La “casa degli orsi” nelle lande polari russe, la scoperta del fotografo Dmitry Kokh

Alcuni esemplari di orso polare hanno “occupato” un’ex stazione meteorologica abbandonata tra Russia e Alaska, lo splendido reportage premiato dal National Geographic



Due splendidi esemplari di orso polare affacciati insieme da una piccola finestra di un edificio abbandonato. È una delle immagini più emozionanti di un reportage unico e “casuale” del fotografo russo Dmitry Kokh che, nel corso di un suo viaggio nelle lande polari, tra il nord della Russia e l’Alaska, si è imbattuto in una stazione meteorologica abbandonata ma abitata dagli orsi. Gli scatti sono diventati subito virali in rete grazie alla loro potenza evocativa e provengono dalla Chukotka. È stato lo stesso Kokh suoi suoi canali social a raccontare questo insolito ma eccezionale incontro. “Sono stato in posto molto difficile da raggiungere, ma anche difficile da dimenticare. Abbiamo viaggiato in barca a vela lungo la costa e percorso più di 1200 miglia di paesaggi incontaminati, villaggi persi nel tempo, luoghi con fauna varia e mari pieni di vita – spiega -. Ho sempre voluto scattare belle foto di orsi polari ed era quello l’obiettivo principale della nostra spedizione. Ci aspettavamo di incontrarli principalmente sull’isola di Wrangel, famosa in tutto il mondo per essere la casa di molti orsi. Non quest’anno, come abbiamo scoperto in seguito, forse a causa dell’estate molto fredda. Ma la natura ti manda sempre qualcosa quando meno te lo aspetti”.

E così è stato. La spedizione, dopo essere arrivata sull’isola di Kolvuchin, si è trovata di fronte alla stazione meteorologica abbandonata e ai suoi nuovi ospiti. Avvicinandosi, dopo aver udito dei rumori provenire dall’interno, il fotografo ha realizzato che si trattava di orsi polari: “Mai prima d’ora si erano visti orsi polari all’interno di edifici. Fotografarli è stata, quindi, un’occasione unica”.

La stazione degli orsi, costruita negli anni ’30 del secolo scorso, è stata per lungo tempo al servizio degli scienziati sovietici e in uso per le rotte del Mare del Nord. Ha smesso di funzionare nel 1992, dopodiché l’isola è stata completamente abbandonata. Lo scenario che si è trovato davanti Kukh è stato surreale. Una landa post apocalittica immersa nella bellezza della natura da un lato e lo scempio ambientale perpetrato dall’uomo dall’altro. A mitigare questo paradosso la dolcezza degli orsi, perfettamente a loro agio nella veste di padroni di casa, mentre tutto intorno si possono vedere barili di carburante vuoto e altri manufatti abbandonati da decenni ormai.

“La Russia artica è un meraviglioso mondo parallelo ma allo stesso tempo è piena di spazzatura – aggiunge il fotografo -. Ci sono ad esempio circa 12 milioni di barili vuoti disseminati lungo le coste. Un problema noto da tempo. Il governo sta cercando di avviare un programma di bonifica, spero che si trovi al più presto una soluzione”.

Uno degli scatti da Kokh, quello che ritrae un orso polare affacciato alla finestra, ha vinto nel 2021 il premio per la categoria “Animali selvatici in un ambiente antropico” in un concorso del National Geographic.

Chi è Dmitry Kokh

Dmitry Kokh è un fotografo naturalistico russo, nel suo profilo Instagram è possibile trovare alcuni suoi scatti effettuati duranti i suoi reportage nelle terre polari e non solo. Kokh fotografa anche animali marini, bellissimi i suoi “primi piani” subacquei delle foche.

IG: @master.blaster

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