Matilde Grossi e i doni inconsueti di un’anima sensibile

Matilde Grossi - Illustrazione

Matilde Grossi è una scenografa, un’illustratrice, una sognatrice che dipinge le immagini che si agitano ansiose nella sua testa. The Mag l’ha scoperta per caso. Matilde è un talento fatto di piccole meravigliose cose che prendono forma tra teatro, tavole, lampade e nei campi profughi dell’Ex Jugoslavia. Una ragazza magica con un debole per Fabrizio De André e le sue Anime Salve.

di Andrea Luccioli
Andrea Luccioli - ritratto in bianco e nero
Andrea Luccioli

A volte capita di inciampare e trovarsi davanti qualcosa di inaspettato.

Qualcuno di cui si riconosce il talento, una visione, la profondità.

Con Matilde Grossi, milanese non ancora 26enne, è andata così: uno inciampa nel suo profilo Instagram, vede qualcosa di abbacinante e decide di sapere di più.

La genesi dell’intervista che segue è stata più o meno questa.

Ciò che è venuto dopo, invece, è una meravigliosa scoperta.

Perché dietro le illustrazioni – delicatissime e potenti – di Matilde, c’è una giovane scenografa che sta per laurearsi all’Accademia di Brera con una tesi in cui proverà a mettere in scena “Anime Salve”, il disco capolavoro di Fabrizio De André.

“Un album attualissimo e profondo, un lavoro sulla solitudine e su come, attraversandola, possiamo capire di più del mondo che ci circonda”, spiega Matilde.

Sempre dietro quelle immagini, c’è poi una ragazza che disegna ad acquerello delle lampade per un progetto creato con un’amica e c’è una giovane donna che sceglie gli orfanotrofi dei Balcani per portare un po’ di luce e di colore ai bambini che ancora oggi pagano la guerra dei grandi.

Ma non era una scenografa? Sì, ma il suo palcoscenico è solo un po’ più grande di quello di un teatro.

 

Le Illustrazioni

L’intervista

E allora proprio dal teatro iniziamo.

“Ho sempre avuto la passione per la scenografia.

Mi piace pensare di poter realizzare qualcosa che rimanga impresso negli occhi di chi guarda, qualcosa che sia utile a raccontare una storia.

Il palcoscenico, in fondo, è come se fosse una grande illustrazione”.

Ultimo lavoro fatto per il teatro?

“Ho lavorato per il Teatro delle Albe, con loro ho partecipato alla realizzazione di ‘Purgatorio’ sotto la direzione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, un’esperienza bellissima.

Lavorare dietro le quinte significa scoprire tantissime cose.

Spero di laurearmi ad aprile del prossimo anno e poi poter lavorare al nuovo spettacolo che stanno allestendo, ‘Paradiso’, che è rimasto fermo a causa del Covid”.

Ma Matilde fa tantissime altre cose.

“Sto portando avanti con Marianna Cavallotti, una mia amica, un progetto che si chiama ‘Ceruleo’.

Marianna lo ha iniziato durante la prima quarantena dello scorso anno, poi ha visto i miei disegni e mi ha chiesto di collaborare.

Da qui abbiamo cominciato a lavorare insieme, una cosa davvero stimolante”.

“Penso sempre, penso troppo. Le immagini mi vengono in mente, non mi abbandonano”

Matilde Grossi

Sei una scenografa che disegna tantissimo.

“Sfrutto una mia dote. Penso sempre, penso troppo.

Le immagini mi vengono in mente, non mi abbandonano.

Le rivedo per giorni e giorni e alla fine devo metterle su carta.

Mi capita negli spazi di tempo vuoti, quando sto facendo cose che non c’entrano nulla con il disegno.

Nella metro, mentre cammino, mentre aspetto: le idee arrivano e non mi lasciano”.

Una dote, ma soprattutto un dono direi.

“Citerò una frase del fumettista e illustratore Sergio Toppi, un maestro per me.

Lui scriveva che le immagini si agitano ansiose, vogliono vedersi realizzate, esistere.

Per me è così, quello che sento riesco a comunicarlo principalmente con il disegno.

A volte l’idea arriva da una frase letta in un libro, il verso di una canzone.

La mia mente fa il resto”.

Che tecniche utilizzi quando lavori?

“Principalmente acquerello, ma non solo. Mischio tantissimo.

A volte aggiungo anche sale, alcol. L’altro giorno ho creato dell’inchiostro con un avocado, è venuto fuori un colore stupendo.

Io uso tonalità calde, la mia palette mentale sono i toni del tramonto.

All’acquerello, inoltre, spesso aggiungo la china.

