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Mudders’ Strong Race – LA CARICA DEI MUD RUNNER

1 min.

C’è chi ha già fatto molti sport,  chi è più o meno allenato, chi si è buttato quasi per gioco; c’è chi non ha più fiato e chi ripartirebbe subito. Hanno magliette di tutti i tipi – da Batman, a Capitan America oppure con su scritto ironicamente “Beati gli ultimi..” – qualcuno porta anche una maschera o si è pitturato il viso in segno di sfida ma soprattutto di divertimento.

testo di Marco Polchi – foto di Elisa Nocentini

Uomini e donne, senza troppe distinzioni; basta che abbiano compiuto diciott’anni e siano in possesso di regolare certificazione medica (oltre che di regolare iscrizione). Arrivano al traguardo colorati, stanchi, sporchi, ma soprattutto felici, appagati, soddisfatti dopo aver corso, superato ostacoli  – artificiali o naturali che siano – tra terra, fango, acqua, alberi, corde, balle di fieno: dopo aver vinto la fatica.

Sono gli “intrepidi” appassionati che nel giugno scorso hanno invaso l’Alta Valle del Tevere per una corsa davvero speciale nel suo genere, allo stesso tempo cross “campestre” e prova di resistenza, la Mudders’ Strong Race – organizzata da Active Lifestyle Foundation – che si è svolta lungo un percorso di nove chilometri e venticinque ostacoli di vario genere e difficoltà in mezzo a fiumi, campi e strade bianche delle colline umbre, compreso tra la pista di atletica di Città di Castello (dove erano collocate partenza e arrivo) e le Terme di Fontecchio (in pratica il giro di boa della manifestazione podistica).

Ed è stato un vero e proprio successo di partecipanti, oltre duecento, per la seconda edizione di questa gara «che rimane ancora l’unica in Umbria e che è un prodotto interamente del territorio: perché permette di conoscerlo direttamente, di osservarne le caratteristiche e di viverlo in prima persona», come hanno spiegato gli organizzatori, coadiuvati nella logistica della Mudder’s Race da decine di volontari tra cui atleti e staff della Palestra Clinique, la Protezione Civile, Croce Rossa e tanti altri che hanno contribuito ad ampliare il quadro, già ricco, delle discipline che si possono praticare in Alto Tevere.

Ma quello che rende ancor più particolare e sempre più conosciuta questa corsa è il modo in cui viene affrontata; è il senso di collaborazione, il gioco di squadra, la forza di volontà e lo spirito di gruppo – ci si può iscrivere anche formando una sorta di squadra di minimo cinque persone – che viene fuori chilometro dopo chilometro, barriera dopo barriera. Insieme, per vivere la natura e l’ambiente nel modo giusto e affrontare le difficoltà, talvolta molto aspre, del percorso. Non è un’avventura solitaria ma condivisa, sia che sia faccia parte di un team o meno. I primi ad arrivare alla meta vengono ovviamente premiati per le loro capacità ma non esistono veri e propri sconfitti nella Mudder’s race.

Perché in fondo, come dicono i Mud Runner, «non è importante ciò che trovi alla fine di una corsa, è importante ciò che provi mentre corri».

per info sulla gara: www.muddersrace.eu

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