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La pop art di Andy Warhol evento nella patria di Burri

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La pop art di Andy Warhol evento nella patria di Burri – Intervista a Romano Boriosi

«I never read. I just look at pictures»: così, con questa frase che risuona come un’eco del lessico che fu di Andy Warhol, l’associazione Editebro ha immaginato e organizzato una mostra interamente dedicata al guru della pop art, nella patria di Burri. La storica associazione tifernate Editebro, sorta nel 1961 per volere del poeta, filologo ed etruscologo Nino Boriosi, oggi è presieduta dal figlio Romano che spiega a The Mag i dettagli della mostra.

di Cristina Crisci

Quando e dove sarà possibile vedere le opere di Warhol a Città di Castello?

«L’esposizione, che ho curato assieme a Emidio Amblentis, si aprirà il 30 agosto (ore 18) negli spazi storici della Pinacoteca Comunale (e terminerà il 27 ottobre). Ci saranno oltre 70 opere, tra cui pezzi unici, grafiche, multipli, oggetti e foto del percorso artistico e iconografico del grande artista».

Personalità eclettica e geniale, Warhol abbracciò il senso della pop art in maniera totalizzante con una produzione che spaziò dalle arti visive, alla musica fino al cinema… cosa vedremo?

«La mostra, resa possibile grazie al contributo di Cepu Arte, proporrà uno sguardo sulle opere che rappresentano, sia intellettualmente che artisticamente, la parte più intima ed esteticamente più vicina alle radici europee di Warhol. Di varie dimensioni, ritraggono i soggetti più rappresentativi degli anni Sessanta e Settanta, tra cui i Mao, le Marilyn, i Mick Jagger, le Liza Minnelli oltre all’autoritratto e a molti altri soggetti famosi o inediti come gli Space Fruits. La collezione comprende anche le Campbell’s Soup e i Carton Box Campbell’s, le Sedie Elettriche, i Flowers, i Ladies and Gentlemen e le cover discografiche più famose mai realizzate, oltre ai modelli di abiti in cotone e cellulosa Campbell’s, alle stampe in offset su carta e ad altre opere denominate Memorabilia».

Ci sarà anche una sezione dedicata al rapporto tra Andy Warhol e l’Italia?

«Sì, la collezione sarà completata da un’installazione di varie opere facenti parte della collezione ‘Andy Warhol – Viaggio in Italia’, realizzata nel 1975 dall’artista Dino Pedriali che documenta uno dei primi viaggi del genio americano in Italia». Questa mostra apre un nuovo ciclo di attività della vostra associazione? «Certo, grazie anche alla collaborazione insostituibile di Andrea Meucci (vicepresidente dell’associazione e titolare della Digital Book) stiamo già pensando ad un nuovo evento che potrebbe portare a Città di Castello una grande retrospettiva dedicata a Modigliani».

Ringraziamenti speciali vanno al Comune di Città di Castello, all’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e alla Fondazione Rosini Gutman che hanno contribuito alla realizzazione della mostra.

warhol.cdc

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Redazione di the mag

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