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“Making Education” Una visione per la scuola di Rovigliano

Sulla scia della conclusione del centenario della Bauhaus e in memoria dei Baroni Alice e Leopoldo Franchetti, Rovigliano rappresenta perfettamente l’idea di un nuovo polo sperimentale e educativo.

a cura di Architetti nell’Altotevere Libera Associazione 
in collaborazione con Marcus Toop Architetto 

Costruita nel 1902 su volere dei Baroni Franchetti, la scuola di Rovigliano era, all’epoca, una scuola di avanguardia, capace innanzitutto di portare educazione nelle campagne, grazie anche alle influenze di Maria Montessori.

In particolare, Alice Hallgarten Franchetti, eclettica e portatrice di innovazione, aveva riconosciuto l’importanza non solo della natura nel processo educativo ma anche dell’apprendimento pratico.

La scuola, quindi, nata per i figli degli agricoltori della campagna di Rovigliano alle porte di Città di Castello, rappresentava un’offerta moderna all’educazione di quel tempo.

La scuola subì poi dei danni causati dal terremoto, e fu quindi ricostruita nel 1917 e rimase istituzione scolastica fino al 1981.

Oggi, è un edificio in piena decadenza a causa del disuso e dell’incuria, ma, carico di fascino e di storia, rappresenta un punto di riferimento per una nuova visione.



Questa visione ce la dà l’architetto inglese Marcus Toop, ormai residente a Città di Castello da alcuni anni, insieme a due studentesse di architettura Houda Mawass dal Libano e Ludovica Scarpa dall’Italia, che stanno attualmente lavorando a programmi connessi con l’Università del West of England di Bristol.

Con il supporto del Prof. Massimo Belardinelli, Dirigente scolastico presso il I Circolo didattico di Città di Castello, la proposta è che Rovigliano diventi oggi un punto di connessione nella rete dello sviluppo educativo, un legame tra comunità e scuola, un luogo dove sviluppare nuovi spazi educativi e cambiare la classica visione dell’aula.

Si chiama “Making education” ed è una proposta per un centro di sviluppo in cui vengano riformarti gli spazi scolastici, per creare e sviluppare nuove opportunità di apprendimento e di scambio.

La scuola di Rovigliano potrebbe quindi diventare un centro di progettazione per studenti di design e architettura in cerca di esperienze in situazioni reali.

E l’apprendimento avverrebbe costantemente come uno scambio: tra persone, con la natura e con gli insegnanti. In questo scambio ha un ruolo centrale l’Architettura.

È infatti l’ambiente circostante che invita gli studenti alla partecipazione attiva, indagando, studiando, trasformando e apprendendo. 

È la visione della scuola di Rovigliano come un futuro mini-Bauhaus, dove studenti di architettura pieni di nuove idee creative sperimentano e realizzano spazi educativi sperimentali e arredi scolastici prototipo.

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Redazione di the mag

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