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LA BITURRITA

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È un edificio a forma squadrata, caratterizzato da due torri massicce realizzate con pietre e ciottoli di fiume. Nelle due strutture affiancate si riconoscono epoche stilistiche differenti. La struttura originaria è infatti del XII-XIII secolo ed è situata a nord.

a cura di Architetti nell’Altotevere Libera Associazione  

A sud invece, si trova l’ampliamento di un secolo successivo.

La struttura ospita una chiesa a navata unica e senza abside: l’ingresso, orientato ad est, è abbellito da un arco a tutto sesto in conci di arenaria con la chiave di volta lavorata ad ogiva.

Stiamo parlando della Biturrita, la fortificazione posta sulle colline di Lerchi.

Da qui si può godere di un’apertura visuale insolita, ampia e bellissima.

Ruotando lentamente lo sguardo dal piccolo abitato di Lerchi verso Varzo, è possibile individuare la profonda incisione dell’Erchi e osservare sullo sfondo l’imponente profilo di Monte Santa Maria Tiberina.

Si possono scorgere anche luoghi altrettanto significativi, come sedi di antichi avamposti militari e torri di avvistamento.

La sua posizione, oltre ad essere in prossimità di una via di comunicazione e su un’altura, è favorita dalle condizioni idrografiche del luogo: la falda acquifera del sito e la possibilità di attraversare il fondovalle tiberino superando un solo letto fluviale.

Già utilizzata in epoca protostorica, punto di partenza per la via Francigena nel 1500, ha avuto nel corso dei secoli diverse funzioni, sia religiose sia militari.

Si, pensa infatti, così come ci suggerisce la croce di Malta a rilievo sulla chiave di volta di uno degli ingressi, che fosse anche una sede templare durante il Medioevo.

E proprio in epoca medievale venne dato il toponimo di Bitur(r)ita, quando la vicinanza della strada da opportunità diventò un rischio.

Il toponimo Biturrita sembra facilmente richiamare il significato che ricorda la presenza di due torri, così come si configura la struttura oggi.

Altre fonti, invece forniscono elementi per poter dire che il tipo toponomastico Turrita – con i relativi composti Biturrita e Triturrita – sottintenda il sostantivo villa, massa oppure il termine tecnico stradale come statio o mansio.

Questa ultima analisi si può collegare alle “Memorie civili ed ecclesiastiche” di Monsignor Giovanni Muzi, nelle quali si parla di un “Castello di Veturita”.

Il toponimo Veturita, quindi, richiamerebbe il vero significato del termine che ricorda la presenza di una torre antica, probabilmente bizantina, che niente ha a che vedere con la conformazione attuale.


«Le torri parimente debbono sporgere in fuori dalla parete esteriore delle mura, acciocchè se mai volessi il nemico venire da vicino […] venga egli ferito coi dardi a destra e sinistra delle aperture laterali delle torri»

Vitruvio, “De Architettura” – Libro I, Capo V 

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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