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La ricetta di Alessandro Borghese – Fornelli e smartphone

Alessandro Borghese sorridente mentre cucina
6 Min. - tempo di lettura

Alessandro Borghese è il personaggio del momento. Anzi, lo chef del momento. Faccia simpatica, riccioloni scuri, occhiali e sorriso d’ordinanza.

La sua bravura e simpatia hanno conquistato il mondo dei social network e ora la televisione con “4 Ristoranti”. In queste settimane è stato in Umbria e della nostra regione ci svela che…

Nelle scorse settimane Alessandro Borghese e la sua truppa sono venuti in Umbria per 4 Ristoranti e hanno fatto la conoscenza di alcune realtà tra Perugia e Foligno.

La puntata umbra andrà in onda tra giugno e luglio con la nuova stagione del programma e nel frattempo The Mag è riuscito ad intervistarlo per capire chi sia veramente questo ragazzotto tutto fornelli e smartphone.

Alessandro Borghese, lei è una celebrità in TV e sui social network. Un successo che si è conquistato negli anni grazie alla sua bravura tra i fornelli e con lo smartphone. Quale “ricetta” ha utilizzato?

«Il segreto è nelle parole dell’intervista uscita per la Grande Cucina, nelle parole di Carla Icardi: ‘Se vi chiedete dov’è il trucco, beh datevi pace, il trucco non c’è. Lui, Alessandro Borghese,  è una di quelle persone che quando entrano in una stanza catalizzano l’attenzione. Se qualcuno vuole fargliene una colpa, sbaglia’.

L’ho riletto, non una volta, bensì tre! Ieri come oggi non sono mai stato lontano dall’essere me stesso.

Si può chiamare bravura e competenza, quando leggi o ascolti qualcuno pronunciare una tua frase o una citazione, o da chi la usa addirittura come titolo di un suo libro.

Il carisma non puoi studiarlo o inventarlo o c’è, oppure se manca, si lavora sulla serietà e impegno.  Sicuramente puoi essere simpatico a molti, oppure stare sulle palle, quello che resta è la sostanza.

Puoi avere tutto il carisma che vuoi, ma se poi scarseggi nella professione di cuoco, offendi l’intera categoria che lo fa di mestiere insieme a tutto il resto, questo non è corretto.

Non si improvvisa in nulla, nemmeno nel far da mangiare, figurati se lo scegli come mestiere. Il mio consiglio per tutti è: studiare di più, arricchendo il curriculum, con più report sul proprio lavoro e meno chimere».

Lei è stato tra i primi chef a capire l’importanza della comunicazione social e ha saputo sfruttarne le possibilità: non crede però che questo mezzo possa mettere a rischio le interazioni tra le persone?

«Sono stato uno dei primi Chef ad essere presente sui social network. Postavo piatti. Musica. Foto. Monologhi. Hanno iniziato a seguirmi in tanti e oggi, sui miei social ci sono tantissimi amici virtuali a cui cerco di rispondere spesso.

Mi piace condividere il mio lavoro, un pensiero, un momento verso chi mi dimostra affetto senza esserci ancora conosciuti. I social network hanno dato nuova energia alla cucina e alle ricchezze del nostro Paese.

Ma occorre fare attenzione. Ci sono dei nuovi mostri che oggi hanno un nome, quali troll o hater, e che provano a distruggere, privi di coscienza, il mondo web.

Il mio consiglio per tutti è: studiare di più, arricchendo il curriculum, con più report sul proprio lavoro e meno chimere

Mi riesce difficile definirla degenerazione, ma in Italia esiste ancora una mentalità, fortunatamente minore, con un regresso culturale, dettato dal quel lontano, ma vicino Medioevo: “ciò che non conosco e che non posso essere è il male”.

Ecco perché, su dieci commenti positivi e uno negativo, quest’ultimo riesce ad avere  rilevanza a causa di quel regresso morboso, verso l’altro.

