Ogni persona che incontri è una storia, la street photography ai tempi del Covid. L’intervista a Eolo Perfido

Come sta cambiando la “fotografia di strada” intervista a Eolo Perfido. Italo francese, ritrattista per la prestigiosa agenzia fotografica Sudest57, Leica Ambassador, docente e soprattutto uno degli street photographer più apprezzati in patria e all’estero.

di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

 

Ritratto di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni
Maria Vittoria M.P.

Eolo Perfido classe 1972 vanta più di 15 anni di esperienza nel campo fotografico prestando la sua arte alle più importanti agenzie di comunicazione del mondo come JWT, Saatchi & Saatchi, Leo Burnett e a collaborazioni con fotografi del calibro di Steve McCurry ed Elliott Erwitt. Le riviste di moda si contendono i suoi progetti editoriali e i suoi scatti sono stati esposti in diverse gallerie private e musei del globo. Abbiamo fatto con lui alcune riflessioni sulla sorte della street photography ai tempi del Covid 19.

Cosa significa essere un fotografo di strada in tempo di Covid? 

“Quest’epoca con tutte le difficoltà che stiamo vivendo è una sfida perché ad un occhio poco attento, le persone con la mascherina possono sembrare tutte uguali. Ma se ci sono moltissime altre manifestazioni che ci rendono unici, riconoscerle per poterle restituire è il compito dei fotografi contemporanei. La strada rimane uno strumento narrativo e avere meno persone in giro offre un’opportunità in più visto che spesso si fatica ad isolare i soggetti.

Il tuo approccio alla street photography non è invasivo come quello di Bruce Gilden. Ma, ugualmente, ti trovi a fotografare per strada delle persone a te estranee. Come ti relazioni con gli sconosciuti?

“Con tranquillità e naturalezza. Ho raggiunto grande sicurezza come fotografo e come persona e non vivo nessun disagio nell’interagire con gli altri. Ogni incontro è una storia a sé che cerco di risolvere attraverso la mia sensibilità e l’esperienza maturata nel tempo”.

Le tue immagini si muovono su più piani e l’occhio deve correre tra diversi elementi nella foto per ricostruire la storia. È una complessità frutto di una ricerca?

“Ci sono voluti anni in strada, molto esercizio e studio. Con il tempo e la giusta applicazione è possibile migliorare le proprie capacità di pre-visualizzazione, fondamentali per costruire diversi livelli di lettura. Come in tutte le discipline creative ci vuole un buon mix di perseveranza e cultura”.

Qual è un tuo modello di riferimento nel mondo della fotografia?

“Joel Meyerowitz, Alex Webb e Daidò Moriyama. Sono molto diversi tra loro ma ho cercato di trarre insegnamento ed ispirazione dagli aspetti che meglio ho compreso del loro percorso e sono ancora motivo di studio e meraviglia”.

Il tuo approccio alla street photography non è invasivo come quello di Bruce Gilden. Ma, ugualmente, ti trovi a fotografare per strada delle persone a te estranee. Come ti relazioni con gli sconosciuti?

“Con tranquillità e naturalezza. Ho raggiunto grande sicurezza come fotografo e come persona e non vivo nessun disagio nell’interagire con gli altri. Ogni incontro è una storia a sé che cerco di risolvere attraverso la mia sensibilità e l’esperienza maturata nel tempo”.

Le tue immagini si muovono su più piani e l’occhio deve correre tra diversi elementi nella foto per ricostruire la storia. È una complessità frutto di una ricerca?

“Ci sono voluti anni in strada, molto esercizio e studio. Con il tempo e la giusta applicazione è possibile migliorare le proprie capacità di pre-visualizzazione, fondamentali per costruire diversi livelli di lettura. Come in tutte le discipline creative ci vuole un buon mix di perseveranza e cultura”.

Qual è un tuo modello di riferimento nel mondo della fotografia?

“Joel Meyerowitz, Alex Webb e Daidò Moriyama. Sono molto diversi tra loro ma ho cercato di trarre insegnamento ed ispirazione dagli aspetti che meglio ho compreso del loro percorso e sono ancora motivo di studio e meraviglia”.

INFO

www.eoloperfido.com

 

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Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

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