L’Aerocene, i ragni e la sonificazione del Cosmo: alla scoperta di Tomás Saraceno

A Palazzo Strozzi (Firenze) ha chiuso i battenti una delle mostre più immersive e suggestive degli ultimi anni: “Aria” di Tomás Saraceno, artista visionario che ci porta a spasso tra le interconnessioni dell’Universo lanciando un grido d’allarme per il nostro fragile ambiente.

La tela di un ragno che diventa opera d’arte cristallizzata, fragilissima ma potentissima.

L’inquinamento atmosferico che si trasforma in inchiostro per penne che disegnano grazie a palloncini mossi dallo spostamento dell’aria che quello stesso inquinamento consuma. E ancora.

Le geometrie del cosmo che si trasformano in tracce fantastiche attraverso vibrazioni e suoni impercettibili.

Non è facile descrivere le suggestioni della mostra di Palazzo Strozzi a Firenze su Tomás Saraceno – intitolata “Aria” – e che ha chiuso i battenti un attimo prima che arrivasse il nuovo lockdown (quello leggero).

Questo perché visitare l’evento a cura di Arturo Galasino è stato prima di tutto un’esperienza immersiva, soprattutto immersiva.

E poi perché Saraceno ha questa capacità: aprire un portale fisico, reale e che ci consente di leggere il mondo attraverso una complessità maggiore, più alta e più profonda.

Saraceno è uno dei più originali e visionari artisti contemporanei al mondo e la cui ricerca creativa unisce arte, scienze naturali e sociali.

Uno che crea opera d’arte che invitano a entrare in connessione con fenomeni ed elementi non umani come polvere, ragni e piante che diventano protagonisti delle sue installazioni e metafore della nostra percezione del cosmo.

Anche per questo il titolo della mostra “Aria”, oltre a riferirsi a temi ed elementi caratteristici del lavoro dell’artista, è anche un monito al rispetto del pianeta e della sua atmosfera, oramai criticamente compromessa e prefigurare il passaggio ad una nuova era geologica – l’Aerocene – incentrata proprio su questo preziosissimo elemento che ha anche implicazioni musicali, datala presenza nell’esposizione del ritmo delle vibrazioni delle ragnatele e della sonificazioni delle onde gravitazionali provenienti dall’Universo.

Un approccio interdisciplinare che ci fa percepire la complessa rete che collega l’uomo sia al microcosmo delle particelle, sia al macrocosmo dei mondi.

Un approccio interdisciplinare che si evidenzia fin da subito con l’installazione site specific Thermodynamic Constellation (Costellazione termodinamica) che ha “invaso” il cortile di Palazzo Strozzi.

L’opera – diventata anche il “manifesto visuale” della mostra, è composta da tre grandi sfere specchianti sospese, e diviene simbolo dell’interesse di Saraceno per i temi ambientali.

Elemento centrale di “Aria” è il costante invito a riflettere sulla figura del ragno e della sua tela, protagonisti di molte delle opere di Saraceno, per cui l’esposizione si snoda intorno alla serie delle Arachnomancy Cards (Carte da Aracnomanzia), trentatré carte pensate dall’artista che diventano metafore dei legami tra tutto ciò che esiste in natura, vivente e non vivente.

A Palazzo Strozzi nove degli ambienti della mostra sono stati associati a una carta che diviene una sorta di araldo che collega tra loro i contenuti di ogni spazio, creando inaspettate connessioni tra elementi apparentemente lontani.

Come i ragni emettono vibrazioni attraverso la loro tela per connettersi con la realtà che li circonda, le opere di Saraceno agiscono come strumenti per percepire fenomeni che vanno al di là dei nostri sensi.

È così che Saraceno ha trasformato Palazzo Strozzi in uno spazio di immaginazione e partecipazione per andare oltre un’ideologia antropocentrica ed esaltare i valori di diversità, cooperazione e interconnessione.

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Tomás Saraceno

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