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PETRA GIACALONE, QUI VIENNA NELLA CITTà CHE VIVE DI CULTURA, ARTE E MUSICA

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Petra Giacalone è pianista, Direttore d’Orchestra e Maestro Sostituto, nata a Città di Castello e cresciuta a Milano, ha conseguito il Diploma di Pianoforte al Conservatorio Verdi di Milano. Dal 2000 vive a Vienna, dove ha concluso i suoi studi ed esercita un´intensa attività professionale musicale come pianista, maestro sostituto e direttore d´orchestra.

Tra le sue collaborazioni: ha lavorato all’Opera da Camera di Vienna, è direttore musicale per le produzioni di operetta della Compagnia Schmidtke Lernnert e ha lavorato con prestigiose orchestre (Sofia Festival Orchestra, Savaria Symphonic Orchestra, KUG Sinfonietta, Filarmonica da camera di Graz, Orchestra da camera di Israele, Hilaris e Orchestra Johann Strauss). Si trasferisce all’estero negli anni 2000 «per studiare direzione d’orchestra all’Università della Musica, poi sono rimasta in questa città. Lo studio di direzione d’orchestra a Vienna è lungo e complesso, nessun paragone (purtroppo) con il Conservatorio G.Verdi di Milano dove avevo studiato precedentemente pianoforte e composizione, per questo ho deciso di trasferirmi».

Dell’Italia cosa mi manca?
«A volte il calore e la disponibilità delle persone, ma credo dipenda molto da con chi si ha a che fare, in che ambito e in quale momento, a prescindere dal luogo in cui ci si trova».

La cosa più bella e quella più brutta del paese dove vivi.
«Questa città vive di cultura, arte e musica. Per me è l’ideale, si trovano continui spunti e idee nuove che sono poi realizzabili.
Le persone del posto, per gran parte, si aprono e mostrano se stesse più difficilmente e raramente».

Nel 2015 a Città di Castello hai partecipato al Festival delle Nazioni nel concerto di chiusura nella Chiesa di San Domenico, alla direzione dell’Orchestra della Toscana. Per esempio: se domani il tuo lavoro si trasferisse in Italia, torneresti volentieri?
«Se il mio lavoro si trasferisse in Italia significherebbe che troverei un’Italia totalmente diversa da quella che conosco, quindi probabilmente sì».

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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