L’autunno è una ripartenza, basta scegliere dei buoni libri

Nina Gigante

Ripartire, in tutti i sensi. Dall’amore, da Londra, dallo scrittore più libertino e postmoderno della nostra letteratura, dagli strumenti per arginare un pessimo capo. Buon autunno e buona lettura.

di Nina Gigante

«La cultura giovanile è fatta […] di fumetti e radio libere […] e soprattutto di canzoni. La vera separazione con chi ha più di trent’anni [è] nel coinvolgimento emotivo e ideale che noi abbiamo con la musica»: Tondelli che si racconta a Natalia Aspesi per l’uscita di Altri Libertini (1980) vale già l’acquisto del libro. A 30 anni dalla morte (1991), Viaggiatore Solitario ricostruisce, con interviste inedite, il decennio in cui la “letteratura emotiva” di Tondelli rivoluzionò la scrittura in Italia. «Ritrovare l’emozione del linguaggio parlato attraverso lo scritto. Il testo scritto fotte l’inconsapevole solitudine di stare al mondo»..

Pier Vittorio Tondelli, VIAGGIATORE SOLITARIO. INTERVISTE E CONVERSAZIONI 1980–1991, Bompiani 

 

“A 20, 30 e forse 40 anni” potrebbe essere il sottotitolo di questo libro, vincitore del National Book Award, il Premio Strega inglese. Un’autobiografia sghemba vestita da romanzo generazionale: i vent’anni della protagonista, tra chattate su Messenger, “turismo su Tinder”, sbronze, amori di una notte e amicizie destinate a durare. “I party gli amici il lavoro la vita”, cancellati in copertina, diventano peregrinazioni forsennate per cercare di conoscere l’unica cosa che per Alderton, columnist del Sunday Times con la seguitissima Posta del Cuore, sembra contare davvero. L’amore appunto. A 20, 30 o 40 anni.

Dolly Alderton, Tutto quello che so sull’amore, Rizzoli

Un pessimo capo rende tossico un ambiente di lavoro, complica cose semplici, nuoce gravemente alla salute mentale di chi lavora con lui. E adesso che il tempo di lavoro erode quello della vita, con gli uffici smaterializzati e le case trasformate in uffici, può avere un impatto ancora più grande sulla nostra quotidianità. Un indispensabile manuale di resistenza, attraverso cui arginare quel pessimo capo che ci angoscia o, se non abbiamo uno, imparare a non navigare tra i mutamenti che il mondo, e con lui un mondo lavoro non (ancora) abbastanza smart, stanno affrontando.

Domitilla Ferrari, Il pessimo capo. Manuale di resistenza per un lavoro non abbastanza smart, Longanesi

C’erano una volta una scrittrice, un’illustratrice e un dj. Potrebbe sembrare l’inizio di una storia postmoderna scritta sotto lockdown, e forse lo è, visto che è l’origine di questo libro, indispensabile per chiunque ami perdersi tra strade, canali, negozi di dischi e locali underground all’ombra del Tamigi. Due “italiane londinesi” e un “inglese londinese” raccontano con parole, illustrazioni e musica tutta la loro Londramania: «pensavo di restare a Londra un paio d’anni, ci vivo da quasi dieci e neppure Brexit e la pandemia sono bastate a spaventarmi» dice Battista. Al lettore non sarà difficile scoprire perché.

Elena Battista, Carl Lawrence, Monica Auriemma, Londramania, Rizzoli

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