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Sono Jessica Frascarelli e la mia vita è una piuma

Jessica Frascarelli in posa con le sue piume
3 min.

Jessica Frascarelli, in arte “Effplume”: burlesquer 2.0 e “artigiana” con la passione dei costumi. Le sue creazioni vendute in tutto il mondo

di Andrea Luccioli 

“Piacere, sono Jessica Frascarelli e sono una burlesquer”

No, non siamo in Inghilterra nell’Ottocento – ovvero la patria del burlesque – e nemmeno a Parigi, al Moulin Rouge, locale che in qualche modo ha reso famoso questo genere di spettacolo satirico e caricaturale, che spesso fa rima con seduzione.

Siamo in Umbria e lei è Jessica Frascarelli, giovane folignate che da qualche anno si cimenta nell’arte del burlesque.

Il suo nome d’arte è “Effplume”, perché “volevo dare un tocco di morbidezza e per questo la lingua francese è perfetta”, dice.

Jessica Frascarelli è una “burlesquer 2.0” ed è anche un’artigiana.

Oltre a gestire con grande attenzione e professionalità i suoi profili social – attività che svolge insieme al suo compagno Alessandro – Jessica realizza i suoi abiti di scena e tanti altri oggetti con le sue adorate piume.

Prodotti che vende in tutto il mondo, spiega con soddisfazione.

Torniamo all’inizio e mettiamo in chiaro una cosa: non è così “facile” imbattersi in una burlesquer nel 2018.

Perché è un’arte particolare, che viene da lontano, e che i più, distrattamente, associano allo spogliarello.

Niente di più distante dalla realtà.

Come hai iniziato con il burlesque?

«Con l’amore per i costumi e le piume, che sono la mia prima passione. Poi sei anni fa ho visto un video di Dita Von Teese, un idolo, e sono rimasta folgorata».

E cosa hai fatto?

«Ho frequentato un corso, qui in Umbria. Eravamo una quindicina di ragazze e c’era questa insegnate-performer che spiegava tutto: dalle basi teoriche alla realizzazione dei costumi. I movimenti e tutta la filosofia dietro al burlesque».

Dietro il burlesque c’è il teasing, che significa spogliarsi e prendersi in giro

Filosofia?

«Dietro il burlesque c’è il teasing, che significa spogliarsi e prendersi in giro. Sedurre in maniera molto sottile, satirica. Per la precisione sedurre con ironia. Questo è.

Amo travestirmi e mi piace cambiare maschera in continuazione, dalla pin up frivola fino a Jessica Rabbit.

Mi piace guardare dritto lo spettatore, comunicare, creare un rapporto diretto con il pubblico».

Dove si esibisce jessica Frascarelli?

«Nei locali. Soprattutto in Emilia Romagna e nelle Marche. Ogni locale che abbia un palco per musica dal vivo. C’è chi lo fa anche senza palco, ma non è etico».

Parlaci dell’etica della burlesquer.

«L’etica vorrebbe che la performer si esibisca sul palco col giusto distacco dal pubblico, sempre in maniera elegante. E quando questo non accade non è più burlesque».

Chi è il tuo pubblico?

«Il mio pubblico, come qualcuno potrebbe pensare, non è solo maschile ma anche femminile. Tante donne mi ringraziano per i miei spettacoli che, peraltro, sono adatti a tutti.

Di recente mi sono esibita, con uno spettacolo diverso e calibrato per dei bambini e una di loro mi ha regalato una rosa. Non so perché, però sento di esibirmi soprattutto per le donne».

Effplume non è solo una performer.

«Esatto. Non a caso vorrei dedicarmi più a organizzare corsi e realizzare costumi.

Ho iniziato da sola a creare i miei, ho imparato molte cose e oggi sono diverse le performer che mi contattano per avere i miei materiali».

Come funziona uno spettacolo?

«Bisogna avere una storia e creare un personaggio che il pubblico deve capire in pochi passaggi, poi intorno si costruisce la coreografia giusta e si aggiunge la musica, il costume più adatto.

Uno spettacolo dura 5-6 minuti».

I social sono fondamentali

Sei una burlesquer 2.0, giusto?

«I social sono fondamentali All’inizio avevo una pagina Facebook e un sito web, ma non li sapevo gestire bene. Poi sono arrivata su Instagram che è una piattaforma importantissima per chi lavora con le immagini.

Un giorno, infine, ho conosciuto un ragazzo, che è diventato il mio compagno…e anche il mio social media manager!».

Dove vendi le tue realizzazioni?

«Mi arrivano richieste di costumi, ventagli e boa da America, Svezia, Scozia e anche dall’Australia».

C’è un aspetto che non ti piace del burlesque?

«All’inizio pensavo che le persone si sarebbero fatte un’idea strana di me. Ma finalmente c’è un’apertura nuova verso quest’arte, merito anche di personaggi come la Von Teese.

Comunque, se ci sono persone che vedono del negativo nel burlesque è perché viviamo in una realtà ancora un po’ bigotta».

Progetti futuri?

«Tanti! (sorride, ndr) Ci sto già lavorando. Innanzitutto una linea di costumi da spettacolo e oggetti che abbiano a che fare con le piume.

E poi “Emoziona”, un progetto di digitale, attività di consulenza e strategia webmarketing che sto realizzando con il mio compagno. Infine i corsi, a cominciare da lezioni di fitness burlesque».

 


Se vuoi seguire Jessica Frascarelli:

La pagina Facebook ufficiale di Jessica Frascarelli, il sito web jessicaeffplume.com, e il canale Instagram

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