a cipolla colorate, vi costeggiano edifici sovietici austeri, e le anziane coi foulard in testa convivono con la gioventù vestita alla moda.
Poi c’è l’International Business Center, il quartiere commerciale di Mosca sull’argine di Presnenskaya, vicino al fiume Moskva, a circa 4 km dalla Piazza Rossa. È il simbolo dell’ascesa della Russia nel campo economico mondiale. I grattacieli stanno ridisegnando lo skyline di Mosca.

LA METRO DI MOSCA

La metropolitana di Mosca è nota in tutto il mondo per le sue stazioni sontuose. La folla moscovita si accalca nei lunghi corridoi e si lascia trasportare da scale mobili infinite e vertiginose, immergendosi nella più viscerale e lustra simbologia comunista. Le banchine e i corridoi di marmo e stucchi, costruiti in epoca sovietica, illustrano la guerra e la vita del lavoratore realizzato: bassorilievi, medaglioni e sculture di bronzo, linee pure e motivi floreali che come tentacoli si prolungano fino alla periferia della città. La scala mobile più lunga scende ad una profondità di 250 m.

Published by

Redazione di the mag

Rispondi