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La nostra Casa – Gilly e Gordon

4 min.

C’è un motivo per cui Gilly e Gordon piacciono molto a noi di The Mag. Sono una coppia dalle mille idee creative, mirate a unire la comunità di cui fanno parte, e la loro presenza migliora la zona di centro Italia in cui viviamo. Siamo quindi davvero lieti di presentare la meravigliosa casa in cui vivono nella sezione “La Nostra Casa” di questa edizione natalizia.

La loro esperienza nel costruire o ristrutturare case è ineguagliabile e tutte le loro abitazioni sono state fotografate per riviste importanti. In Inghilterra, a Leeds, la coppia ha contribuito a raccogliere fondi e a edificare case per l’istituzione intitolata Saint Georges Crypt, un’organizzazione dedicata a fornire dimore ai senzatetto e a chi cerca di disintossicarsi da una qualche dipendenza. Gilly si era resa conto  della grande povertà nella sua città perché portando a spasso i cani la mattina presto o la sera tardi, aveva modo di vedere quante persone vivessero per le strade in condizioni disperate. Gordon Carey è un architetto e Gilly una radiologa in pensione. Insieme sono capaci di smuovere le montagne. E, in un certo senso, lo hanno fatto.

Quando abbiamo chiesto loro di fotografare l’incredibile dimora dove vivono, nei pressi di  Umbertide, Gilly ci ha detto che l’avevano chiusa per l’inverno, perché con la stagione fredda preferiscono trasferirsi nella vicina dependance, ricavata da quello che originariamente era un essiccatoio per il tabacco. Essendo più piccola è più facile da riscaldare e mantenere pulita e in questo modo riescono meglio ad affrontare i freddi e scuri mesi invernali. La casa grande la riaprono solo per le feste natalizie, quando amici e parenti arrivano a festeggiare e rianimare questo angolo di paradiso in cima a una collina.

Mi è dispiaciuto perché avevo avuto modo di vedere quanto fosse speciale la loro casa più grande. Ma per Gilly non è stato un un problema, potevamo fotografare il loro nido più piccolo, trascurando la possibilità che non fosse rappresentativo del tipo di ambiente creato per la loro vita in Italia. La cosa importante per loro era contribuire a questa uscita di The Mag e al progetto di rendere le nostre zone posti attraenti da vivere e visitare.

Le foto che accompagnano le parole di Gilly e Gordon e che troverete anche sul nostro sito rappresentano quindi la loro “residenza invernale” qui in Italia.

The Mag: Vivete da queste parti tutto l’anno?

Gilly: Adesso sì, abbiamo appena venduto la nostra casa in Inghilterra. E così siamo diventati residenti a tempo pieno anche se Gordon lavora in giro per il mondo e quindi è spesso in viaggio.

The Mag: Come avete arredato le vostre due case? Avete fatto arrivare un container dall’Inghilterra o avete cercato oggetti locali?

Gilly: Abbiamo comprato molti mobili e accessori da Cangi a Città di Castello, il divano e le poltrone, alcune lampade. I letti li abbiamo fatti fare da un fabbro locale. Quando li ha portati non riuscivamo a farli passare per le scale, perché nel frattempo avevamo aggiunto la ringhiera che non c’era quando avevamo disegnato i letti. È stato incredibile:  a Londra chiunque li avesse portati li avrebbe lasciati lì, invece l’artigiano si è fatto carico del problema e ha tagliato i letti in modo da farli passare, per poi saldarli nelle camere da letto.

The Mag: Quali sono gli oggetti d’arte ai quali sei più affezionata in questa casa?

Gilly: Abbiamo un piccolo delizioso disegno di Frank Gehry che amiamo particolarmente, essendo Gordon un architetto, e poi c’è quel divertente quadro in cui Don Grant ha dipinto a nudo la famiglia reale. La grafica delle immagini è impressionante, ma non offensiva. E il senso di irriverenza rende il quadro comico. Alcuni personaggi sono nudi frontali integrali.

The Mag: Perché avete incorniciato quella scatola?

Gilly: Questa piccola scatola è carinissima e contiene una dozzina di contributi di altrettanti artisti o personaggi famosi. Ne sono state prodotte solo cento, e ognuna contiene dodici piccole opere d’arte. Cinquanta scatole sono state inviate a Vip inglesi del calibro di Elton John e altre cinquanta sono state archiviate. Quindi sono oggetti rari.

The Mag: Allora anche voi fate parte del mondo dei Vip…

Gilly: Non proprio. In realtà la nostra l’abbiamo ricevuta perché siamo amici dell’organizzatore del progetto. Uno dei contributi che preferisco è un biglietto di Kate Moss in cui la firma è un’impronta delle sue labbra, un bacio di rossetto sulla carta.

The Mag: Che pensi del lavoro di Arthur Hunter Blair?

Gilly: Conosco Arthur di persona e amo il suo lavoro. Mia figlia è architetto d’interni (nonché una pittrice di nudi bravissima) e ha fatto conoscere ad alcuni dei suoi clienti le opere di Arthur.

The Mag: Che mi dici di tutti i vostri cani?

Gilly: Ne abbiamo per tutti i gusti: grandi e forti, piccoli e pigri e dalla statura media ma energici.

Questo che vedi è Ollie. In realtà era di un vicino ma continuava a venire a trovarci. Poi un paio di anni fa, mio padre è venuto in Italia con una malattia terminale. Avevamo deciso che ci saremmo presi cura di lui fino alla sua morte. È stato davvero un periodo difficile per me, come puoi immaginare.

Ollie si è da subito affezionato a mio padre e viceversa, gli è stato vicino giorno e notte (escluso quando doveva uscire per i bisogni), fino a quando mio padre è mancato. Erano inseparabili. E grazie a Ollie, un periodo così doloroso è stato tollerabile, sia per me che per mio padre. In qualsiasi momento dovessi assentarmi, per andare a fare delle compere o per altri motivi, sapevo che mio padre era in buona compagnia, aveva al suo fianco un buon amico. Da allora in poi Ollie è diventato un elemento importante della nostra famiglia.

The Mag: Il vostro impegno come volontari a Leeds è stato notevole. Vi prestate anche qui in Italia al volontariato?

Gilly: Ho cominciato a collaborare con il gruppo chiamato “Libri per i Cani”, che si dedica al benessere degli animali, con base a Umbertide. Partecipo agli eventi che organizzano preparando torte o spuntini vari. In futuro vorrei fare qualcosa per la compagnia operistica di Preggio. E poi forse potrò collaborare con voi, che ne dici?

The Mag: Non vedo l’ora. Amo tantissimo l’opera così come il tuo spirito di iniziativa!

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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