Marina Zito – speciale “Visioni” – Becoming X

Marina Zito

Come il Coronavirus ha cambiato la tua vita?
«Non ha scombussolato più di tanto la mia vita. La mia realtà è sempre stata un pò questa, isolata nel mio magico mondo mentale, non voglio dire che sono un’asociale,
semplicemente mi trovo a mio agio a trascorrere il mio tempo da sola. Adoro passare le giornate ad osservare il mondo, è questo il mio modo di sentirmelo dentro, amo ascoltare la musica a tutto volume, disegnare, cantare a squarciagola e strimpellare Gehenna, la mia magica chitarra».

Cosa hai riscoperto durante i giorni del grande isolamento?
«Ho riscoperto la bellezza di non avere più una cognizione del tempo, che giorno è? Che mese è? Sono viva? In che anno siamo? Si scherza. Forse.
Durante questi giorni ho pensato tanto e sono arrivata ad un’unica conclusione, quella di volere un mondo libero da ogni ingiustizia, scherno, rabbia».

Cosa ti ha insegnato l’emergenza?
«L’emergenza mi ha insegnato ancor di più a starmene a casa, la cosa che più mi ha spaventato sono state le persone che non sanno gestire la paura, stanno rinchiuse in casa a farsi bombardare di terrore, poi quando escono sfogano tutta la loro rabbia e repressione. Allo stesso tempo ho capito che l’ignoranza è la cosa che mi spaventa di più».

 



cosa ascolto

“This must be the place”- Talking Heads

cosa leggo

“Sei personaggi in cerca d’autore” – Luigi Pirandello

cosa guardo

“Melancholia” – Lars Von Trier


BIO

Mi chiamo Marina e sono nata il 13 maggio del 1998, lavoro in un bar per sopravvivere, lavoro che poi ho scoperto non essere così male, mi è stato d’ispirazione e mi ha aiutato a crescere e a sciogliermi con gli altri.
Che dire di me, sono una persona con la testa sempre fra le nuvole, la terra non la tocco quasi mai in realtà. Forse è un mio modo per evadere da ciò che mi fa stare male. Amo disegnare ed esprimermi attraverso l’arte fin da bambina. Son cresciuta a suon di anime, rock n’roll e tantissimi film, iniziando con mio padre che da bambina mi traumatizzava con una quantità di film horror disarmante. Uno dei miei artisti preferiti è Egon Schiele, uno dei miei registi preferiti e che mi ha segnato nell’anima è Tim Burton.


Una matita ci salverà

Questo numero speciale di The Mag è nato da un’idea ma soprattutto dalla creatività di 50 illustratori del collettivo Becoming X. Scopriamoli!

Li abbiamo imparati a conoscere numero dopo numero su queste pagine.

Sono gli illustratori, i disegnatori e i fumettisti che insieme formano il collettivo Becoming X, un gruppo di ragazzi che dal 2012 ha deciso di condividere una passione, quella per il disegno.

Tante sensibilità, tanti sguardi e tante “penne” che, ognuna col proprio tratto, creano mondi e suggestioni che abbiamo imparato ad amare anche su The Mag.

In passato li abbiamo anche seguiti nei loro “live drawing”, delle specie di “estemporanee” dove ci si ritrova e si disegna insieme.

Li abbiamo visti all’opera in mille situazioni, dalla Galleria Nazionale dell’Umbria al Lars Rock Fest fino ai locali prima dei concerti o in degli eventi per i più piccini.

Talento, divertimento e tanta creatività: ci siamo innamorati subito del loro lavoro. Anche per questo, insieme al coordinatore e direttore artistico del collettivo, ovvero Daniele Pampanelli, abbiamo ragionato su una collaborazione “speciale” per questo numero da quarantena.

Il risultato di questo “esperimento” lo troverete nelle prossime pagine, a noi è sembrata una cosa davvero bellissima e per questo vogliamo ringraziare tutti i disegnatori che hanno dedicato il loro tempo e la loro creatività per realizzare questo progetto.

THE MAG 45 / Visioni – BecomingX

Published by

Redazione di the mag

Rispondi