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Matita in mano, linee e fantasia Il favoloso mondo di Makkuro

Alla scoperta di Eleonora Coletta, illustratrice del collettivo Becoming X, e del suo mondo fatto di una natura astratta avvolgente e delicata

Testo Redazione  / Illustrazioni  Eleonora Coletta

Giorni fa, sull’immagine di copertina dei suoi canali social, ha fatto comparire un’immagine – ovviamente disegnata da lei stessa – con su una scritta emblematica: “The power of Fantasy”.

Niente di più vero e semplice per descrivere il talento di Eleonora Coletta, graphic designer e illustratrice del collettivo Becoming X che abbiamo deciso di farvi scoprire in questo numero di The Mag.

Un tratto fatto di istinto e fantasia

Uno stile personalissimo, un tratto fatto di istinto e fantasia, dalla matita di Eleonora escono linee che sono emozioni, come spiega lei stessa.

Il suo progetto “Makkuro Design” nasce da una piccola creaturina, Makkuro appunto, una palletta di pelo nero che con i suoi occhietti ti fissa.

Il mondo di Eleonora – che poi è anche il suo lavoro – è un posto delizioso dove perdersi.

Facciamocelo raccontare direttamente da lei! 

Quando hai deciso di diventare un’illustratrice e perché? 

«Il disegno ha sempre fatto parte della mia vita, disegno da sempre.

Sette anni fa ho deciso di dedicarmi totalmente alla grafica, partendo da zero, ma piano piano sono cresciuta e contemporaneamente ho creato uno stile illustrativo originale.

L’ho sempre perfezionato e tutt’ora lo sto perfezionando.

Il mio è un tratto istintivo, io disegno le mie emozioni.

Quando disegno mi sento bene, e mi fa piacere che anche le persone che vedono quello che faccio si sentano bene».

Quali sono i tuoi soggetti preferiti? 

«Principalmente disegno una natura astratta, un mondo floreale senza cose brutte o pericoli, fatto di forme dolci, avvolgenti, rilassanti.

Grandi foglie di tutti i tipi.

E mille tentacoli, qualche teschietto… e la tribù di Makkuro (la palletta di pelo nera che ti fissa e le altre creaturine geometriche).

Ogni tanto ci nascondo qualche ingranaggio, e qualche elemento urbano… un po’ tutto quello che mi viene in mente».

 Qual è stata la tua formazione? 

«Ho studiato al Liceo linguistico (ma disegnavo tutto il tempo), poi mi sono laureata in Tecnica Pubblicitaria.

Fatto un corso di fumetto, e corsi di graphic design specifici.

Sono autodidatta nel mio lavoro, ho studiato tantissimo al di là dell’Università per conto mio.

Parallelamente mi sono formata in programmazione neurolinguistica (altra mia grandissima passione) di cui ho un certificato del primo livello, e ho partecipato a vari corsi sempre di PNL».

Che tecniche usi e prediligi? 

«Disegno a mano, prima facendo sketch a matita, poi ripassando gli inchiostri con pennini sottili.

Lavoro molto sulla lineart.

I miei lavori sono in bianco e nero e sono principalmente solo linee».

Chi è il tuo maestro/fonte di ispirazione? 

«Ho diversi punti di riferimento.

Primo fra tutti quello che è stato il mio capo qualche anno fa, Paul Robb, art director illuminato oserei dire.

Mi ha spinto a cercare ed è lui il primo che ha visto nascere lo stile Makkuro.

Poi mi sono ispirata a Keith Haring, mr Doodle, Paul Rand, Andy Westface, Supermundane, Kerby Rosanes e altri».

Il lavoro di cui sei più orgogliosa? 

«È un’illustrazione in formato A4, fatta completamente a mano e la trovo bellissima… riempie tutto il foglio ed è praticamente perfetta.

Ancora quando la guardo mi ci perdo».

In un mondo dove i creativi sono sempre di più, anche grazie alle nuove tecnologie, qual è il segreto per restare originali? 

«Non aver paura di tentare, di sbagliare e di esprimere quello che si ha dentro.

E anche rimanere fortemente connessi al proprio lato fanciullesco, è quello che ti rende originale se lo ascolti, ed è lo stesso anche che ti fa vivere una vita a colori».

Come sei finita in mezzo al progetto Becoming X? 

«Alessandro, un mio amico mi ha invitato a partecipare ad un evento, e da allora non ho più smesso di partecipare».

Com’è l’esperienza dei live drawing? 

«Le prime sono state traumatiche, avevo paura, vergogna, non sapevo cosa disegnare, né prendere le proporzioni e non avevo nemmeno gli strumenti giusti.

Ora è lo stesso, solo che non mi vergogno più e mi diverto tantissimo.

La cosa più preziosa di questi eventi è la condivisione con gli altri membri dei Becoming X… tutti bravissimi.

Tra loro ci sono veramente degli artisti con la A maiuscola ed è un piacere e un onore ogni volta poter disegnare al loro fianco».

Su cosa stai lavorando adesso? Qualche progetto in cantiere? 

«Sto collaborando con un’agenzia fantastica a tempo pieno e contemporaneamente portando avanti il mio progetto di makkurizzare il mondo, più nello specifico sto makkurizzando una macchina, delle tele, e sto lavorando al branding di un’attività».


Eleonora Coletta Makkuro

Sono Eleonora, in arte Makkuro. Nata a Perugia, mi sono trasferita anche all’estero per poi tornare a casa. Circa 7 anni fa ho deciso di buttarmi anima e corpo nel realizzare il mio sogno: diventare una graphic designer. Con 0 esperienza, ho lavorato tantissimo, e ora posso dire di fare il lavoro dei miei sogni, discretamente. Ho creato uno stile che chiamo “abstract graffiti”, lo stile Makkuro che è il mio tratto distintivo, ma faccio anche logo design e grafica in generale. 

https://www.instagram.com/makkurodesign/
https://www.facebook.com/makkurodesign/

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Redazione di the mag

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