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Michele Bendini – Tra Natura e Cucina

4 min.

Carismatico, estroso, sguardo cristallino, sorriso acceso. Senza ombra di dubbio, è uno dei personaggi del momento. Lui è Michele Bendini. Tifernate doc, protagonista di ‘MasterChef Italia’, uno dei talent show di maggior successo di Sky. Approdato in tv quasi per gioco, ha conquistato pubblico e critica grazie alle sue capacità e al suo fascino. Ma Michele è questo e molto altro ancora. Così, The Mag ha deciso di incontrare questo veterinario con la passione per i fornelli, per raccontarvi la sua storia.


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 The Mag: Partiamo da ora, dagli ultimi mesi che saranno stati sicuramente frenetici.

Michele Bendini : «Allora, l’esperienza di MasterChef è stata fatta tra giugno e luglio, i mesi in cui è stato registrato il programma. Siamo arrivati a dicembre nel silenzio quasi assoluto, anche perché ne eravamo a conoscenza io e pochi altri, insieme agli amici-concorrenti con i quali ero in contatto e con cui aspettavo questo momento con trepidazione. Poi è uscito in tv – la prima puntata abbastanza in sordina, in cui sono passato velocemente – e poi c’è stata questa esplosione mediatica. Il programma è molto ma molto seguito, ha avuto un grande successo, quest’anno sia la produzione che Sky hanno puntato tantissimo su MasterChef; se devo dirlo, non mi aspettavo così tanto clamore, o meglio, non mi rendevo nemmeno conto di quello che potesse succedere. Per ora mi tengo sulla mia realtà, resto con i piedi ben piantati a terra. Ho la fortuna di vivere a Città di Castello dove essere conosciuto o meno in tv cambia poco; essere in tv ha portato solo un qualcosa in più. Certo, quando esci qui o anche altrove, ti rendi conto che la gente ti guarda, ti ferma, ti riconosce, e alla fine è una cosa piacevole, altrimenti non avrei nemmeno partecipato.»

The Mag: Che tipo di esperienza è stata quella di MasterChef Italia?

Michele Bendini : «Sono dell’idea che ogni esperienza sia importante e, nel bene o nel male, formativa. Quello che mi ha dato MasterChef è stata la possibilità di conoscere persone che porterò nel cuore tutta la vita. Ho vissuto per circa due mesi a Milano a stretto contatto con degli sconosciuti che sono diventati dei confidenti importanti; trascorrere tantissime ore con delle persone, pur in poco tempo, ti permette ti creare dei legami che in altre situazioni si formerebbero in un anno o due. Si crea un rapporto umano bellissimo e questa è una cosa che ci terrei a sottolineare. Ho imparato tanto anche in cucina, penso di essere cresciuto da questo punto di vista. Poi sono entrato in contatto con un mondo, quello della tv e dello spettacolo, del quale ero totalmente all’oscuro. È un ambiente particolare, sicuramente diverso da quello che abbiamo intorno tutti i giorni ed è stato bello anche conoscere questo mondo. Posso dire che mi è piaciuto, nonostante lo stress e la fatica; sei sotto pressione e c’è competizione, com’è giusto che sia quando partecipi a un programma con una vincita finale.»

The Mag: Così ti chiamano ‘Il Cuoco’; da dove viene questa passione per la cucina?

Michele Bendini : «Da casa mia, penso sempre che il mio mentore ai fornelli sia stata mia madre. In casa c’è una gran passione per il cibo e per lo stare a tavola. A me piaceva molto guardare mia madre che cucinava. Poi ci ho messo le mani anch’io e ho cominciato a preparare le prime cose verso 16-17 anni. In seguito sono andato all’università, a vivere da solo, dove ho preso a sperimentare e divertirmi. Ecco, per me cucinare è stato sempre sinonimo di divertimento, non è mai stato un peso; sempre un’occasione di incontro con gli amici, e forse anche un modo per dire qualcosa, mostrare un aspetto di te.»

