logo
logo

Nella terra di mezzo – Reportage da Norcia e Amatrice

Immagine della Piazza principale di Norcia distrutta dal terremoto
1 Min. - tempo di lettura

Amatrice, 24 agosto. È l’inizio di un incubo che sembra non avere fine. In quel lembo di terra fra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, la terra trema ancora: a Norcia, il 31 ottobre. Sono centinaia e centinaia le scosse registrate nei mesi successivi e non accennano a fermarsi.

Da Norcia e Amatrice Marco Montedori – foto Marco Bonatti

Le scosse che hanno messo a dura prova non solo gli edifici, ma hanno causato centinaia di morti e provocato una sensazione altissima di precarietà che ha ben pochi precedenti nella storia degli ultimi anni.

Ci sono le case e i monumenti da ricostruire, ma c’è – soprattutto – da ricostruire l’animo di chi ha perso tutto. È con questo spirito che a più riprese, nei mesi scorsi, con l’associazione Altotevere senza frontiere Onlus ci siamo recati nelle zone terremotate, portando una serie di aiuti e facendo sentire la nostra vicinanza alle persone. Una immensa distesa di macerie.

Immagine di macerie causate dal terremoto

Così si presentano Amatrice e le sue tante frazioni, quasi tutte cancellate dalla furia del sisma. Tanti i crolli anche nella zona di Norcia, a cominciare dalla basilica di San Benedetto, di cui resta solo la facciata imbrigliata in una fitta puntellatura metallica. Qui però le abitazioni, già ricostruite dopo i terremoti del ‘79 e del ‘97, hanno retto meglio e non ci sono stati morti. Gravissime le ripercussioni sull’economia di questi territori, basata sul turismo e sulle attività agricole.

Sono stati sei i carichi di viveri, prodotti di prima necessità e materiali vari, come scaffalature per i magazzini, che abbiamo trasportato a Norcia e Amatrice in collaborazione con la Caritas Italiana, che ha allestito un campo fisso. Le temperature sono freddissime (la notte toccano spesso i -10 gradi) e l’arrivo della neve ha reso tutto più difficile.

Una casa distrutta dal terremoto di Norcia

campanile crollato e vigili del fuoco

Nell’ultimo viaggio a Norcia, grazie alla generosità di tantissime persone che hanno risposto al nostro appello, abbiamo consegnato alla popolazione oltre 250 paia di stivali e doposci. Il territorio colpito dal sisma è molto vasto e impervio. Sono decine le frazioni di montagna isolate con pochi abitanti che hanno preferito, nonostante le difficoltà, non abbandonare i loro luoghi e allestire sistemazioni di fortuna. Lo sforzo delle organizzazioni che operano nell’emergenza è quello di sostenere le famiglie più bisognose e di rispondere alle tante esigenze diverse, specialmente quelle dei più anziani: viveri e vestiti, riscaldamento, trasporti, assistenza medica.

un magazzino pieno di aiuti per Norcia

La difficoltà più grande a Norcia è quella di ritrovare un senso di comunità. Ecco allora che anche le iniziative più semplici, come una tombolata con i bambini del paese o una cena insieme, possono risultare importanti. Intanto sono arrivati i primi container e le casette di legno per gli sfollati, alcune attività hanno riaperto i battenti ma il ritorno alla normalità è molto lontano.

La situazione si evolve rapidamente e il lavoro da fare è ancora tanto, è per questi motivi che nei prossimi mesi la presenza di Altotevere senza frontiere sarà assicurata costantemente.

PS: L’Associazione Altotevere senza frontiere organizza ogni mese di luglio il Festival della Solidarietà

 

giornata passata a Norcia con i bambini

roulotte nel giardino di casa con neve

furgone carico di aiuti per Norcia

furgone e panorama con neve

Post simili

Pubblicato da

Redazione di the mag

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.