“Out of the night” – La scena jazz di ieri e di oggi tra immagini di archivio e gli scatti di Matteo Ceschi

Il jazz è musica. Ma è anche molto altro. Ad esempio è immagine, visione, fotografia. Non è un caso se i grandi del jazz sono diventati anche delle foto iconiche del secolo scorso.

Pensate a Miles Davis e le sue guance gonfie mentre sua la tromba, lo sguardo perso chissà dove di John Coltrane mentre si tiene accanto il suo sassofono o Bill Evans al piano con i suoi occhiali quadrati, la barba fatta e l’abito elegante. Sì, il jazz è anche un grande racconto per immagini. Lo sappiamo bene noi amanti di Umbria Jazz e lo sanno bene tutti quelli che, anno dopo anno, hanno vissuto l’Estival Jazz di Lugano, altra grande rassegna che negli anni ha regalato concerti ed emozioni enormi.

LE FOTO DI MATTEO CESCHI

Perché parlare dell’Estival? Perché presso la Galleria Artespressione di Milano – a cura dell’umbro Matteo Pacini – c’è stata una splendida mostra che ha raccontato come nel tempo è cambiato l’occhio fotografico sul festival svizzero. “Out of the night”, titolo ispirato ad un celebre brano di Joe Henderson, è il titolo dell’esposizione – inserita nella XV edizione del Milano Photofestival – che ha offerto uno sguardo intergenerazionale sulla scena jazz di ieri e di oggi attraverso i reportage di due grandi fotografi realizzati a quarant’anni di distanza l’uno dall’altro.

Parliamo di una selezione di scatti recenti (tutti effettuati tra il 2019 e il febbraio del 2020) del noto fotoreporter milanese Matteo Ceschi, che da anni realizza reportage dei principali festival jazz svizzeri e che è stata messa a confronto con le preziose immagini di repertorio provenienti dall’archivio Luciano Bignotti, scattate da Maurizio Gonnella nelle edizioni degli anni ‘80 e ’90 di Estival Jazz Lugano.

LE FOTO DI MAURIZIO GONNELLA

Gonnella è per il Luganese un’istituzione, tra gli storici e più apprezzati fotografi e conoscitori del territorio. Il confronto tra i suoi scatti dei backstage di ieri con quelli di oggi, ritratti da Matteo Ceschi, testimonia la realtà di un mondo che cambia nell’evolversi dei tempi ma che, nel mantenere viva tutta la sua magia, trasmette oggi come ieri le stesse vibranti emozioni.  La serie di scatti in bianco e nero di Matteo Ceschi, in particolare, nasce assecondando la passione per la musica e trova in Francis Wolff, storico produttore e fotografo dell’etichetta Blue Note, un preciso modello di riferimento narrativo e stilistico. Con un approccio diretto e senza filtri, tipico della street photography, gli scatti di Matteo Ceschi raccontano di quanto avviene lontano dagli sguardi del pubblico, documentando prove e retroscena, fornendo ritratti spontanei degli artisti chiamati a popolare i palchi dei grandi festival jazz, in un periodo in cui se ne sente particolarmente la mancanza dopo la raffica di annullamenti che hanno riguardato tutte le manifestazioni musicali in questo complesso momento storico.

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MATTEO CESCHI

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