E poi c’è la post produzione digitale”.

Che non è un tabù. Parliamone.

“Per il mio lavoro di scenografa uso molto Photoshop, ormai è diventato uno strumento fondamentale.

Soprattutto quando ci sono delle scadenze da rispettare.

Con le illustrazioni, dopo la realizzazione su carta, lo utilizzo per dargli qualcosa in più, valorizzarne alcuni aspetti”.

Scenografa, illustratrice, realizzi lampade…magari avrai anche un sogno nel cassetto?

“Vorrei aprire uno spazio creativo.

Una bottega in cui fare dei workshop, insegnare quello che so fare, un posto dove creare un collettivo con altri ragazzi che, come me, condividono queste passioni creative.

Non voglio stare da sola in uno studiolo, c’è bisogno di contatto umano, di confrontarsi, di realizzare le cose insieme.

Il progetto con Marianna è bellissimo anche per questo”.

“Quando uso l’acquerello mischio tantissimo. A volte aggiungo anche sale, alcol.”

Matilde Grossi

Mostri sacri cui ispirarsi?

“Sergio Toppi come detto e Rebecca Dautremer.

E poi i musicisti.

La musica è una parte fondamentale nel mio processo creativo.

Mi piacciono i cantautori, chi racconta storie.

Nella mia playlist c’è De André, tanta musica prog.

In questo momento Mannarino e gli Elbow.

Anche se, come ho accennato, da quando sto lavorando alla tesi, in loop c’è Anime Salve”.

Parlami della tesi.

“È una lavoro ancora in fase embrionale.

A breve andrò alla ricerca di un paesello ligure dove far immergere i personaggi narrati in quell’album come se fosse un teatro a cielo aperto.

Sembra assurdo, ma anche se studio e lavoro come scenografa, non ho mai lavorato in un teatro, ma solo in spettacoli non canonici”.

Perché ‘Anime Salve’?

“Anche per via della pandemia, non c’è nulla di più contemporaneo di quel disco.

È un elogio della solitudine, ma intesa come un viaggio, uno spazio di introspezione che ci consente di guardare meglio il mondo.

È qualcosa che ho vissuto in prima persona in questi mesi di pandemia e Anime Salve è stato una specie di guida che mi ha aiutato a risollevarmi da questo momento così difficile”.

Abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo momenti durissimi.

“Moltissimo. L’estate prima che scoppiasse la pandemia, grazie a un’associazione che si chiama Terre e libertà e ai loro campi di volontariato internazionale, sono stata nel campo profughi di Bihac, in Bosnia Herzegovina, là dove passa la cosiddetta rotta balcanica.

È stata un’esperienza che mi ha sconvolto.

Ho fatto animazione per i bambini, li ho fatti disegnare, è stato fortissimo.

È assurdo che nel 2021 ci siano ancora dei bimbi che vivono in certe condizioni.

Un’esperienza che mi ha ferita.

Poi è arrivata la quarantena, lo stop alla vita come l’avevamo conosciuta fino a un attimo prima.

È stato incredibile quando abbiamo ricominciati a uscire e ho potuto ritrovare i miei amici.

Quello è stato il momento in cui mi sono imbattuta in Anime Salve e ho voluto sapere tutto di quel disco così sconvolgente e bellissimo”.

Matilde, cosa farai da grande?

“Faccio già tantissime cose.

Ma prima di diventare seria e adulta, ho deciso di fare un master in illustrazione.

Mi manca e so che mi aiuterà quando vorrò pubblicare qualcosa”.

E noi non vediamo l’ora di vederti ancora all’opera.

Anche perché, come scrivono gli amati Genesis che Matilde riporta nella sua bio di Instagram,“niente è tranquillo come sembra, a volte si è incatenati nei propri stessi sogni”.

Matilde Grossi / BIO

Ritratto di Matilde Grossi
Matilde Grossi

Matilde Grossi, nata a Milano il 19 dicembre 1995, sotto il segno del sagittario.

Da sempre appassionata d’arte, si iscrive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera dove frequenta il corso di Scenografia, per poi proseguire gli studi in Scenografia Teatrale.

Mentre frequenta l’università ha occasione di collaborare con varie compagnie teatrali italiane (Zona K, Teatro delle Albe e Atir) e prende parte al progetto “Ceruleo” in collaborazione con Marianna Cavallotti.

Nel frattempo porta avanti la sua passione per il disegno, realizzando su commissione e, spesso, per svuotare un po’ la testa,  illustrazioni ispirate a testi di libri e canzoni.

INFO

facebook/Matilde-Grossi

instagram.com/__edlitam_

Published by

Andrea Luccioli

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