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La luce in fondo al tunnel

Andrea Luccioli mentre sorride
1 Min. - tempo di lettura

Dove vai? Se lo chiede, con le sue foto, il giovane Matteo Bianchi. Il ragazzo che ha realizzato il progetto Quo vadis? che in tantissimi hanno potuto vedere nelle scorse settimane all’interno della mostra fotografica sulla E45 allestita a Città di Castello dal Centro fotografico tifernate.

Perché farci un editoriale? Perché non avevo altre idee, ovviamente! Scherzo.

Perché le domande sono affascinanti, quelle sulle direzioni da intraprendere ancora di più.

La E45, come ho scritto nel numero scorso, è una strada che attraversa mezza Italia e che, dopo la storia brutta del viadotto Puleto (per cui ancora non si vede una luce) è diventata un po’ lo specchio del nostro Paese: un coacervo di fragilità.

Matteo Bianchi racconta anche questo e ci mette “le facce” di chi, quotidianamente, ha a che fare con la grande strada.

A livello nazionale infuoca il dibattito sulla TAV, per anni abbiamo ascoltato di faraonici progetti per il Ponte di Messina, siamo il Paese della infinita Salerno-Reggio Calabria e via discorrendo: la E45 non è un altro che un tassello di questo nostro peregrinare verso qualcosa.

Già, ma quo vadis?

Ecco, sulle risposte non siamo così tanto bravi, anzi.

Però noi di The Mag, oltre alle domande, qualche soluzione ve la offriamo.

Così in questo numero troverete alcune chiavi di violino per accordare meglio la vostra vita.

Abbiamo voluto mettere tanta musica non a caso: ci sono i Massimo Volume che cantano da trent’anni tutte le nostre cattive abitudini, il maestro Remo Anzovino che ha messo in musica “L’Infinito” di Giacomo Leopardi a Recanati in una serata-evento.

C’è quel genio di Riccardo Sinigallia che qualche mese fa ci ha regalato un disco, “Ciao Cuore” e un concerto perugino da poco, che mostrano come la musica italiana sia in salute e con tante cose da dire.

Abbiamo fatto un salto a Bologna al concerto di Florence and the machine, dove la signorina Welch ci ha detto a chiare lettere di spegnere i telefonini e abbracciarci tanto.

Mi è sembrata un’ottima soluzione, almeno nell’immediato, a questi tempi fatti di odio sul web, indignazione da tastiera e via dicendo.

Ma non ci siamo fermati qui, siamo andati ad ascoltare la voce dei nostri antenati a Villa Mosaici a Spello con le parole del grande Valerio Massimo Manfredi e abbiamo poi preparato uno speciale sul Bahuaus.

Infine siamo arrivati alla luce in fondo al tunnel, ovvero lo sguardo luminoso e illuminato sulla nuova splendida Biblioteca di Città ci Castello che vi mostriamo con un occhio “diverso” e affascinante.

Ma ora torniamo all’inizio.

Dove vai?

Ah, mica lo so.

Però The Mag va avanti con passione e ha imparato a prendere il meglio di quello che c’è intorno.

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