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Mirka Francia VOLLEY NO LIMIT

Mirka Francia
3 min.

Poteva essere bello iniziare con l’elenco di tutte le vittorie di Mirka Francia, ma ci sarebbe stato bisogno di un articolo a parte. Vi basti sapere che la pallavolista cubana, classe 1975 (cittadina italiana dal 2004), può vantare due titoli olimpici e due mondiali con la nazionale di Cuba, da sommare ad una quantità considerevole di trofei – nazionali e internazionali – conquistati nei suoi anni d’oro alla Sirio Perugia, insieme a vari riconoscimenti individuali ai più alti livelli.

di Andrea Tafini / ph: Marco Bigozzi – art metis

Mirka Francia

Mirka Francia

La sua biografia extra volley è segnata dal forte legame con l’Italia e con l’Umbria, avendo scelto Perugia come città per vivere e costruirsi una famiglia. Il 28 ottobre scorso, dopo due anni di inattività, la pluri-titolata schiacciatrice ha deciso di rimettersi in gioco vestendo la maglia del San Giustino Volley, in serie B1.

Il tuo ritorno è stato abbastanza inaspettato, come mai la scelta di ripartire da San Giustino?

Mirka Francia: «È la passione che mi ha chiamata, sentivo che avevo voglia di ricominciare, poi ho conosciuto Antonio Leonardi (Dg del San Giustino Volley) che ha giocato anche lui in serie A1, ci siamo subito intesi e ho scelto di venire a giocare qua. Questa è una realtà diversa da quelle di massima serie, ovvio, ma è una società con tanta voglia di emergere, organizzata e dove si lavora molto bene».

Ovviamente ci sono differenze notevoli tra la serie A1 dei tuoi anni a Perugia e la B1. Il tuo approccio prima di scendere in campo è rimasto lo stesso di un tempo?

Mirka Francia: «Per un giocatore ogni partita è un punto di partenza, quando entri in campo vuoi sempre vincere. Se sei un vero giocatore, la tua mente rimane quella di un professionista. Non contano né l’età né la competizione».

Cosa ti porti dietro dei tuoi anni ai vertici mondiali?

Mirka Francia: «Sai che me lo hanno chiesto tante volte? (ride). Ho vinto tanto, Quando guardi tutti i tuoi trofei, le tue medaglie, ti vengono i brividi per ogni singolo successo. Sono tutti ricordi meravigliosi, sia con la nazionale che con i club, non posso dirti la vittoria che mi ha dato più emozioni perché per me sono tutte sullo stesso livello».

Sei arrivata per la prima volta in Italia nel 1998, a Firenze, e poi nel corso dei 9 anni a Perugia sei diventata cittadina italiana a tutti gli effetti. Facendo un passo indietro, com’è stato il tuo primo impatto con il nostro paese?

Mirka Francia: «Dal punto di vista pallavolistico, molto forte. A Cuba non c’è un campionato per club come qua, si gioca solo per la nazionale. In Italia ho trovato una mentalità sportiva diversa, più aperta, con più possibilità, e questa cosa mi ha fatto crescere. In generale, qua mi sono trovata subito bene, è un paese che accoglie tutti con una grande umanità. Ormai vivo da anni a Perugia e, oltre che italiana, mi sento anche umbra».

Hai ancora legami con Cuba? Torni spesso a casa?

Mirka Francia: «Sì tutti gli anni, ho ancora la mia famiglia là e molti amici. Ormai, poi, queste barriere con gran parte del mondo sono state superate, fortunatamente sono cambiate molte cose. Si va e si viene dall’Isola con facilità. Comunque far parte di questi due paesi, Cuba e l’Italia, è bellissimo».

Sono cambiate molte cose a Cuba, hai appena detto, e molto cambierà ancora visto il riavvicinamento con gli Stati Uniti, che prospettive vedi?

Mirka Francia: «Il riavvicinamento con gli Stati Uniti è un bene, soprattutto per la gente. Potremo finalmente vivere con molta più tranquillità e libertà economica. L’embargo ha gravato solo sulle spalle del popolo, mi ricordo bene tutte le sofferenze vissute e che ancora in parte sono presenti. Finché l’embargo non verrà tolto del tutto non si risolverà definitivamente il problema; la speranza che ciò accada è tanta, incrocio le dita affinché questa lunga storia si chiuda.  Ma Cuba, anche se dovesse cadere questa ultima barriera, non diventerà mai un paese dal capitalismo selvaggio. Il sistema cubano sarà sempre solidale, direi un socialismo con più libertà».

Anche se sei in perfetta forma e schiaccerai per molti anni ancora, che progetti hai per il tuo futuro post volley?

Mirka Francia: «Eh! Tantissimi anni ancora (risponde ridendo)… allora, sarebbe molto bello trasmettere quello che ho imparato ad altre giocatrici o ad altre società, ma prima un passo alla volta. Uno dei motivi per cui ho ripreso a giocare è quello di provare a riportare una squadra umbra di pallavolo femminile in serie A. L’Umbria si merita un team ad alto livello e in questa regione ci sono le capacità professionali e tecniche per riuscire a farlo».

Se dovessi convincere i bambini a giocare a pallavolo…

Mirka Francia: «Prima di tutto direi loro che la pallavolo è divertente, poi ti dà tanto dal punto di vista della socialità, del fare gruppo. Ti aiuta a crescere e dare saggezza alla tua vita. Non è importante farla a livello agonistico come ho fatto io, basta giocare!».

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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