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Oggetti, arte, allestimenti, musica, cibo: ovvero Fuorisalone 2014, dove ogni progetto trova il suo spazio.

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A due settimane dal Fuorisalone 2014, ancora sento il brulichio di persone, idee, forme e colori, ne riassaggio i profumi e ne riascolto i suoni.

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Anche quest’anno è stata una Milano con la più grande concentrazione di design, e mai come quest’anno Milano è stata l’essenza del design.

Design come progetto, sperimentazione ed educazione. Basti pensare alle lezioni di design sparse per il Brera Design District, e alla più interessante dimostrazione di fiducia verso i più piccoli con le “Lezioni di Design for Kids” all’Appartamento Lago.

Design da tutto il mondo che investe ogni tipo d’oggetto d’uso e d’arredamento. Dai meravigliosi ombrelli fatti con le foglie del Thailandese Anon Pairot, al futuristico ed elegantissimo pianoforte disegnato dal Peugeot Design Lab, e poi ancora lampade, sedie, tavoli, vasi, cibo.

Design come storia e memoria dell’innovazione con gli arredi disegnati nel Novecento da Giò Ponti per Molteni & C.

Un Fuorisalone insomma all’insegna dell’immaginazione, della comunicazione e della creatività, dove tutto sembra possibile. Così tanto che non vedo l’ora di essere pronta per l’anno prossimo con la mia macchina fotografica e una moleskine.

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