Oggi, oltre ai soliti Facebook, Instagram o Twitter, esistono canali social come Whatsapp o il veterano e sempre attuale Messenger che ti permettono di scrivere dietro una finta protezione.

Le storie di cronaca, più o meno infelici, dovrebbero farci riflettere e portare questa fetta di persone ad essere coerente nella creazione dei profili.

La denuncia è l’unica strada percorribile per proteggere le generazioni future, io ho denunciato ed ho vinto: non credevo che dietro a un nickname, dolcissimo di una mamma di due bambini, si celasse un mostro capace di tirare fuori dalla sua mente e dalla tastiera le peggio cose, oppure il nonno che saluta i nipoti e qualche minuto dopo scrive di odio e offende senza ritegno».

Lei cosa fa per migliorare il mondo che corre sul web?

«Negli uffici della mia azienda, la AB Normal srl – Eatertainment Company, stiamo lavorando per regolamentare il mondo internet, vogliamo che la netiquette per chi scrive in rete diventi legge.

Vogliamo che le persone che occupano dei posti di lavoro, usino la rete e la testa con cognizione, chiediamo più controllo da parte di chi gestisce i server.

Aggressioni verbali. Ingiurie, fake news, oltraggio, parole volgari devono essere bannate direttamente dai social network, attraverso una registrazione con documento di identità.

In questo modo, il mondo immaginario delle streghe e dei mostri, travestiti da persone per bene possa finire.

Ciò per educare queste creature al mondo di internet, un mondo estremamente creativo, aperto e ricettivo verso novità, scambi culturali e di pensiero, ma soprattutto dettare e insegnare le buone maniere e il rispetto, si chiama: civiltà e progresso».

“Il food ha catturato l’attenzione dei network televisivi e del web,  la cucina è l’anima  del nostro Paese”
Alessandro Borghese

In questi anni abbiamo assistito a tantissimi programmi televisivi incentrati sul cibo e nonostante questo il loro gradimento resta sempre altissimo. A cosa pensa sia dovuto questo continuo successo?

«Il food ha catturato l’attenzione dei network televisivi e di Internet, la cucina è l’anima del nostro Paese e le materie prime sono uniche ed eccezionali, era ora!

Oggi abbiamo la fortuna di avere mezzi di comunicazione immediati e diffusivi, e chiunque attraverso la televisione, internet e la stampa, può seguire i procedimenti e i consigli dello Chef preferito.

Mi piace essere connesso con il mondo, scoprire le nuove tendenze dell’universo culinario, prendere spunti per come migliorare i miei piatti. Anni fa per conoscere i piatti dello chef e avere qualche ricetta e consiglio, dovevi recarti al suo ristorante.

Sui miei social ricevo tantissime ricette, consigli e richieste di cucina. In Italia abbiamo creato un linguaggio universale sul cibo: pasta, cappuccino, spaghetti, parmigiano, espresso, pizza.

Puoi trovarti in un qualsiasi posto all’estero, parlare in una lingua non tua, che la parola “pasta” resta per tutti il sinonimo per eccellenza del Bel Paese. È fondamentale divulgare l’agroalimentare italiano a casa nostra e nel commercio mondiale.

Ovviamente sono lusingato di essere stato un precursore degli Chef in TV. Inoltre sono fiero di aver sdoganato la cucina e a impastarla con altri universi affini, come ad esempio l’universo musicale e l’arte.

Prima era impensabile raccontare di piatti con brani rock o parlare in un’intervista come questa, di eventuali abbinamenti tra le due realtà.

Io credo fortemente al mio lavoro e al potenziale della cucina del Bel Paese!»

Lei è venuto in Umbria di recente per ” Alessandro Borghese 4 Ristoranti “, cosa le piace della nostra regione e quali sono i suoi piatti umbri preferiti?

