Materiale resistente, la “Granja Farm” in Val di Susa

Tra le montagne della Val di Susa si mette in pratica la Resistenza e si sperimenta la magia. Nel 2015 qui nasce una fattoria: “Granja Farm”. L’ultimo avamposto prima del fronte; barriera umana e agricola allo scellerato TAV. Un gruppo di ragazzi che per arginare la devastazione delle terre, si mette a fare quello che si fa con la terra: la coltivano.

di Damiano Lunghi

Faccio un passo indietro.

Era forse il 2018 e in non so quale fiera del vino, mi ritrovo davanti al loro banchetto.

Loro, giovani, selvaggi e spaesati, chi più chi meno col punk dentro (e fuori). Le loro bottiglie (mai viste prima), con delle etichette che in un attimo ti lanciano in mezzo alla lotta.

Essenziali, centratissime.

Due vini rossi.

Mi versano il vino e iniziano a raccontarsi.

Vitigni vecchi di Avanà, Becuet, Baratuciat e Dolcetto. Microvigne strappate all’abbandono.

Quelle terre soffrono ormai da tempo lo spopolamento massiccio, dovuto non solo alla fuga verso le città, ma al cantiere TAV stesso, e i vecchi non hanno ricambio generazionale.

Loro di sono proposti come custodi “operativi”.

Spesso si sente parlare di “viticoltura eroica“, e questo è uno di quei casi che meglio rappresenta questa definizione.

Per fare vino in quei posti, si deve esser della Marvel.

Non è solo vitucultura: è free climbing, è sollevamento pesi, è atletica. Si fa tutto a mano.

Mentre il loro racconto (tutt’altro che autoreferenziale) prosegue e io degusto i loro vini, guardo i miei peletti drittissimi sul braccio sinistro; riflesso inequivocabile di quando un liquido mi entra in circolo come una pozione magica.

Penso: “questi fanno un vino assurdo e non lo sanno”.

Alla fine dei due giorni di fiera eravamo in molti a considerare quel Dolcetto, il miglior vino della rassegna.

E che fosse proprio il loro, a me ha dato grande soddisfazione.

Perché percorso etico e propositi nobili elevano l’animo umano, ma soli non sono garanzia che poi il vino, oltre ad essere “sincerissimo” (come direbbe il mio amico Giampiero Pulcini) sia anche ben fatto.

Anzi…era già tutto così bello, il racconto così avvincente e le leve mosse così giuste, che prima dell’assaggio ero già persuaso del contrario.

E invece no, magia: tutto bello, tutto tondo.

Non bevo i loro vini da un po’ (cosa alla quale porrò rimedio quanto prima) ma so che la Farm è attivissima e ospitale.

Ah, dimenticavo: producono anche il succo di mela più buono che abbia mai assaggiato, miele, riso, ganja light, aceto, caramelle al miele.

Quindi se siete in cerca di una storia che è scritta dentro un liquido buonissimo, andate a trovarli.

Troverete un posto di blocco presidiato, e una vigna.

E poi chiedetevi chi, in questo mondo ribaltato, lì, non c’entri granché…

www.granjafarm.it

Published by

Damiano Lunghi

Puoi seguire Damiano anche su: Facebook

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.