Incontra l’arte (urbana) e fanne un’app: alla scoperta del progetto Street Art Umbria

Un catalogo “museale” digitale della street art umbra, un gruppo sui social e un sito web: il progetto di Matteo Piselli, informatico perugino con la passione per questa forma espressiva finalmente apprezzata.
E ora con il telefonino andiamo a dare la caccia ai pezzi più pregiati!

Testo: Maria Vittoria Malatesta Pierleoni
Foto: Street Art Umbria

Il proverbio dice “impara l’arte e mettila da parte” ma può suggerire che non solo l’arte è da imparare ma tutto va imparato perché poi ritorna utile. Anche farne un’app. Ed è quello che ha fatto il perugino Matteo Piselli, informatico, esperto di comunicazione e ideatore dell’app Street Art Umbria. Applicazione che nasce da una passione, quella per l’arte muraria, che lo accompagna fin da ragazzo, quando nei negli Ottanta già apparteneva alla ristrettissima comunità Hip Hop italiana e che lo ha spinto ad inventarsi una versione moderna della mappa museale per le opere di Street art disseminate per il territorio umbro. Gli abbiamo fatto qualche domanda per capire meglio di cosa si tratta.

Come nasce Street Art Umbria e da dove viene l’esigenza di mappare le opere?

“È nato dalla passione di una persona sola che parla al plurale perché raccoglie più anime legate da intenzioni artistiche e dalla collaborazione tra artisti e curatori. Le prime opere le ho viste da ragazzino e quando alla fine degli anni Duemila la street art è diventata mainstream, ho iniziato a girare l’Italia per visionare le varie opere in giro soprattutto per le città più interessate dal fenomeno, in particolare Roma e Ancona. Succedeva che però nonostante le indicazioni, non riuscivo a trovare ciò che mi interessava. Ho fatto quindi di necessità virtù e ho messo in pratica le mie conoscenze di informatico e esperto di comunicazione per realizzare in Umbria un’app del tutto gratuita che guidi le persone a scoprire tutte le opere di street art corredate da foto di buona qualità ed informazioni verificate”.

Quali sono le intenzioni artistiche dell’arte urbana e perché un’app?

“La street art appartiene all’arte contemporanea ma è più disordinata, ovvero non inserita in contesti come quelli museali che guidino alla sua comprensione. Molto spesso le opere sono contestualizzate nel territorio e a differenza dell’arte museale quella di strada è ciò in cui ci si imbatte. La mission di Street Art Umbria è di catalogare le opere locali e mantenere intatto il messaggio originale dell’artista. Per raggiungere questo scopo è stato necessario investire tempo nella conoscenza della materia: imparare a riconoscere gli artisti attraverso le loro opere è il primo passo per apprezzare il fenomeno, andando oltre il semplice stupore nel vedere un muro colorato. Tramite l’app non solo si riesce a geolocalizzarle ma il fruitore ha a propria disposizione informazioni sull’artista utili alla comprensione e agli approfondimenti”.

Commissionate mai opere?

“L’unica opera che ho commissionato è stata purtroppo coperta, l’ha realizzata Ache77 nel 2019 in via Sicilia a Perugia, ma non si ripeterà, perché la commissione va contro i principi della street art che dovrebbe essere spontanea, non necessariamente legale e su realizzata in luoghi scelti dall’artista”.

Qual è il background dell’Umbria nel settore dell’arte muraria?

“Ci sono stati 4 eventi tra 2008 e 2011 Nutrimenti – Emergenze contemporanee Terni, Comma art city project a Perugia, Attack Festival a Foligno e Arte Cerreta a Castiglione del Lago che hanno portato gli artisti più famosi a livello nazionale e internazionale in Umbria. Perugia ha sempre avuto una cultura del graffitismo endemica, retaggio dell’Hip Hop degli anni Novanta e ha da sempre beneficiato di una comunità straniera molto eterogenea che ha contribuito a dare continui stimoli artistici. Ci sono Mugnano e Avigliano Umbro che ospitano artisti che decorano ogni anno il centro storico, il primo è appunto conosciuto come “il paese dei muri dipinti”. La street art si adatta al territorio che trova e le opere di strada – quando sono autentiche – rappresentano puntualmente il contesto socioculturale nel quale vengono realizzate”.

Quali sono i pezzi più incredibili e rari che abbiamo in Umbria?

“Ci sono tante opere artisticamente notevoli ma citerei: i tre cavalli di Ericailcane nei pressi della stazione di Foligno, la parete di Archi’s Comunicazione dell’artista MP5 a Perugia, tutto l’hotel Arca di Spoleto di Lucamaleonte e la parete del cinema Metropolis di Umbertide di Millo”.

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Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

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