«L’Umbria è una regione piena di cultura, storia, bellezze architettoniche e paesaggistiche uniche. Le “fertili coste” decantate nella Divina Commedia vantano una tradizione culinaria caratterizzata da piatti semplici: impostata su pasta fatta a mano, tartufo e selvaggina.

La norcineria, vera arte di questa regione, ha origini antiche e incerte. Capace di trasformare il maiale in tante opere culinarie che ammaliano e appagano.

Le enoteche dei centri storici offrono ai propri avventori un tuffo nelle antiche e fastose glorie di queste terre, da gustare con una moltitudine di crostini tartufati con paté e affettati da abbinare con pregiati vini, espressione di queste fertili terre.

Una cornucopia di gusti e sapori unici tra cui è impossibile scegliere. Tra i protagonisti gli “Umbricelli con ragù d’oca”, il “piccione alla Todina” e la cioccolata! »

Io credo fortemente nel mio lavoro e al potenziale della cucina del Bel Paese!

Quando è nata la sua passione per la cucina e, soprattutto, quando ha deciso che poteva diventare un meraviglioso lavoro?

«Avevo cinque anni quando, ogni domenica mattina, mi svegliavo respirando il profumo del ragù in tutta la casa. In cucina osservavo le mani di mio padre muoversi in assoluta sicurezza tra fornelli, piatti e coltelli.

Quei momenti hanno il sapore indimenticabile di quel ragù che inonda la fetta di pane per la colazione domenicale.

Il sorriso di papà concesso nel descrivermi una ricetta, i suoi consigli come un regalo speciale, hanno sviluppato gradualmente oggi il mio essere cuoco e rifare quel piatto con la stessa emozione della prima volta.

Dopo il diploma mi sono imbarcato sulle navi da crociera per iniziare la mia impegnativa gavetta, per i successivi tre anni ho lavorato tra fornelli e piatti da lavare.

Una volta sulla terra ferma, ho lavorato in Italia e all’estero, ho conosciuto colleghi che sono diventati amici e lavoriamo insieme in brigata e in ufficio. “Il lusso della semplicità” è diventata la mia filosofia.

Negli anni ho sperimentato le mode e alla fine ho compreso che i prodotti migliori, sono quelli schietti e sinceri che ti andrebbe di mangiare tutta la settimana.

Questa è oggi la mia cucina. L’idea del ristorante “ Alessandro Borghese – il lusso della semplicità ”, il ristorante in viale Belisario a Milano, è nata durante l’ampliamento della “AB Normal – Eatertainment Company” la mia società di ristorazione e food consulting.

Volevo essere trasparente, per questo abbiamo un’enorme cucina a vista sulla sala, in un ambiente caldo e sensuale. Voglio trasmettere un’emozione, voglio compiacere chi viene a trovarmi, voglio far felici i miei ospiti».

«Voglio trasmettere un’emozione, voglio compiacere chi viene a trovarmi, voglio far felici i miei ospiti» Alessandro Borghese

Ultima domanda. Dopo aver girato l’Italia della ristorazione e averci mostrato le eccellenze della nostra cucina, che progetti vorrebbe realizzare chef Alessandro Borghese

«Quando ho iniziato a raccontare la cucina italiana attraverso le persone, non immaginavo di diventarne l’esempio. Guardare alcuni programmi e rivedere le caratteristiche dei miei primi format con l’evoluzione di oggi è un enorme successo.

Sono in continua evoluzione e con il mio team lavoriamo su nuovi progetti. Sono anche arrivate alcune proposte per girare dei film, mia madre era già attiva con un corso accelerato sulla recitazione, lusingato ho declinato l’invito. Scrivo.

Anche su un magazine dedicato al viaggio. E quando scrivo, spesso in inglese, riordino scene, musica, volti, sorrisi, attimi; e allora mi siedo di fronte alla tastiera e scrivo.

Mi dispiace solo non essere ancora riuscito ad uscire dal quinto capitolo del mio romanzo erotico, fermo in una cartella sul desktop».

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