Nadia Toffa | “Ecco i ladri di sogni”

Nadia Toffa, un bacio

Quando il gioco si fa duro” è  il titolo del suo libro-denuncia, che indaga i retroscena dell’industria del gioco d’azzardo. Lei è Nadia Toffa, uno dei volti più noti della trasmissione Le Iene e nelle sua prima opera letteraria si è occupata di ludopatia: «Ho sentito l’urgenza di scrivere questo libro – svela – perché il gioco d’azzardo si sta manifestando in un vero cambiamento del tessuto sociale delle nostre città: a ogni angolo ci sono sale giochi, bar con slot machines, e quasi non ci ricordiamo i giochi che esistono”.  In un gremito cinema Metropolis ad Umbertide The Mag l’ha incontrata per voi.

di Barbara Maccari

Come è entrata in contatto col mondo del gioco d’azzardo?

«Tre anni fa mi trovavo ad Ancona a girare un servizio per Le Iene che non aveva nessuna attinenza col tema della ludopatia.

Era mattina presto ed eravamo in appostamento.

Io volevo un caffè e abbiamo visto un bar con la serranda chiusa, fuori con me c’erano già una decina di persone.

Apre e io sono l’unica che va al bancone, gli altri si dirigono tutti nel retro.

Mi sono incuriosita e ho scoperto che tutte quelle persone stavano lì per giocare alle slot machine che avevano lasciato la sera prima alla chiusura del bar, e uno di loro mi disse:

‘Ci sono dentro i miei soldi, non posso lasciarla scoperta’».

Oggi a quanto ammonta il ‘giro’ in questo settore? 

«Il business del gioco non conosce crisi e non parlo solo delle macchinette, ma di tutta l’offerta dell’azzardo.

Si tratta della terza impresa italiana, dopo Eni e Fiat con un giro di affari che si aggira sugli 85 miliardi di euro, e comprende Bingo, Lotto, Superenalotto, scommesse varie, Gratta e Vinci, gioco online, ma il dato impressionante è che più della metà di questi 85 miliardi vengono dalle slot machine a monetine e dalle VLT, cioè le sorelle maggiori, che vanno a banconote.

Quasi un quarto dei soldi spesi nel mondo per il gioco d’azzardo in internet è degli italiani.

L’Italia, con un’economia in crisi, è a tutti gli effetti il quarto paese nel mondo dopo Stati Uniti, Giappone e Macao (Cina) per volume di gioco, e il primo in Europa.

Rappresenta il 5% del Pil italiano».

Il libro di Nadia Toffa – “Quando il gioco si fa duro”

Ma lo Stato ci guadagna o no? 

«Nonostante il volume d’affari aumenti in modo esponenziale, gli incassi dello Stato crescono di pochissimo.

A fronte di un incremento di 60 miliardi di incassi negli ultimi dieci anni, il guadagno dello Stato è passato da 7 a 8 miliardi, perché in primis le tasse sui nuovi giochi, che sono quelli che vanno per la maggiore, sono molto più basse.

E qui c’è da chiedersi se lo Stato ha fatto bene i suoi conti, se questo business è quello giusto per risollevarsi dalla crisi e soprattutto ha calcolato il danno sociale che crea nelle famiglie italiane».

Nel suo libro racconta molte storie di gioco e vita quotidiana. Ce n’è una che l’ha colpita in modo particolare?

«La storia di Sara, una ragazza molto giovane che si stava per laureare in Medicina.

Aveva una vita normale divisa tra amici e famiglia, una con la testa sulle spalle.

Entra per caso in contatto con la dinamica del gioco, e ne diventa malata.

Questa malattia purtroppo si trasforma, partendo dalla compulsione da gioco, si possono sviluppare altre dipendenze.

Sara è diventata compulsiva da sesso.

Informandomi attraverso psichiatri, ho scoperto che non si tratta di un caso isolato: ad altri è capitato di sviluppare una dipendenza dalla droga o dal cibo.

È molto frequente, purtroppo». 

Che cosa pensa sia necessario fare, ora? 

«Sulle vetrine ci sono immagini di gente vincente ed è troppa l’offerta del gioco.

Non dico che bisogna essere proibizionisti, assolutamente no, ma ci deve essere un’educazione al consumo.

Ho voluto scrivere questo libro proprio per fare educazione al gioco. 

Siamo di fronte a una nuova dipendenza, una dipendenza senza sostanza.

Leggere questo libro ti insegna a riconoscere gli effetti e i primi segnali della malattia da gioco».

info

www.tommymoroni.it
www.facebook.com/TreeEventsIT
www.cinemametropolis.it

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Redazione di the mag

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