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IRENE SPLENDORINI – «SE FOSSI NATA KIM…»

Irene Splendorini - The Mag 18
2 min.

Irene Splendorini, appena diplomata al Centro sperimentale di cinematografia di Roma sta muovendo i suoi primi ciak. In questo autunno la vedremo in un paio di fiction per Rai Uno e The Mag l’ha voluta raccontare attraverso gli scatti di suo padre Aldo Splendorini.

Due fiction in tv, altri progetti di cui non vuole parlare, è stata madrina di Tiferno Comics e dell’ Echogreen Festival, vive tra Monte Santa Maria Tiberina e Roma.

di Cristina Crisci

foto: Aldo Splendorini – servizio: mokacomunicazione  – si ringrazia il comune di Caprese Michelangelo e lo staff del museo Michelangiolesco per la disponibilità.

Abiti di SARTORIA CUCCIAIONI 

Gioielli Malobel

Irene Splendorini - The Mag 18

Irene Splendorini – The Mag 18

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Irene Splendorini – The Mag 18

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Irene Splendorini – The Mag 18

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Irene Splendorini – The Mag 18

Irene Splendorini - The Mag 18

Irene Splendorini – The Mag 18

 

In quale luogo della Valtiberina ti piacerebbe essere fotografata?
«La gipsoteca di Caprese Michelangelo».

Lì abbiamo realizzato questo servizio e rivolto alcune domande a Irene.

In autunno ti vedremo nella fiction di Rai Uno «Il Confine», annunciata come una delle fiction di punta del palinsesto Rai, di cosa parla?
«La fiction è un film in due puntate realizzato per la RAI ed è una storia d’amore moderna e attuale, e se la vedrete capirete il perché, che si scontra con le conseguenze tragiche della prima guerra mondiale».

Qual è il tuo ruolo?
«Sono una crocerossina, amica e collega della protagonista, un po’ inesperta e paurosa».

Raccontaci un po’ delle riprese: dove avete girato e come ti sei trovata con il resto del cast?
«Abbiamo girato in Friuli-Venezia Giulia a Gorizia, Cormons, Trieste, Udine e Venzone. Difficile che mi trovi male con i colleghi, ma questo cast era composto principalmente da giovani attori emergenti, per cui è stato facile creare feeling. Non sono mancati grandi nomi del teatro e del cinema italiano come Massimo Popolizio e Stefano Dionisi, ma anche con loro il clima di squadra si è creato in men che non si dica».

Non è tutto: il tuo volto comparirà anche in una puntata de «L’allieva» con Alessandra Mastronardi, realizzata da Endemol per Rai Fiction le cui riprese sono tuttora in corso.
«Sì, le riprese dureranno fino ad ottobre per cui la vedremo nella stagione 2016. Ho avuto spazio in un solo episodio interpretando una tuffatrice alle prese con il doping e problemi familiari».

Ti sei diplomata al centro sperimentale di cinematografia a Roma: che esperienza è stata?
«C’è chi reputa inutile frequentare una scuola e chi il contrario, per me è stato come vincere al lotto, se non avessi fatto quella scuola e incontrato tutte le persone che ho conosciuto durante quei tre meravigliosi anni, non sarei l’attrice e soprattutto la persona che sono».

Tra gli attori coi quali hai avuto modo di lavorare chi ti ha insegnato di più?
«Ogni collega che ho avuto, famoso, navigato o negato che fosse mi ha insegnato qualcosa. L’importante è osservare e reinventare».

Nel tuo futuro di attrice vorresti..
«Vincere un Oscar senza passare per i David di Donatello».

Progetti di lavoro?
«Io non sarei scaramantica, ma ho imparato ad esserlo…».

Il tuo film preferito?
«Su questa domanda cambio sempre idea, il film preferito dipende dall’umore».

Il tuo regista preferito?
«Le trame ambigue di Lynch, i turbamenti di Lars von Trier, la sensibilità di Xavier Dolan».

Quando sei felice quale film guardi?
«Quando sono felice non guardo film, esco e mi diverto».

E quando sei triste?
«Melancholia di Lars von Trier».

Se potessi riavvolgere il nastro del tempo quale attrice del passato vorresti essere?
«Non andiamo troppo indietro con il tempo, bastano una ventina di anni e fatemi nascere Kim Basinger».

Come hai trascorso l’estate?
«Ho lavorato e ad agosto sono andata in vacanza a Parigi e a Venezia».

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