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La nostra Casa – Josh & Virginia

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3 min.

La nostra Casa – Josh & Virginia

Di Marta Cerù 

Josh Bacon è forse uno degli uomini più attraenti delle nostre zone. È un piacere essere in sua compagnia, non solo per il suo aspetto, ma anche per il suo atteggiamento sempre sorridente. Grazie a “Joshua Tree Gardens”, la sua attività di giardiniere architetto del verde, è conosciuto e stimato sia dagli stranieri qui residenti che dalla comunità locale e questo connubio è molto apprezzato da The Mag. Josh è sposato con l’amabile Virginia e insieme vivono nella campagna di Monterchi in una bellissima casa con i loro due bambini, due capre nane, un cavallo, un Pony Shetland, le galline, il gatto, due bravissimi cani e diecimila porcellini d’India.

Come siete arrivati a vivere qui in Italia?
Josh: «Ero venuto a trovare un amico di Sansepolcro conosciuto in Australia. Dovevo trascorrere due settimane di vacanza ma sono rimasto due anni con la sua famiglia. Proprio la prossima settimana hanno organizzato una festa per l’anniversario dei miei dieci anni qui in Italia.»

E come vi siete incontrati tu e Virginia?
Virginia: «È successo tardi una notte, in un famigerato bar di Sansepolcro.»

La tua professione è progettare e realizzare giardini, oltre che essere un chirurgo degli alberi. Ti senti obbligato ad avere il giardino perfetto a casa?
Josh: «In effetti non penso che un idraulico debba avere un rubinetto che perde! Ma no, non lo reputo un obbligo professionale, è solo che il mio lavoro mi piace e realizzare il mio bellissimo giardino è una questione di passione. Lo considero anche un modo per sperimentare.»

Anche in Australia ti occupavi di alberi e giardini?
Josh: «Ho una laurea in Botanica e ho studiato e lavorato sia in Australia che in Svizzera. Si tratta di posti dove c’è rispetto e ammirazione non solo per il valore estetico degli alberi ma anche per la loro salute strutturale.»

Di solito gli australiani amano stare all’aperto. Vale anche per te?
Josh: «Certo, ed è per questo che sono stato attratto da queste valli (peccato però non ci siano spiagge!) Piace molto a entrambi stare all’aperto e siamo cresciuti in zone di campagna vicine al mare. Spingiamo i bambini a stare fuori il più possibile e abbiamo concepito il giardino proprio pensando alle loro esigenze. Attorno casa abbiamo boschi favolosi dove passeggiare o andare a cavallo e così cerchiamo di portare in giro il più possibile cani e pony. Per fortuna Virginia può dedicarsi ai bambini a tempo pieno.»

Virginia, fare la mamma vivendo in campagna è un impegno enorme, lavori anche fuori casa?
Virginia: «Di fatto, oltre che dedicarmi a pulire e cucinare per tutti, passo molto del mio tempo in macchina accompagnando i bambini a scuola o nei posti dove praticano sport o musica. Però quest’anno ho cominciato a fare volontariato per insegnare Inglese nella scuola dei miei figli con un’altra mamma madrelingua. È una nuova esperienza per me perché non avevo mai insegnato prima e la trovo davvero gratificante.»

Pensate che questo sia un buon posto dove crescere i vostri figli?
Josh: «Certo! Ne siamo sicuri adesso che sono ancora piccoli. Ma dovremmo risentirci fra qualche anno…»

Vi piace la scuola dove li avete mandati? Come la classifichereste?
Josh: «Non è facile adattarsi al sistema scolastico di una cultura diversa dalla propria, ma la didattica e i programmi sono eccellenti secondo il mio punto di vista. Gli argomenti che i bambini studiano sono avanti di due anni rispetto a quelli Australiani, mentre per quello che riguarda le attività extrascolastiche qui la scuola è un po’ più limitata. Noi infatti siamo cresciuti frequentando scuole dove potevi scegliere tra fantastiche attività.»

Vi interesserebbe supportare un’iniziativa come SOS che organizza concerti per raccogliere fondi da utilizzare nella scuola?
Virginia: «Certo. Una nazione non può avere un futuro se è priva di un solido sistema educativo. È vergognoso che il governo non riesca a dare più fondi al sistema scolastico, e magari meno alla politica.»
Josh: «Quando ero alle elementari si organizzavano spesso feste, eventi sportivi o giornate di attività con i genitori per finanziare la biblioteca, gli impianti sportivi e le strutture scolastiche. Erano sempre un gran successo.»

Quali sono le sfide più difficili quando si vive in una cultura diversa dalla propria?
Virginia: «Ci dimentichiamo sempre che è impossibile fare qualsiasi cosa di lunedì mattina, che non c’è modo di mangiare fuori il martedì sera, o andare a comprare qualcosa in zona il mercoledì pomeriggio. Infine che si usa telefonare per confermare un invito ma non per cancellarlo.»

La crisi attuale ha compromesso anche la tua attività?
Josh: «Per fortuna il sole continua a splendere, la pioggia arriva comunque e l’erba continua a crescere… ci sono ancora importanti progetti in corso, solo che il ritmo è più lento.» Sei ottimista rispetto al futuro? Josh: «Se si vuole che il futuro sia positivo bisogna essere ottimisti e noi vogliamo il miglior futuro possibile per i nostri figli, che sia qui o altrove…»

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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