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La locazione turistica di case e appartamenti

1 min.

Nel numero precedente di The Mag, l’Avvocato Cancellieri ha trattato il tema della”Libertà di Parola“.
In questo, invece, si parla di locazione Turistica.

Nei periodi di recessione la proprietà di una casa, e particolarmente di una “seconda casa”, può rivelarsi fonte di oneri inattesi.

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Michele Cancellieri

Con un po’ di intraprendenza, tuttavia, si può tentare di ricavare qualche profitto dalla locazione turistica dell’immobile. Questo tipo di attività può essere esercitata anche in forma occasionale e privata, senza partita IVA. Vediamo quali sono i principali passaggi per mettersi in regola.

La materia è di competenza della legislazione regionale. In Umbria la legge n. 18 del 2006 qualifica come “case ed appartamenti locati ad uso turistico” le unità abitative ammobiliate, arredate e dotate di servizi igienici e di cucina autonomi, date in locazione senza fornitura di servizi aggiuntivi, per periodi da un minimo di sette giorni a un massimo di sei mesi. Perché l’attività sia considerata non imprenditoriale, un singolo proprietario può dare in locazione fino a un massimo di due unità immobiliari. A partire da tre unità, infatti, le regole da rispettare e le incombenze da espletare sono diverse e più complesse, a cominciare dalla necessità di aprire una partita IVA. L’immobile deve essere in regola con le norme urbanistico-edilizie e igenico-sanitarie previste dai regolamenti comunali per le civili abitazioni, mentre il proprietario deve avere i requisiti di “moralità” previsti dal Testo Unico in materia di Pubblica Sicurezza, nonché stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso i clienti.

Prima di iniziare l’attività, è obbligatorio segnalare al Comune nel quale si trova l’immobile la tipologia, l’ubicazione e la titolarità di ogni unità abitativa destinata a locazione turistica, nonché i prezzi che saranno applicati al pubblico. Durante la gestione, gli adempimenti principali riguardano le norme di pubblica sicurezza e quelle fiscali. Il cliente deve essere registrato in un’apposita scheda, facilmente reperibile in commercio, che va consegnata entro 48 ore al più vicino Comando di Polizia. Al momento del pagamento bisogna rilasciare una semplice ricevuta fiscale, munita di marca da bollo da € 1,81 qualora l’importo percepito superi € 77,47, mentre se la durata della locazione è superiore a 30 giorni occorre registrare il contratto stipulato con il cliente all’Agenzia delle Entrate. I corrispettivi ricavati dall’attività devono poi essere denunciati nella dichiarazione dei redditi.

Considerando che l’Alta Valle del Tevere è terra di confine tra più regioni e che ogni comune ha i propri regolamenti, è possibile che nelle varie città del comprensorio vi siano prassi operative leggermente differenti, soprattutto con riferimento alla segnalazione di inizio attività. Prima di inaugurare la propria “casa locata ad uso turistico”, quindi, è bene rivolgersi agli uffici del Servizio Turismo del proprio comune.

Michele Cancellieri

avv.cancellieri@libero.it

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Michele Cancellieri

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