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Matteo Bartolini a Expo: «PIU’ GIOVANI NELL’AGRICOLTURA» – the Mag 16

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Matteo Bartolini, agricoltore di Città di Castello, è l’attuale presidente del CEJA (Consiglio Europeo Giovani Agricoltori) e come tale sta frequentando assiduamente Expo 2015 a Milano. Nel suo discorso d’insediamento al vertice ha fortemente parlato «dell’esigenza di un ricambio generazionale in agricoltura».

Il CEJA racchiude le organizzazioni nazionali di giovani agricoltori dell’Unione Europea: 31 precisamente, provenienti da 24 Stati membri. Un organismo che rappresenta oggi gli interessi di circa 2 milioni di imprenditori nelle istituzioni europee. «Come presidente ho la possibilità di partecipare ad eventi di alto livello tra cui i Consigli Informali dei Ministri all’agricoltura, e di fornire il mio contributo evidenziando la necessità di investire in politiche europee favorevoli al ricambio generazionale».

 

Matteo Bartolini con il ministro Martina

Matteo Bartolini con il Ministro del politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina

Quali i tuoi impegni a Expo?
Matteo Bartolini: «Il mio impegno principale è di portare la voce dei giovani agricoltori europei che rappresento, partecipando alle diverse iniziative che sono promosse durante questi mesi. Le tematiche affrontate sono molte e diverse tra loro, eppure il filo conduttore in ognuna rimane la necessità di avere più giovani in agricoltura per garantire un futuro sostenibile del settore in grado di rispondere alle sfide globali».

Il Ceja ha anche un suo progetto mirato vero?

Matteo Bartolini: «Sì, sulla base di una ‘Road Map verso Expo 2015’, sta elaborando un Manifesto che risponde al tema centrale di ‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita’, percorso patrocinato da Expo spa. Tra le tematiche affrontate: la catena agroalimentare e come aumentare il potere degli agricoltori all’interno di essa, gli accordi internazionali, l’accesso alla terra e al credito. Per ciascuna tematica è stato elaborato un documento finale».

E avrà un suo peso specifico?

Matteo Bartolini: «Le diverse prese di posizione saranno utilizzate sia a Bruxelles nei nostri rapporti con le istituzioni europee, sia per contribuire alla stesura del Manifesto per Expo 2015 ».

L’iniziativa più interessante cui hai partecipato fino ad ora a Expo?

Matteo Bartolini: «Tutte le iniziative alla quali ho aderito sono state valide e di alto valore tecnico-scientifico. Come rappresentante dei giovani agricoltori europei e come agricoltore ho trovato molto interessante la Conferenza sul tema delle ‘Start-Up giovanili in agricoltura’».

Qual è il padiglione più bello?

Matteo Bartolini: «Ogni padiglione ha le sue peculiarità e richiami alle tradizioni culturali e colturali del proprio paese e ognuno a mio avviso va visitato».

Un pregio di questa manifestazione?

Matteo Bartolini: «Il pregio più importante è quello di aver focalizzato l’attenzione sulle sfide globali che ci attendono, partendo dalla necessità di nutrire il pianeta con la nostra agricoltura. È merito dell’Italia quindi, che prima di altri ha saputo cogliere la rilevanza di questo tema, poi recepito anche dall’ ONU».

Un difetto?

Matteo Bartolini: «Il difetto invece secondo me più grande è la comunicazione all’interno della manifestazione: mancano informazioni per i visitatori (non coinvolti direttamente ai lavori di convegni e conferenze) o delle iniziative di dibattito e condivisione che si tengono nei vari padiglioni, con il rischio che queste visite si trasformino in semplici passeggiate senza arricchimento e riflessione sui temi di Expo».

Matteo Bartolini e il commissario Hogan

Matteo con il Commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan

 

I costi eccessivi di cui molti parlano: l’aumento esponenziale anche di un semplice caffè nel raggio di pochi chilometri dalla manifestazione, sono reali?

Matteo Bartolini: «Sicuramente i costi sono notevolmente aumentati. Probabilmente più controllo e una programmazione congiunta avrebbe evitato questo danno d’immagine. È però altrettanto vero che qualsiasi evento di questa natura provoca delle distorsioni del mercato e dei prezzi».

Il settore agroalimentare in Umbria: che potenziale ha?

Matteo Bartolini: «Il settore agroalimentare in Umbria è vario e va dalla Nestlè-Perugina fino al piccolo produttore montano. Entrambe queste realtà sono in grande difficoltà seppur per motivi diversi. Il potenziale agroalimentare umbro è enorme, tanto da avere un effetto traino su altri settori. Occorre però un’operazione congiunta, un cambiamento radicale da parte di tutti: sindacati, politica e imprenditori affinché si possa intraprendere un nuovo percorso che porti a una maggiore sostenibilità economica a livello sinergico tra i settori».

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