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La fabbrica del Duomo di Città di Castello – Speciale CASEARMONICHE

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L’idea di un’edizione, la sesta, di Casearmoniche che raccontasse la storia lunga e complessa della Cattedrale di San Florido e Sant’Amanzio, è nata lavorando all’articolo “L’Acropoli della Città del Castello” uscito proprio in questa rubrica solo alcuni mesi fa.

a cura di Architetti nell’Altotevere Libera Associazione
Evento Collaterale della 52° Edizione del Festival delle Nazioni 

In particolare, è l’immagine lontana del gruppo del campanile con il Duomo e le torri che abbiamo colto dal punto di vista di Colle Plinio a Celalba e che ci suggestiona: da lì si percepisce, in mezzo alla valle, una piccola altura su cui spicca il gruppo monumentale e si comprende quale luogo privilegiato Plinio stesso scelse per erigere il suo Tempio della Felicità.

Dall’individuazione di quel luogo inizia la storia della nostra acropoli che presto, con San Florido appunto, si trasformò nel complesso monumentale della Cattedrale la cui storia correrà parallela alle vicende storiche di Città di Castello.

Raccontare questa storia dall’età tardo-romana alla fine dell’Ottocento significa raccontare la storia della nostra città nell’evoluzione di quella che abbiamo voluto chiamare “fabbrica”.

Infatti l’incessante lavoro di costruzione, ricostruzione e completamento durato 11 secoli racconta le vicende della città stessa, i suoi domini, le sue ricchezze, le sue distruzioni in una storia complessa. 

Guidati dai testi di Ascani, che abbiamo scelto per la completezza delle informazioni e accuratezza delle ricostruzioni dei fatti – anche quando ci lascia solo delle ipotesi – abbiamo fatto intraprendere un percorso indietro nel tempo alla cittadinanza che ogni anno ci segue sempre più numerosa: dall’immagine attuale della cattedrale, che è quella completata a fine ottocento, sono stati individuati quegli elementi che ancora oggi ci permettono di ricostruire le trasformazioni che la fabbrica subì nel tempo.

In particolare, abbiamo ricostruito la chiesa barocca, rinascimentale e medievale e abbiamo toccato altri luoghi correlati a questa storia come il campanile rotondo, la residenza Antica Canonica e la sala di Santo Stefano.

Il nostro racconto si è chiuso quindi all’epoca imperiale con la costruzione del Tempio della Felicità di Plinio, di quello che fu il primo passo per la costruzione della nostra acropoli.

L’evento si è concluso con un “banchetto pliniano” come quello da Plinio stesso organizzato per celebrare la costruzione del tempio consumato presumibilmente proprio nella piazza antistante.

Pubblicato da

Redazione di the mag

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