In biblioteca con la testa tra le nuvole (dei fumetti)

In pochi sanno che a Perugia esiste un posto unico in Italia: si chiama la Biblioteca delle Nuvole ed è la prima raccolta pubblica di strisce aperta a tutti dove si può anche imparare a disegnare.

Testo di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni
Foto di  Marco Gianfranceschi

 


Si possono trovare i fumetti in una biblioteca pubblica?

A Perugia, caso unico a livello nazionale, la risposta è sì.

Stiamo parlando della “Biblioteca delle Nuvole”, ovvero l’unico luogo aperto a tutti sul suolo nazionale dove è possibile sfogliare le “nuvolette” dei fumetti e godersi le tavole di disegnatori che hanno segnato generazioni di adolescenti e non solo.

Coniugando testo e immagini, il fumetto nel corso degli anni è diventato molto più che una forma narrativa, ma un vero e proprio oggetto di collezione e adorazione.

Ma veniamo alla Biblioteca (che si trova in piazza Vittorio Veneto, Perugia), uno spazio che dal 2012 raccoglie, conserva e presta fumetti di ogni tipo e organizza corsi di disegno indirizzati a chiunque voglia imparare a conoscere questo straordinario “compendio di infinita gioventù”.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Claudio Ferracci, disegnatore, fondatore e curatore di una biblioteca che per grandezza e qualità delle raccolte, nn ha eguali in Italia.

L’intervista

Come nasce la biblioteca delle Nuvole?

“L’idea è venuta dal piccolo quadernino in cui annotavo, come tutti i maniaci del genere, i prestiti della mia grande collezione di fumetti ai miei amici con i quali tanti anni fa gestivo un’associazione che si occupava di festival del fumetto e fanzine per pubblicare i nostri disegni.

Da qui l’idea di proporre al Comune di istituire una biblioteca di fumetti che ad oggi è unica in Italia”.

Perché è così peculiare?

“È l’unica biblioteca comunale di fumetti fortemente specializzata.

Il fumetto in Italia ha pagato sempre lo scotto di essere considerato un genere per bambini, legato al consumo di un’epoca sola della vita e gli editori, ben consci di questo tipo di pubblico, non si curavano di avere prodotti con contenuti più profondi.

Per fortuna il cambiamento nei modi di gestire il tempo libero, complici tv e Internet, hanno introdotto un rinnovo dell’offerta che soddisfa finalmente l’interesse anche di un lettore adulto”.

Chi varca la soglia della biblioteca?

“I frequentatori più numerosi sono gli universitari che cercano storie che si leggono molto più velocemente di un libro e che non hanno più il limite dell’essere materiale per ragazzini.

Si era confuso il linguaggio del fumetto con un genere: il fumetto era declinato solo in avventura o umorismo.

Dalla fine degli anni 80 è assodato che si possa raccontare qualunque tipo di storia a fumetti. Il giornalismo a fumetti poi ha sicuramente riavvicinato al genere chi 30 o 40 anni fa lo aveva abbandonato per mancanza di contenuti.

Oggi invece si può raccontare qualunque cosa.

Tra i fumetti che vengono presi più in prestito ci sono ad esempio Pillole Blu di Frederik Peeters in cui uno dei protagonisti è sieropositivo o Rughe di Paco Roca che affronta il tema dell’Alzheimer”.

Qual è lo stato di salute del fumetto in Italia?

“In Italia c’è stata una rigidezza culturale nei confronti del fumetto quasi unica se la si confronta con Francia e Belgio, dove viene considerato una lettura da salotto e ben introdotto nelle scuole.

Nonostante ciò, siamo uno dei Paesi al mondo leader nella quantità e qualità nella produzione autoriale.

Oggi il fumetto in libreria sta entrando in maniera prepotente e le librerie si stanno accorgendo che si tratta di un mercato interessante.

Rispetto ai libri, per i fumetti la forbice nella vendita tra best seller e meno venduti è meno ampia: ha un appeal molto interessante, ci si innamora del tratto, del colore, molto più facilmente insomma di quanto ci si possa innamorare della copertina di un libro.

Inoltre, viviamo in un tempo in cui andiamo velocissimi e un fumetto, anche importante, si legge in un’ora e non per tutti i romanzi si può dire altrettanto”.

Consiglieresti ad un giovane di intraprendere la strada del fumetto e dell’illustrazione?

“Qui abbiamo una scuola di disegno e di fumetto da cui sono usciti bravissimi professionisti.

Per rispondere cito un fumettista italiano molto conosciuto in tutto il mondo, Vittorio Giardino che consiglia di non intraprendere questa carriera viste le tante difficoltà che ne derivano, a meno che non si possa fare a meno di disegnare.

Se disegnare è vitale, vuol dire essere sulla strada giusta”.

Quali sono i pezzi che compongono la raccolta di cui vai più fiero e quali mancano all’appello?

“Questa biblioteca è nata da pezzi della mia collezione e dalla mia passione per il disegno che ha fatto sì che io fin da ragazzo mi procurassi dei libri di disegnatori americani che in Italia non conosceva nessuno per documentarmi e studiare.

Ad oggi, molti di questi già di difficile reperibilità allora, sono diventati rarissimi e oltre ad aver acquisito un certo valore economico, fanno sì che l’offerta di questa biblioteca sia davvero ampia.

Cerchiamo di renderla fruibile ai nostri utenti offrendo continuamente le novità ma non vogliamo la qualità resti relegata al solo prodotto di grande consumo quindi garantiamo anche prodotti di nicchia.

Un pezzo rarissimo di cui andiamo fieri è il volume originale di anatomia di Burne Hogarth, famoso disegnatore di Tarzan che è ancora oggi è oggetto di studio per il disegno del corpo in movimento”.

Quale sarà a tuo parere il futuro del fumetto in un’era sempre più digitalizzata?

“Può darsi che non sarà più stampato su carta, del resto ci sono già molti fumetti su internet ma sicuramente il fumetto non morirà mai.

Negli ultimi 30 anni è avvenuta una specie di globalizzazione culturale del fumetto.

I disegnatori non guardano più solo a sé stessi ma sono influenzati da più stili.

Le contaminazioni culturali sono essenziali per sviluppare un proprio linguaggio: gli ibridi sono il futuro del fumetto”.

INFO

bibliotecadellenuvole.it

fb/bibliotecadellenuvole

Published by

Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

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