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La Maratona del Bel paese: il FAI, l’Italia, la Valtiberina

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6 min.

La Maratona del Bel paese: il FAI, l’Italia, la Valtiberina

Alcuni-membri-del-Gruppo-FAI-Tifernate

Alcuni membri del Gruppo FAI tifernate

La tutela del paesaggio, della cultura, dell’arte. Temi di primaria importanza, fondamentali in un paese come l’Italia fatto di ricchezze e contraddizioni. A pochi giorni dalla seconda edizione della ‘FAI Marathon‘, The Mag ha tenuto un colloquio con Francesca Mavilla, responsabile del gruppo FAI di Città di Castello. Per parlare dell’iniziativa in programma domenica e per lanciare uno sguardo più ampio sulla conservazione e valorizzazione dei Beni italiani.

di Marco Polchi

Prima di tutto: domenica prossima è in programma la FAI Marathon, ci spieghi un po’ in cosa consiste?

La FAI Marathon di domenica 13 ottobre è una maratona culturale che “si corre con gli occhi” organizzata dal Fondo Ambiente Italiano in più di 90 città per coinvolgere i cittadini nella tutela del patrimonio artistico e culturale. La manifestazione, giunta al suo secondo anno, è curata dai volontari del FAI a sostegno della campagna nazionale di raccolta fondi “Ricordati di salvare l’Italia” attiva dal 7 al 27 ottobre 2013.

Chi e come è possibile partecipare?

Questa passeggiata è adatta a persone di tutte le età e vuol far riflettere sulla storia, le tradizioni e il patrimonio culturale del nostro territorio che spesso nel quotidiano ci sfuggono. Per partecipare basterà recarsi dalle ore 10.00 al punto iscrizioni allestito presso il Giardino di Palazzo Vitelli alla Cannoniera. Quest’anno il Gruppo di Città di Castello ha preparato un percorso in undici tappe legato ai luoghi della famiglia Vitelli, dai grandi palazzi, alle cappelle, alle abitazioni o anche semplicemente agli angoli che recano traccia del loro passaggio tra Quattrocento e Cinquecento. Per l’occasione, sarà possibile visitare siti normalmente chiusi al pubblico come la Stufetta di Palazzo Vitelli alla Cannoniera o alcune sale di Palazzo Vitelli a sant’Egidio; ma tanti saranno anche i luoghi “insospettabili” inseriti nel percorso. A coloro che prenderanno parte alla maratona verrà dato un “Kit del maratoneta” insieme alla mappa con le indicazioni delle vie e le schede storiche esplicative delle varie tappe. Ognuno potrà liberamente muoversi alla ricerca delle varie postazioni in cui incontrerà un volontario FAI.

Qualche novità ‘tecnologica’ per questa edizione?

Quest’anno sarà possibile scaricare una speciale “App” per smartphone con tutte le informazioni relative ai percorsi, ai luoghi e agli orari di partenza, fotografie, condivisione social e tanti approfondimenti sull’iniziativa. Durante la manifestazione, che si concluderà alle ore 13.00, ci si potrà iscrivere con una quota agevolata al FAI per contribuire a tutelare il patrimonio culturale italiano.

In molti lo conoscono ma forse non tutti sanno che quando si dice FAI si parla di..

..di Fondo Ambiente Italiano. Il FAI nasce nel 1975 allo scopo di tutelare e promuovere il patrimonio storico e naturalistico della Nazione. Da allora ha salvato, restaurato e aperto al pubblico siti e testimonianze che appartengono alla nostra storia; ha combattuto battaglie per salvare l’Italia attraverso iniziative come ‘I Luoghi del Cuore’ o ‘SOS Emergenza Paesaggio’, in cui fondamentali sono state le numerose segnalazioni di casi di degrado fatte dai cittadini e la capillare rete di collaborazione tra delegazioni e gruppi in tutta Italia.

Il gruppo FAI di Città di Castello è molto attivo, come e quando è nata l’idea di costituirlo?

L’idea è nata lo scorso anno dopo la prima edizione della FAI Marathon. Un po’ per sfida un po’ per gioco abbiamo accettato la proposta della Delegazione di Perugia di organizzare la maratona e siamo stati ampiamente ricompensati dal gran numero di partecipanti entusiasti giunti per iscriversi la mattina del 21 ottobre. Subito dopo si è formato ufficialmente il Gruppo FAI di Città di Castello, costituito da persone, fortunatamente in continuo aumento, accumunate dalla voglia di dar voce alla propria opinione con iniziative volte a segnalare situazioni di degrado ma anche a far conoscere i numerosi beni presenti nel territorio tifernate e dell’Alta Valle del Tevere, che spesso finiscono nel dimenticatoio. Personalmente sono laureata in Storia dell’Arte ma non occorre essere degli “specialisti” per prender parte alla tutela dei beni culturali: il patrimonio italiano appartiene a tutti i cittadini e dovremmo esserne ben consapevoli.

Ci racconti quali iniziative avete già organizzato?

È passato quasi un anno e molte sono state le nostre iniziative. Durante la prima FAI Marathon siamo riusciti a far accedere tifernati e non a luoghi ormai chiusi da anni come la Rotonda o la ex chiesa di San Giovanni Decollato gettando il primo sassolino in favore di una loro riapertura. È stato interessante parlare, in occasione della presentazione ufficiale del gruppo il 15 dicembre, di luoghi che tutti vediamo quotidianamente ma di cui non sappiamo molto come il Palazzo Comunale di Città di Castello e la sala del Consiglio. Il 23 e il 24 marzo si sono svolte le Giornate di Primavera durante le quali hanno fatto da Ciceroni i ragazzi degli Istituti d’Istruzione Superiore Patrizi-Baldelli-Cavallotti e Salviani. A Città di Castello più di mille persone hanno partecipato all’iniziativa nei tre punti scelti per l’occasione: Villa Montesca, Tela Umbra e la Fondazione Archeologia Arborea a San Lorenzo di Lerchi.

