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Lexie Alford – Il giro del mondo in 21 anni

Lexie Alford ha 21 anni, 196 i Paesi che ha visitato. 300.000 i followers su Instragram che hanno virtualmente viaggiato con lei. 10.000 le prove tra biglietti aerei, mezzi pubblici, scontrini, ricevute, visti e timbri sul passaporto che ha dovuto presentare alla commissione del Guinness World Record.

di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

Lexie Alford lo scorso 31 maggio ha messo piede in Corea del Nord, ultima tappa del percorso per diventare la persona più giovane ad aver viaggiato in tutte le nazioni del globo, strappando il titolo all’inglese James Asquith, che ha ottenuto il primato nel 2013 all’età di 24 anni.

Proprio nei giorni scorsi, infine, è arrivato anche l’attestato ufficiale che certifica l’ingresso nei Guinness e che Lexie ha prontamente postato su Instagram.

 

Noi l’abbiamo intervistata per conoscere meglio questa sua eccezionale avventura.

Da dove viene l’idea di voler conquistare il primato della più giovane ad aver visitato più posti al mondo per il Guiness World Record?

«È un traguardo a cui lavoro da bambina, nonostante all’epoca non lo sapessi ancora.

Viaggiare è stata una parte della mia vita da prima che io abbia memoria.

La mia famiglia possiede un’agenzia di viaggi in California e ha sempre dato molta importanza all’espormi ad ogni stile di vita del mondo.

La prima volta che ho pensato a battere il record del mondo è stata nell’ottobre 2016 a casa mia, in California, quando mi sono resa conto che a 18 anni avevo già visitato 72 Paesi e che volevo vedere il più possibile».

Chi ha stilato la lista dei Paesi che hai visitato?

«La maggior parte delle volte io ma ho viaggiato con la mia famiglia e degli amici in alcune tappe quindi abbiamo deciso insieme.

La preferenza è per i luoghi lontani dalle capitali, più remoti e per questo più genuini».

Quanto ti ha messo alla prova quest’esperienza?

«Molto ma ho imparato altrettanto e ciò ha influito sulla persona che sono ora.

È stato quando le cose hanno iniziato ad essere davvero difficili che sono diventate stimolanti, non potevo certo arrendermi ed ero determinata a mostrare a tutti che il mondo non è così spaventoso come i media dipingono e che c’è bontà ovunque».

Mediamente, quanto ti sei fermata in ogni Paese?

«Da 3 settimane a 3 giorni.

Molto è dipeso dal budget. Ad esempio soggiornare in Afghanistan ha richiesto degli alti costi per viaggiare in sicurezza rispetto ad altri posti». 

Come ti sei pagata i viaggi?

«Lavoro da quando ho 15 anni nell’agenzia viaggi di famiglia ma anche come fotografa e blogger mentre viaggio.

Mi assicuro anche di mantenere le mie spese mensili basse, vivo a casa con i miei genitori, non ho rate della macchina né debiti studenteschi e non spendo i miei soldi in beni materiali superflui».

Con quanto anticipo prenoti voli e alloggi?

«Un mese o due prima circa, tempo utile anche per richiedere ed ottenere visti e permessi.

Faccio molte ricerche in anticipo per trovare le migliori offerte, utilizzo punti e miglia per i miei voli, soggiorno negli ostelli oppure creo contenuti social per gli hotel in cambio di alloggio». 

Hai mai avuto paura di andare nei Paesi che hanno una “cattiva reputazione”?

«Ero un po’ nervosa prima di prender il volo per lo Yemen ma quando ho paura cerco di ricordare a me stessa che in ogni paese ci sono delle buone persone e che non potrà essere così spaventoso come temo.

Ho vissuto molta più genuinità e bellezza naturale in posti come Pakistan e Venezuela di quante ne abbia mai trovate nelle tipiche destinazioni turistiche». 

Ti sei mai sentita a disagio a viaggiare da sola?

«A volte sì ma ho delle regole che mi sono imposta che mi tengono al sicuro come andare a letto presto, non bere o assumere sostanze che mi facciano perdere il controllo di me stessa e informare sempre qualcuno che sappia esattamente dove mi trovo in caso di bisogno».

Dove hai incontrato maggior difficoltà?

«In Africa occidentale a causa dei visti complicati, delle poche infrastrutture e delle barriere linguistiche.

Ci sono pochissimi hotel o guide che parlano inglese».

Dove hai avvertito la maggior differenza culturale?

«In Cina ho vissuto un vero e proprio shock culturale in termini di norme sociali, è uno stile di vita davvero diverso da quello americano, molto più freddo e distaccato. Inoltre con il cibo cinese ho preso la peggior intossicazione alimentare della mia vita!»

Come ti senti quando torni a casa?

«Mi sento davvero in vacanza!

Mi rilasso coccolata di miei cari e mi concedo il lusso di avere tutti i vestiti e gli accessori che voglio senza dovermi preoccupare di dover avere un bagaglio leggero».

Cosa farai ora?

«Aspetto il responso del Guiness World Record!

Attualmente sto scrivendo un libro sulle mie esperienze in ogni Paese e sulle lezioni che ho imparato lungo il percorso.

Vorrei inoltre poter tenere un corso per insegnare ai giovani come viaggiare con budget ridotti e come gestire le finanze.

Intendo anche portare avanti la mia attività di travel photograper professionista». 

Finger crossed for you Lexie!

https://www.instagram.com/lexielimitless/?hl=it
https://lexielimitless.com/

Published by

Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

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