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Mastro Luca Signorelli, protagonista a Città di Castello

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Mastro Luca Signorelli, protagonista a Città di Castello

di Laura Bellanti

La copertina del volume dall'opera Gruppo di personaggi 1493-96 (Louvre)

La copertina del volume dall’opera. Gruppo di personaggi, 1493-96 (Louvre)

Fu energico e fecondo il legame tra Luca Signorelli e Città di Castello, che prese forma sotto il manto protettivo dei Vitelli e lo rese protagonista indiscusso della scena artistica tifernate.

Fortemente suggestiva è la volontà di sviscerare i particolari di questo rapporto, come propone ilvolume “Luca Signorelli a Città di Castello La vita, l’opera e la Scuola in Alta Valle del Tevere” (Petruzzi, 2013): gli interventi di Tom Henry, massimo esperto signorelliano, e delle studiose Sara Borsi e Valentina Ricci Vitiani si inoltrano sinuosi nelle vie che hanno portato Mastro Lucha nella nostra città, lasciando traccia del suo estro nei luoghi a cui i cittadini sono più affezionati: basta osservare la Torre Civica, tornare indietro nel tempo e pensare che proprio lì campeggiava un affresco dell’artista cortonese che, a quanto pare, andò a coprire un affresco infamante del ’300.

Voluto dall’art director Giuseppe Sterparelli, che ha curato il progetto come ultimo atto del centenario della Pinacoteca Comunale tifernate, il testo accoglie affascinanti ipotesi riguardo a un misterioso volto maschile, quello che Signorelli raffigurò in uno dei capolavori assoluti della ritrattistica rinascimentale, ora a Berlino. L’avvincente pista tracciata dalle due storiche dell’arte porta infatti a identificare quest’uomo con un ricco possidente terriero tifernate, anche lui appoggiato dai Vitelli: Riccomanno Bufalini, una personalità di spicco anche in ambito romano; non a caso fu proprio lui a essere inviato da Città di Castello, in preda a peste e terremoti, alla corte pontificia per richiedere aiuti economici.

Tutto questo ribadisce a gran voce il rapporto fortemente esclusivo che Signorelli ebbe con la città umbra e i suoi potenti. D’altra parte furono i Vitelli a garantirgli ospitalità, commissioni ben pagate e assistenza, come dimostra la bella lettera illustrata nel libro. Il volume si pone dunque al centro di un fresco e vivace risveglio di interesse nei confronti del cortonese, un interesse ben deciso a trovare sfogo in ambiti diversi.

Giuseppe Sterparelli ci parla infatti di una futura versione e-book e di un video documentario bilingue da distribuire nei cinema dei musei americani, con il coinvolgimento di importanti testimonial: un modo attivo e coerente per promuovere l’Alta Valle del Tevere, da sempre generosa nell’offrire ispirazione. «Signorelli è un autore imperfetto, quasi umorale – nota il curatore – ma certamente uno dei pochi che parla a tutti, con una irriverenza tutta fisica ma anche con la dolcezza di alcune “Natività”. Ancor più di HD, le nuove dinamiche del marketing culturale hanno bisogno di emozioni reali, e queste emozioni i nostri luoghi e i tesori che ospitano sanno ancora regalarle».

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Luca Signorelli, Adorazione dei Magi 1493-96 Louvre (copyright Louvre)

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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