The Mag: Piombato in un ‘talent’ così quasi inconsapevolmente, con il passare dei giorni e delle puntate sentivi di voler dimostrare qualcosa?

Michele Bendini : «Dico la verità, dopo ogni prova mi stupivo di me stesso in maniera positiva. In molti mi chiedono: “Ma come facevi a fare tutto in un’ora?”. La risposta è che in quel momento hai una forma mentis predisposta alla cucina, diventa come un lavoro, e inoltre sei con colleghi con cui puoi approfondire e apprendere. La sfida è stata sia nel propormi che competitiva, perché devi affrontare una dura pre-selezione in cui è importante parlare di te ed esporti; inoltre il ‘live cooking’, ovvero cucinare dal vivo, è il primo vero ostacolo da superare. È stato curioso e bello farlo ed è quello che ti coinvolge.»

The Mag: Ma “la televisione” credi possa fare al caso tuo?

Michele Bendini : «Eh! Questa è una domanda intrigante. Per come sono fatto io forse la galassia che orbita intorno allo spettacolo potrebbe non piacermi, la dovrei conoscere meglio. Amo tanto il mio mondo e amo quello che faccio. Sono anche una persona solitaria a volte, che ha bisogno di rifugiarsi nel verde che questa valle ci offre.»

The Mag: Ti sei trasferito in piena campagna, perché?

Michele: «Per me vivere e lavorare a stretto contatto con la natura è uno degli aspetti che mi piace più del mio lavoro e che ho sempre un po’ ricercato. Mi considero molto fortunato sotto questo punto di vista perché è quello che volevo. Vivo in campagna, nei dintorni di Città di Castello, anche se provengo da una famiglia storica del centro della città».

The Mag: È importante la famiglia nella tua vita?

Michele Bendini : «Fondamentale! Famiglia, amici e lavoro credo che siano cose imprescindibili, soprattutto la prima – ripeto – che mi ha dato delle basi solide. Ho un forte legame con i miei genitori e con mia sorella; riesco a essere indipendente, a starne lontano anche per molto tempo, ma sono loro che mi riempiono la vita e sono loro che mi hanno tramesso le proprie passioni senza mai obbligarmi o impormi qualcosa. Ho fatto sempre le mie scelte da solo e di questo do loro grandissimo merito.»

The Mag: Spiegaci un po’ da dove sei partito. Un veterinario, specializzato nella cura dei cavalli, che si appassiona di cucina così tanto da impiattare di fronte a Cracco, Bastianich e Barbieri…

Michele Bendini : «Anche all’università, a Perugia, l’idea e il sogno di aprire un piccolo ristorante da 30 posti li ho sempre avuti. Dicevo fra me e me: “Magari fra qualche anno, con qualche soldo in tasca, riesco ad aprire qualcosa di mio”. È una cosa che avevo in testa da tanto, forse come un sogno, forse un traguardo raggiungibile. Penso che se mi piace, e sempre mi è piaciuto, far mangiare le persone in allegria un motivo ci sia e allora, perché no, potrebbe attirarmi la ristorazione.»

The Mag: E degli anni universitari cosa mi dici?

Michele Bendini : «Beh, gli anni dell’Università sono stati bellissimi, un periodo della vita stupendo. Sono stato a Perugia per tanto tempo, sono rimasto anche dopo laureato e sono legato a questa città fortemente così come alla Facoltà di Veterinaria, dove ho intrapreso anche un percorso di tre anni molto intenso nella sezione di chirurgia equina durante il quale mi sono letteralmente innamorato di questa professione e dove torno spesso per motivi lavorativi. Poi ci sono i miei colleghi di studio, che sono diventati colleghi di lavoro con i quali continuo a collaborare oltre che sentire come amici.»

The Mag: Bene, il quadro è completo, non resta che l’ultima domanda: dovremo chiamarti Dottore o Chef Bendini?

Michele Bendini : «Di base Michele. Poi, dovessi scegliere, preferirei sempre Dottor Bendini

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