One, here, now. La Casa Dipinta di Todi: itinerari belli

Poco distante da Piazza del Popolo, scendendo per Via di Santa Prassede, all’incrocio con Via delle Mura Antiche, all’interno del già splendido gioco di vicoli e scorci offerto dalla città di Todi, esiste uno scenario ancora più suggestivo, in cui l’arte si coniuga con la vita di tutti i giorni ed fatta di cose ed oggetti personali.

di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni
Ritratto di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni
Maria Vittoria M.P.

Chiunque varchi il civico 25 nel cuore del centro storico di Todi entrando percepirà di trovarsi in un luogo singolare.

Di proprietà dell’artista Bryan O’doherty e della moglie  Barbara Novak,  docente universitaria e critica d’arte che la acquistarono nel 1975, il bellissimo edificio ottocentesco in via delle Mura Antiche si è trasformato da semplice casa vacanze italiane in una straordinaria opera d’arte complessiva, oggi conosciuta come La Casa Dipinta.

In questo edificio di tre piani, perfettamente arredato, le pareti raccontano attraverso un linguaggio inventato dall’autore, l’arte e il pensiero di Patrick Ireland (pseudonimo con cui è più conosciuto Bryan O’doherty), oncologo in pensione impegnato per la causa irlandese di profonda ispirazione pacifista.

A dominare l’ingresso è così la riproduzione dell’antico alfabeto Ogham, usato in Irlanda fino al VII secolo con la riproduzione di tre parole che riassumono tutto il suo pensiero artistico: One, Here, Now riproposto sotto diverse combinazioni della lettera “I” (pronome inglese) come una scientifica comunicazione numerica.

Salendo le coloratissime scale che conducono al soggiorno, l’opera che più colpisce è un’installazione intitolata Trecento, in omaggio ai trittici trecenteschi.

Forme dipinte da cui si dipanano dei fili che sembrano simulare linee prospettiche, e dalle quali ogni visitatore, scelto il proprio punto di fuga, può estrarre la propria tridimensionalità.

Al piano superiore, la camera da letto dalle finestre ed aperture fittizie, giocano con la prospettiva disorientante, circa cosa sia reale e cosa invece dipinto.

Sempre giochi di fili e di prospettive affascinano il visitatore mentre, ai lati del letto, sono visibili le sagome dei due anfitrioni: Bryan e Barbara.

Perfino il bagno, dove i decori ricordano i cerchi del Paradiso dantesco, giochi di specchi inebriano con i colori.

Un tale tripudio di segni, sagome, geometrie, simbolismi, colori e messaggi all’uomo moderno, installazioni intrecciate a oggetti di uso quotidiano, quali il frigo e la vasca da bagno rendono questo gioiello urbano un vero e proprio unicum a livello mondiale, divenuto nel tempo una struttura museale visitabile dai cittadini.

La Casa Dipinta è un luogo non solo “fisico”ma anche spirituale, in grado di ospitare l’amore dei coniugi O’Doherty insieme alla comune passione per Todi e per l’arte che diventa la massima espressione nonché spunto di riflessione sul senso di appartenenza e dell’identità.

Dalle sue radici celtiche alle nostre radici latine, Bryan/Patrick ci ricorda che siamo tutti unici ma vicini, eredi della storia ma in continuo cambiamento.

Siamo tutti One – Here – Now.

Per info e prenotazioni 848004000
iat.todi@coopculture.it

 

 

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Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

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