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Il mio whisky con Elizabeth Taylor – Joseph Roveto

2 min.

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Costumista delle star in America, cucina dolci per passione, adora viaggiare, pensa che la donna più bella del mondo sia Elizabeth Taylor con la quale ha sorseggiato un Jack Daniel’s, è stato dietro le quinte dell’Oscar dove ha visto le attrici persino nude, ma da qualche anno ha deciso di vivere a Umbertide.

Di Cristina Crisci e Giovanna Rossi

Dunque, sei nato a New York, hai vissuto a San Francisco, Los Angeles e ora a Umbertide: come mai ti sei fermato in Umbria?

«Sono americano, noi siamo informali… a Los Angeles praticamente tutti lavorano nel cinema quindi non mi sono mai sentito speciale. Non ho mai avuto intenzione di vivere per sempre negli Usa, mi era piaciuto molto vivere in Italia. Ho origini italiane e un’enorme famiglia italo-americana a New York, mi sento facente parte di questo paese».

E cosa ti ha portato qui?

«È la vita che ha preso il sopravvento! Quattro anni fa io e Paul, il mio compagno, pensavamo di avere una realtà magnifica in California in un bellissimo posto nella foresta rossa, ad appena 7 miglia da San Francisco. Ma ci mancava il senso di comunità e questo è esattamente il motivo per il quale siamo qui. Già alcuni amici americani avevano scelto l’Altotevere. Sono stati loro a dirci di una proprietà in vendita… un’ora dopo avevamo già firmato il compromesso!»

Hai lavorato nel mondo del cinema, dello show biz, come costumista, hai incontrato e conosciuto tanti personaggi famosi (da Steven Spielberg a Tom Cruise, da Sean Connery a Clint Eastwood, da Liz Taylor a Catherine Zeta-Jones), ci racconti qualcosa, un aneddoto curioso?

«Ho lavorato con queste persone sì. Io ho studiato tutti gli aspetti del film: l’editing, la recitazione, la distribuzione e ovviamente i costumi. Un aneddoto curioso: Jamie Lee Curtis, con la quale lavoravo per un progetto televisivo, quando venne per il suo primo fitting (prova abito), nel giro di un attimo si tolse il vestito e completamente nuda mi chiese cosa ne pensassi del suo corpo… io le risposi che ero l’uomo sbagliato al quale chiederlo! Abbiamo avuto un buon rapporto anche se il suo vero problema era quello di sentirsi sempre in forma. La più grande difficoltà nel lavorare con gli attori è che sono estremamente insicuri. Solo due volte in tutta la mia carriera mi è successo di chiedere un autografo ed è stato a Bruce Springsteen e a Fred Astaire».

Chi è la donna più bella con la quale hai lavorato?

«La risposta è semplice: Elizabeth Taylor. Di persona è bellissima quasi irreale. Ah, c’è un’altra attrice, Jacqueline Bisset. Ho lavorato con lei per gli Oscar: venne, durante la serata, nella stanza dei costumisti, dove c’è un gran fermento, io dovevo stirarle il vestito. Lei se lo tolse davanti a me come se fosse la cosa più normale, rimanendo completamente nuda. Nessuno indossa mai la biancheria intima! Sono esibizionisti, sono attori!»

Chi è invece l’uomo più affascinante?

«…non ho mai incontrato George Clooney purtroppo, mi spiace! Datemi un momento per rispondere, devo pensarci… Christopher Reeve. Non solo incredibilmente affascinante ma anche imponente: alto, grandi spalle… beh, sicuramente è anche per questo che è stato scelto per interpretare Superman!»

Qui in Altotevere hai lavorato con Eva Santucci, come l’hai incontrata e su cosa si basa il vostro rapporto professionale?

«La incontrai la prima volta a Umbertide dove Eva cantò e quando scese dal palco le dissi che era splendida: ci fu subito una connessione tra noi, un feeling. Ho pensato, e lo penso ancora, che lei è un talento inconsueto, la sua voce non è normale, fuori dal comune. Conosco persone nel mondo della musica e ho pensato di poterla aiutare e lei è stata abbastanza in gamba da dire di sì».

Oltre alla moda, quali sono i tuoi interessi?

«Adoro cucinare. Cucino ogni giorno. Mi piace soprattutto preparare dolci da forno, è una mia grande passione. Sono cresciuto con il buon cibo: i miei antenati sono napoletani e siciliani e in casa nostra c’erano solo conversazioni sul cibo… niente politica, niente di niente, solo cibo. Mi piace molto anche viaggiare».

Secondo te perché molti stranieri decidono di trasferirsi qui?

«Non posso parlare per gli inglesi (intesi britannici), siamo molto diversi noi americani, comunque credo che l’Italia sia un sogno romantico!»

Un’ultima domanda: ti piace Burri?

« Sì e ho una sola cosa da dire… vorrei che ci fosse una promozione diversa per questo grande artista».

Pubblicato da

Redazione di the mag

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