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La “Wunderkammer” di Wes Anderson e Juman Malouf: tesori eccentrici e mirabilia

3 min.

La maxi esposizione curata dal registra e dalla designer sarà in mostra alla Fondazione Prada di Milano fino al 13 gennaio 2020

di Andrea Luccioli

«Salve, sono Wes Anderson, sì quel Wes Anderson che nella vita fa il regista di film eccentrici e voi state per entrare nella mia Wunderkammer». 

La frase è pura immaginazione e ci serve per introdurre “Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori”, ovvero il progetto espositivo concepito proprio da Wes Anderson e Juman Malouf che sarà in mostra presso la sede milanese della Fondazione Prada fino al 13 gennaio.

Organizzata in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra riunisce 537 opere d’arte e oggetti selezionati dal regista cinematografico Wes Anderson (Houston, 1969) – l’autore di pellicole come I Tenenbaum”, “Il treno per Darjeeling”, “Moonrise Kingdom” e “Grand Budapest Hotel” – e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf (Beirut, 1975) e provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna.

I due musei gemelli inaugurati nel 1891 sono tra le istituzioni culturali più rilevanti in Austria e in Europa.

Il progetto esplora un lungo arco temporale che si estende dal 3.000 a.C., datazione attribuita all’oggetto più antico in mostra, un bracciale di perle in faience egizia del Kunsthistorisches Museum, al 2018, l’anno a cui risalgono tre uova di emù provenienti dalla raccolta del Naturhistorisches Museum. 

“Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” è una riflessione sulle motivazioni che guidano l’atto di collezionare e sulle modalità con le quali una raccolta è custodita, presentata e vissuta.

Guardando al passato e ispirandosi al modello della Wunderkammer, la mostra sfida i canoni tradizionali che definiscono le istituzioni museali, proponendo nuove relazioni tra queste e le loro collezioni, tra le figure professionali e il pubblico dei musei.

La scelta delle opere, effettuata seguendo un approccio non accademico e interdisciplinare, dimostra non solo una conoscenza approfondita dei due musei da parte di Anderson e Malouf, ma testimonia anche risonanze e corrispondenze inattese tra i lavori raccolti e gli universi creativi dei due artisti.

Il percorso espositivo è costituito da gruppi di opere:

dagli oggetti di colore verde ai ritratti di bambini, dalle miniature agli strumenti di misurazione del tempo, dalle scatole agli oggetti in legno, dai ritratti di nobili e gente comune a soggetti naturali quali il giardino, meteoriti e animali presentati come reperti scientifici o come rappresentazioni artistiche. 

La selezione, tra le altre, comprende Il sarcofago di Spitzmaus, una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.C., a cui il titolo della mostra rende omaggio.

Opere d’arte classica come Busto di matrona, scultura romana in marmo della seconda metà del I sec. a.C. e Ritratto di mummia: Giovane uomo con corta barba (prima metà del II secolo d.C.), una preziosa testimonianza della pittura egizio-romana; dipinti cinquecenteschi e seicenteschi come Ritratto di Casimiro di Brandeburgo-Bayreuth, Margravio di Bayreuth (1522) e Ritratto di vecchio uomo e fanciulla (1530-‘40) entrambi di Lucas Cranach il Vecchio, Ritratto del Duca Giovanni Federico, Elettore di Sassonia (1550-‘51) di Tiziano Vecellio e Ritratto di Isabella d’Este (1600-1601) di Peter Paul Rubens; strumenti militari come Elmo in forma di volpe (1526-29), appartenuto a Ferdinando I e Armatura per bambino (1568-1570) realizzata per Carlo d’Austria, figlio dell’Arciduca Ferdinando II; suppellettili e oggetti preziosi come Fenice (1610-20), una scultura in avorio realizzata dal Maestro delle Furie, Coppa a forma di conchiglia con Nettuno (1620-30) di Ottavio Miseroni e Smeraldo su piedistallo in rame dorato (1596), proveniente dal Naturhistorisches Museum, un manufatto costituito da smeraldi di diverse dimensioni provenienti dalla Colombia, assemblati in Tirolo per simulare un esemplare eccezionale per dimensioni e qualità. 


in questa pagina:

Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and othe Treasures” – Kuntshistorisches Museum, Vienna.

Sarcofago di un toporagno

c. IV sec. a.C., legno dipinto, 21.9×11.6×11.4cm, Kuntshistorisches Museum Wien – Collezione egizia e del vicino Oriente.

Foto: Jeremias Morandell, Progetto allestitivo di Wes Anderson e Juman Malouf con Itai Marguela (Marguela Architects)

Copyright: KHM-Museumsverband

Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and othe Treasures” – Kuntshistorisches Museum, Vienna.

Dettaglio Stanza 4

Foto: Jeremias Morandell, Progetto allestitivo di Wes Anderson e Juman Malouf con Itai Marguela (Marguela Architects)

Copyright: KHM-Museumsverband

Miniatura di Armatura da torneo

Germania, metà del XVI sec. – Ferro, incisioni nere, legno, pelle nera. 36.5x19x16.5 cm – Kuntshistorisches Museum Wien, armeria imperiale

Copyright: KHM-Museumsverband

Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and othe Treasures” – Kuntshistorisches Museum, Vienna.

Duca Giovanni Federico, Elettore di Sassonia

Tiziano Vecellio, detto Tiziano – c.1550/51 – Dipinto – Kuntshistorisches Museum Wien, pinacoteca

Foto: Jeremias Morandell, Progetto allestitivo di Wes Anderson e Juman Malouf con Itai Marguela (Marguela Architects)

Copyright: KHM-Museumsverband

Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and othe Treasures” – Kuntshistorisches Museum, Vienna.

Figlio dell’uomo irsuto, Petrus Gonsalvus (n1576)

Germania, c.1580 – Dipinto – Kuntshistorisches Museum Wien, pinacoteca. Foto: Jeremias Morandell, Progetto allestitivo di Wes Anderson e Juman Malouf con Itai Marguela (Marguela Architects) Copyright: KHM-Museumsverband

Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and othe Treasures” – Kuntshistorisches Museum, Vienna.

Gatto

Sconosciuto, XVIII – Olio su tela – Kuntshistorisches Museum Wien, pinacoteca. Foto: Jeremias Morandell, Progetto allestitivo di Wes Anderson e Juman Malouf con Itai Marguela (Marguela Architects) Copyright: KHM-Museumsverband

Pubblicato da

Redazione di the mag

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