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Noa Achinoam Nini – Il mio canto libero

Noa Achinoam Nini portrait - the Mag
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Noa Achinoam Nini, Sogna un mondo fatto di pace, è nata a Tel Aviv, ma cresciuta in America, utilizza la musica come veicolo per accorciare le distanze tra i popoli e quest’estate è passata a Città di Castello dove l’abbiamo incontrata (ospite del Festival delle Nazioni in un concerto sold out). Noa è una donna libera e molto disponibile a parlare di sé e delle sue idee.

di Cristina Crisci

Nei mesi scorsi lei ha affermato di non condividere affatto l’operato di Netanyahu: «Il premier israeliano non sta lavorando per la pace. Dobbiamo cambiare le cose», disse. In queste settimane le cose sono migliorate o peggiorate?

Noa Achinoam Nini: «Le cose in questo periodo stanno cambiando ogni giorno, è impossibile dire cosa succederà. Ho partecipato di recente a una manifestazione per la pace a Tel Aviv, c’erano 10 mila persone! L’idea era quella di spingere il nostro governo verso un dialogo diretto con i palestinesi. Questo è un periodo di grandi tragedie, ma può anche essere un momento di opportunità…».

Da Oriente a Occidente il mondo conta numerosi conflitti, molti dei quali tendono con difficoltà a risoluzioni veloci e soprattutto perseguibili concretamente. Cosa si può fare?

Noa Achinoam Nini: «Supportare i moderati in ogni società. Incoraggiare il dialogo, in ogni forma possibile. Investire sull’educazione! Solo l’educazione umanistica dei valori universali, lo studio della letteratura, la storia, la musica, le scienze, possono fermare l’ondata di estremismo. Dobbiamo lavorare a una ripartizione più equilibrata della ricchezza, questo è un grande compito, ma la povertà e la disperazione sono cibo per l’estremismo».

Noa Achinoam Nini canta al festival delle nazioni

Noa Achinoam Nini – città di Castello – Festival delle Nazioni 2014

Le sue canzoni trattano spesso tematiche che riguardano la diaspora Mediorientale, la guerra, il terrorismo, più in generale i conflitti dell’umanità. Ma ci sono anche messaggi di speranza. La musica riesce ad essere un buon veicolo per educare alla pace?

Noa Achinoam Nini: «Le mie canzoni trattano prevalentemente dello spirito umano, la sua complessità e bellezza. Le mie dichiarazioni politiche le faccio su diversi palchi. La musica è uno strumento di comunicazione e di solidarietà di emozioni, ci unisce su un livello più alto. Come uccelli, vediamo solo la bellezza del quadro/arazzo sotto di noi, non vediamo confini o il colore della pelle. Siamo presi con il vento, siamo liberi».

Lei è nata a Tel Aviv da una famiglia di ebrei yemeniti, poi a 2 anni si trasferisce a New York, dove resta fino a 17 anni, che ricordi ha del periodo americano?

Noa Achinoam Nini: «Sono stata fortunata ad essere cresciuta negli Usa, ad imparare l’inglese, ad essere esposta a così tanta cultura a New York, la città più fantastica che io conosca. Ho studiato in una scuola ebraica, molto difficile che però mi ha insegnato tanto. Ero una bimba introversa, ho letto un’infinità di libri, ma la mia mente e l’anima erano fiorenti».

A 18 anni, a seguito di una profonda crisi d’identità decide di fare ritorno nella sua terra, dove presta il servizio militare obbligatorio per due anni. Com’era Israele in quel periodo?

Noa Achinoam Nini: «Dal punto di vista di un’adolescente, Israele era incredibile. Sole, mare, libertà, gente espansiva e diretta, anni luce da New York. Ho completamente abbandonato la religione, vivevo una vita stimolante, ero indipendente (la mia famiglia era tutta a NY). Il mio periodo di leva obbligatoria l’ho passato in una unità di intrattenimento, ho cantato per due anni. Non è stato facile ma fa parte dell’essere israeliani. La politica era quindi molto lontana da me, avevo solo la musica in mente e il mio amore per Asher, il mio fidanzato (che poi è diventato marito). Avevamo una vecchia moto BMW con la quale abbiamo viaggiato per tutto il paese. È stato un periodo meraviglioso».

