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LAURA PANDOLFI, QUI HONG KONG (PER ORA!) Non mi fermo mai tra Europa, America e Asia

2 min.

Laura Pandolfi, classe ’88, è nata e cresciuta a Città di Castello.
Più che una semplice ragazza, è una forza della natura. Si è messa a lavorare in varie attività dell’Altotevere fin da giovanissima. Poi, dopo il liceo, ha iniziato una carriera universitaria di successo.

Appassionata di geografia astronomica, ha studiato Fisica a Perugia, specializzandosi in Astrofisica a Granada e poi in Fisica Nucleare a Trieste dove si è laureata nel 2012 con una tesi sulle applicazioni della fisica in medicina. Da lì è nata l’occasione di conseguire un dottorato alla Chinese Academy of Science di Pechino in collaborazione con un centro di ricerca a Houston, in Texas, Stati Uniti. «Mi sono specializzata sullo sviluppo di biomateriali per la rigenerazione dei tessuti e ho pubblicato alcuni articoli scientifici su diverse riviste internazionali – racconta Laura. Parlo fluentemente inglese e spagnolo e me la cavo con il cinese mandarino e tedesco». In tutto questo ha pure trovato il tempo di sposarsi con un americano del Texas, «ma non è un cowboy!» dice sorridendo…

Laura non so neanche in quale lingua salutarti. Ricapitolando: prima Pechino e Houston. E ora?
«Va più che bene un ciao! Allora, a metà 2016 ho ricevuto un’offerta di lavoro in un multinazionale farmaceutica tedesca, la Fresenius Kabi, che da Francoforte mi ha spostato ad Hong Kong. Faccio parte di un programma di training per giovani professionisti che si focalizza sullo sviluppo di talenti nel settore del controllo qualità per l´industria farmaceutica. Ogni sei mesi mi spostano in nuova città».

Torniamo a noi: sei all’estero…
«Dal 2009. Da quel momento in poi mi è scattato qualcosa. Volevo conoscere qualcosa al di fuori del Belpaese, imparare bene nuove lingue e mettermi in gioco fuori. Quindi ecco l’opportunità, voluta fortemente, di partire per Houston dove mi davano la possibilità di conseguire il titolo di studio in un’università cinese e vivere così tra Pechino e gli USA. Insomma, senza pensarci troppo ho fatto le valigie e sono andata».

Stai conquistando l’Asia… com’è viverci?
«Ma guarda, Hong Kong è un posto incredibile, pieno di vita. Nonostante sia arrivata qui senza conoscere nessuno non mi sono mai sentita sola. La città è un vero e proprio melting-pot culturale, per non parlare delle innumerevoli attività culturali e ricreative. Per me poi che sono una fanatica dello sport esiste un abbonamento che ti permette di andare in tutte le palestre della città».

È come se fossi al centro di un immenso continente.
«Infatti un altro punto forte di Hong Kong è la posizione geografica. Si trova in una zona nevralgica del sud-est asiatico e ha un aeroporto con decine di voli giornalieri molto economici. Pensa, ho trascorso il compleanno in Malesia, Pasqua in Vietnam e Cambogia. Però lasciamo stare il rumore, il traffico e l’inquinamento. Da paura».

Quanti viaggi! Ma se ti dicessero «Laura c’è un’occasione per te in Italia». Cosa faresti?
«Ovviamente in Italia si vive molto bene, mi manca il calore e il contatto fisico che trasmettiamo noi anche se qui sono molto educati e cortesi, mi manca il mio forno dove cucinare, un ottimo spritz a buon prezzo; la qualità della vita e la bellezza dei luoghi sono secondo me imparagonabili. Ma qualcosa deve cambiare per invogliare i professionisti a tornare o a non partire. Purtroppo non si tratta solo di lavoro in sé, sono sicura di poter trovare lo stesso lavoro in una delle grandi città italiane. Ottenessi una offerta con gli stessi privilegi che ho ora, mi trasferirei in Italia domani stesso. Ma per ora purtroppo non vedo la possibilità».

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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