
Fa un po’ strano parlare di germogli con l’autunno appena entrato, il sole che si è fatto dolce e le giornate che si sono accorciate.
di Andrea Luccioli

Eppure questo autunno sarà la nostra primavera.
E dovremmo essere bravi a scoprirne i segni, i segnali.
Un po’ come sta facendo quel “girapaesi” di Franco Arminio che, da qualche anno, attraversa in lungo e in largo la nostra Italia nei suoi borghi più piccoli e distanti dalla vita moderna.
Incontrarlo ad Assisi e intervistarlo è servito a dare il giusto verso a questo numero di The Mag.
Ad Arminio ho chiesto quali fossero i germogli buoni di questi tempi malandati e lui ne ha scelti diversi.
Tra questi anche e soprattutto la poesia.
E allora ho cercato in giro qualcosa che avesse a che fare con la poesia.
Ne è uscita una storia che in modo semplice e immediato raccontiamo in copertina e solo in copertina.
E’ quella di Elena Zaharova, grafica di Brooklyn (ma che noi abbiamo contattato nei giorni scorsi scoprendo che ora si trovava a Mosca), che ha raccolto le foglie cadute in autunno dagli alberi della Grande Mela e ha deciso di scriverci sopra i testi di alcune poesie che secondo lei meritavano di essere in qualche modo condivise.
Elena ha realizzato 86 #LeavesPoetry e le ha poi lasciate in cinque parchi a Manhattan, Washington Square, Union Square, Madison Square, Bryant Park e Tompkins Square.
Non è una cosa bellissima?
Con Arminio riflettevamo proprio su questo: certe “delicatezze”, certi gesti magici, hanno un potere enorme sulle persone, generano materia positiva, interazioni buone.
In un mondo in cui è l’odio a unire le persone (anche in questo caso Arminio dixit), spezzare le catene di questa discesa verso gli istinti più bassi è un dovere.
Un imperativo.
Per farlo servono, appunto, germogli.
E noi ne abbiamo trovati diversi in questo numero di The Mag, a cominciare proprio da Arminio e poi avanti con tanti servizi e reportage che ci fanno vedere le cose buone che ci circondano.
Stimoli e bellezza.
Non solo.
In questo numero abbiamo aggiunto ben tre rubriche, nel prossimo ne arriverà un’altra.
Per ora “accontentatevi” di questo super tris d’assi: il nostro amico Giorgione che ci racconta le ricette delle sue tate, ce le fa assaggiare e ci lascia anche gli ingredienti da utilizzare (ma senza dosi, per quelle serve occhio e cuore).
C’è poi Damiano Lunghi, ovvero l’uomo che a Foligno racconta di vini naturali e altre meraviglie presso la sua Osteria Dodici Rondini e con cui abbiamo iniziato un ragionamento importante e necessario sul mondo dei vini (a proposito di vini, siamo stati media partner di “Abbinamenti” a Montefalco, date un occhio alle foto a pp 124/125).
Abbiamo anche arruolato quel personaggio incredibile che è Stefano Romagnoli, uno che solitamente si occupa di luci e che per passione si è inventato lo “Spettatore professionista”: il suo alter ego romantico e sognatore che da anni gira l’Italia per vedere ogni settimana decine di spettacoli teatrali.
Con lui parleremo non solo di rappresentazioni e foyer, ma anche del rapporto tra spettatori e palcoscenici.
Il resto lo lasciamo scoprire a voi.
E vi lasciamo con un compito, trovare il vostro germoglio, trasformare questo autunno in una primavera.
Buon viaggio.