 

[quote]Sono molto onorata di aver avuto la possibilità di lavorare con il grande Benigni e Piovani. Scrivere le parole per quella canzone e cantarla mi ha davvero cambiato la vita.[/quote]

 

L’Italia l’ha insignita di importanti riconoscimenti, inoltre lei ha anche collaborato nel 1997 con Roberto Benigni che la scelse per interpretare Beautiful That Way, tema principale della colonna sonora de La vita è bella: come ha vissuto questa proficua collaborazione artistica?

Noa Achinoam Nini: «Sono molto onorata di aver avuto la possibilità di lavorare con il grande Benigni e Piovani. Scrivere le parole per quella canzone e cantarla mi ha davvero cambiato la vita. Il film e la canzone sono il simbolo della mia personale filosofia: ovvero che la bellezza e la forza dello spirito avranno la meglio!».

Nel 2002 esce l’album Now, in cui lei include anche una sua reinterpretazione della hit ‘Eye in the Sky’, lanciata dagli Alan Parsons Project. Che musica le piace ascoltare?

Noa Achinoam Nini: «Sono innamorata della musica degli anni 60, Paul Simon, Joni Mitchell, Leonard Cohen. Amo anche il jazz e la musica classica».

Il suo ultimo album intitolato Love Medicine, è ricco di collaborazioni eccellenti e contaminazioni… quali sono gli ingredienti base di questa sua ‘medicina d’amore’?

Noa Achinoam Nini: «Love Medicine include canzoni ispirate da persone e luoghi interessanti, ispiratemi da Milton Nascimento e Joao Bosco, una nostra versione ebraica di una canzone di Gilberto Gil e una nuova splendida melodia di Pat Metheny della quale io ho scritto le parole (uno sketch poetico di un uomo e del suo genio!), dando risalto al suo fantastico modo di suonare. Grazie Pat, nostro unico e solo!! Gil ed io abbiamo anche avuto l’onore di duettare con un fantastico, cantante, compositore, poeta, pittore spagnolo di nome Joaquin Sabina, che sia io che Gil ammiriamo molto: la canzone “You” è stata scritta dopo uno stimolante  incontro avuto con lui nella sua fantastica casa di Madrid, dove aveva 30 mila libri. L’album include anche due ulteriori covers: una delle Bangles, l’altra è una canzone meno conosciuta, ma non per questo meno bella, di Bobby McFerrin. Inoltre ci sono 5 canzoni che abbiamo scritto sulla vita di papa Giovanni Paolo II. Chi l’avrebbe mai detto che una ragazza ebrea, yemenita, israeliana cresciuta nel Bronx sarebbe stata chiamata per scrivere musica che descrive la storia della vita di un giovane prete polacco. Ho trovato molti episodi ispiranti nella storia della vita di Karol Wojityla».

Noa Achinoam Nini a Città di Castello

Noa Achinoam Nini – città di Castello – Festival delle Nazioni 2014

È sposata da anni con il medico pediatra Asher Barak, da lei soprannominato “angelo dallo stetoscopio rosa” dal quale ha avuto tre figli. Com’è la giornata tipo della vostra famiglia?

Noa Achinoam Nini: «Iniziamo molto presto la mattina, i nostri figli escono di casa alle 7.30 circa per andare a scuola e all’asilo (hanno 13, 10 e 4 anni). Io lavoro nello studio di casa. Nel pomeriggio i ragazzi hanno diverse attività, i compiti, la musica, lezioni di danza, tennis, la spiaggia, amici, giocare fuori nel giardino con il trampolino elastico… Asher torna a casa alle 19.30 circa, cerchiamo di cenare insieme alle 20 (quando non sono in giro ad esibirmi), poi tanti libri e a volte guardiamo un film tutti insieme (amiamo Charlie Chaplin!) e poi a letto… eccetto me, io vado a dormire sempre molto tardi! Ovviamente il tutto è accompagnato da un sacco di bellissimo caos! ».

Ospite del Festival delle Nazioni che celebra l’Armenia, una terra cui lei è molto legata…

Noa Achinoam Nini: «Ho molti amici armeni, incluso Charles Aznavour con il quale ho cantato sul palco quest’anno. Io ammiro la cultura Armena».

Assisi, Perugia, Città di Castello, l’Umbria la invita spesso, cosa pensa delle persone e dei luoghi di questa terra?

Noa Achinoam Nini: «Amo tutte le persone italiane, di qualsiasi parte siano. Per me non c’è nessun altro paese che possa essere paragonato all’Italia!»

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