Si sono instaurate diverse collaborazioni, vero?

Fin dall’inizio si sono create collaborazioni con associazioni e istituzioni presenti nel territorio: il Comune di Città di Castello, l’Associazione Storica; la Cooperativa Atlante e il Centro Fotografico Tifernate che, insieme al Comune di Citerna, in un’assolata giornata di maggio ci hanno accolti nel bellissimo borgo umbro e il CAI, con cui abbiamo organizzato a giugno una passeggiata alla Libera Università di Alcatraz. In maggio abbiamo, inoltre, ospitato nella nostra città la Delegazione FAI di Roma con cui è nato un bellissimo rapporto. Ultima in ordine di tempo l’iniziativa 101 Omaggio alla Pinacoteca a conclusione del centenario del museo cittadino che ha visto un notevole numero di partecipanti: sono state esposte nel giardino di Palazzo Vitelli alla Cannoniera oltre quaranta opere di artisti tifernati e i volontari del FAI hanno curato delle visite al volto inedito della Pinacoteca.

E i progetti per il futuro..

Attualmente ci sono molte iniziative in cantiere. È di pochi giorni fa una nostra intervista a ‘Buongiorno Regione’ per segnalare lo stato d’abbandono della ex chiesa di Lugnano. Sono, inoltre, in fase di preparazione alcuni progetti alla scoperta del territorio, anche in collaborazione con le scuole. Va anche ricordato che è costante la nostra attività di indagine e sorveglianza sulla tutela e la gestione di beni storico-artistici e paesaggistici nella zona dell’Alta Valle del Tevere. Continuamente riceviamo dai cittadini segnalazioni di situazioni di degrado che ci spingono a tenere gli occhi sempre ben aperti.

Ora passiamo alla situazione relativa ai beni artistici in Italia: visto il Decreto Cultura?

Personalmente credo che il Decreto Cultura approvato circa una settimana fa dia un sospiro di sollievo ad alcune istituzioni culturali italiane. Esso prevede un intervento a 360° in favore della tutela e della valorizzazione di luoghi e beni culturali, per il rilancio del cinema, delle attività musicali e dello spettacolo dal vivo e per assicurare risorse al sistema dei beni e delle attività culturali. Oltre ai provvedimenti nelle aree archeologiche di Pompei ed Ercolano, viene predisposta – direi finalmente! – la digitalizzazione del patrimonio culturale italiano. La legislazione italiana in maniera di beni culturali però, nonostante sia tra le più avanzate, non può far molto se poi questi vengono usati in maniera impropria talvolta delle stesse società che gestiscono mostre, musei o eventi “culturali”; o se si procede ancora nel 2013 alla cementificazione senza sosta del territorio italiano. È vero sì che i soli proventi derivanti dal turismo culturale potrebbero divenire grande fonte di reddito per lo Stato Italiano, il problema è però ciò che si intende per Cultura.

Nel nostro paese sembrano esistere due poli. Si va da dagli scavi di Pompei, bellissimi e malandati, al MuSe di Trento, all’avanguardia ma isolato… quali possono essere, secondo te, le giuste soluzioni per trovare un equilibrio?

È importante capire che i beni culturali, storico artistici, paesaggistici o etnoantropologici non sono una macchina da soldi da sfruttare con mostre spesso decontestualizzate o finanziando iniziative che ben poco hanno a che fare con il patrimonio culturale e fini a sé stesse. Il nostro paese per tutelare e valorizzare correttamente il patrimonio culturale dovrebbe innanzitutto agire sulla formazione per fare acquisire ai cittadini la consapevolezza di ciò che li circonda: se pensiamo che le ore di Storia dell’Arte nelle scuole sono ridotte al minimo e limitate a sole poche tipologie di Istituti superiori mi riesce difficile credere che questo sia possibile. Il Decreto Cultura è un piccolo grande passo, dovremmo però vedere come si passerà alla pratica e soprattutto avere tutti la cognizione che danneggiando o lasciando in degrado un bene culturale stiamo perdendo per sempre una parte della nostra storia e identità di cittadini.

E nel nostro comprensorio qual è la situazione?

L’Alta Valle del Tevere è una terra di confine ricca di storia e tradizioni. I suoi paesaggi immortalati nelle opere di Raffaello si perdono tra capannoni abbandonati e immense costruzioni. È giusto che l’industria e la società progrediscano ma occorre che lo facciano programmando interventi meno invasivi possibile. Quest’anno, il progetto Capolavori in Valtiberina ha dimostrato quanto unendo le forze si possa fare della nostra una Valle Museo in cui paesaggi, monumenti, musei e tradizioni si fondono creando un’atmosfera unica. Ovviamente tutto è perfettibile, ma questo è stato sicuramente un primo esperimento utile per il futuro. Personalmente credo che sarebbe auspicabile programmare iniziative culturali a lunga scadenza, attuando una collaborazione tra le amministrazioni comunali e le numerose associazioni culturali della zona. Sono convinta che non manchino persone competenti e pronte a dare il proprio contributo. Le forze ci sono, ma vanno sicuramente tenute meglio in considerazione e messe in rete tra loro.

Info e Contatti: FAI (www.fondoambiente.it). Mail: gruppofaicastello@gmail.com, Pagina Facebook gruppo FAI Città di Castello.

Visitatori-Palazzina-Vitelli-FAI-Marathon-2012

Visitatori Palazzina Vitelli FAI Marathon 2012

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