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LAGUNA LATINA

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Si è chiusa da poco l’edizione numero 72 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Quest’anno la giuria presieduta dal regista messicano Alfonso Cuarón – composta da Elizabeth Banks, Emmanuel Carrère, Nuri Bilge Ceylan, Hou Hsiao-hsien, Diane Kruger, Francesco Munzi, Pawel Pawlikowski e Lynne Ramsey – ha voluto premiare in particolar modo esponenti del cinema e della cultura latina, lasciando a bocca asciutta film che i rumors davano tra i favoriti; tra questi il documentario sui minatori cinesi “Behemoth” o “Francofonia” di Sokurov (già vincitore del Leone d’Oro con Faust nel 2011).

Alla fine il Leone d’Oro per il miglior film va all’intenso e perturbante “Desde allà from afar del venezuelano Lorenzo Vigas, per una sceneggiatura scritta insieme a Guillermo Arriaga; mentre il Leone d’Argento per la migliore regia è stato vinto da Pablo Trapero per il bellissimo “El Clan” (frutto di una produzione Argentina/Spagna), inspirato a rapimenti realmente accaduti trent’anni fa dopo la fine di una delle più terribili dittature del dopoguerra, quella argentina appunto.

Sempre in tema latino, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata a Valeria Golino nel film “Per amor vostro” di Giuseppe Gaudino, unico premio “italiano”; mentre Marco Bellocchio, con “Sangue del mio sangue”, già uscito negli schermi italiani, e Luca Guadagnino, con il suo cast hollywoodiano di “A bigger splash”, sono rimasti a bocca asciutta. “L’attesa” di Piero Messina (all’esordio ma già collaboratore di Sorrentino) si è aggiudicato il Leoncino d’Oro, proclamato da una giuria di giovani e giovanissimi.

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A nostro parere, comunque, il miglior film italiano visto a Venezia è risultato “Non essere cattivo del compianto Claudio Caligari, presentato fuori concorso: film all’altezza dei suoi precedenti “Amore tossico” e “L’odore della notte”, che dopo la morte del regista romano è stato portato avanti a livello di produzione da Valerio Mastrandrea: un film che scuote fino al midollo.

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Emozioni sullo schermo anche per il premio Glory to the Filmmaker Award 2015 ricevuto da Brian De Palma, che è stato anche protagonista del documentario “De Palma” sulla sua vita da cineasta ad opera di Noah Baumbach e Jake Paltrow, proiettato fuori concorso.

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Cinema Metropolis Umbertide

Metropolis è il cinema di Umbertide aperto nel dicembre 2009. Da allora è diventato un centro culturale e di intrattenimento sia per il Comune di Umbertide che per gli abitanti dell’Alta Valle del Tevere che tutte le settimane intervengono agli spettacoli e alle iniziative. Inoltre tutto un bacino di pubblico proveniente da fuori Regione, partecipa costantemente ai numerosi concerti, agli eventi speciali e alle rassegne cinematografiche.

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